Candidature per la consulte di frazione di Sona spostate al 15 settembre. Una scelta doverosa, perché la partecipazione va favorita

La scelta della giunta Mazzi di aprire le candidature per far parte delle consulte di frazione di Sona solo dal primo al 31 luglio era apparsa, da subito, una decisione infelice. Simile a quei provvedimenti che talvolta i governi prendono in piena estate, chiamati appunto con un termine non proprio lusinghiero “balneari”, in maniera che passino quasi sotto silenzio mentre gli italiani sono in spiaggia.

Anche alla luce del lunghissimo tempo che è stato necessario al consiglio comunale per approvarne il regolamento costitutivo, l’idea che veniva data con la scelta di comprimere tutto in un mese (estivo) era quella di un’incombenza che si doveva fare, ma nella quale in fondo non si credeva molto. Sembra, tra l’altro, che l’opportunità di creare questa forma di cittadinanza attiva in realtà non trovasse tutti convinti nella maggioranza sonese. Proprio per la fatica che sempre deriva dall’aprire nuovi fronti di confronto con il territorio.

L’istituzione (anzi, il ritorno) delle consulte di frazione nel nostro Comune è, invece, un passaggio fondamentale per la partecipazione dei cittadini, che merita tempi adeguati perché il messaggio passi nella comunità e perché gli interessati si facciano avanti. Ben venga quindi la decisione arrivata nelle scorse ore di prorogare i termini per candidarsi al 15 settembre. Ancora un mese e mezzo.

Su come verranno costituite, con un procedimento un po’ farraginoso a dire il vero, e su come funzioneranno abbiamo già scritto, con il nostro Gianmaria Busatta. Quello che è importante rimarcare è che in una fase storica di totale scollamento tra cittadini ed istituzioni – situazione ovviamente aggravata dal Covid – ogni iniziativa che vada nel senso contrario deve essere favorita e promossa con la massima energia.

Quei pochi nostri concittadini, perché già sappiamo che saranno purtroppo pochi, che decideranno di fare un passo avanti e di proporsi per far parte di questi organi consultivi e propositivi strettamente legati alla realtà del territorio e della comunità che lo abita meritano di trovare terreno fertile e porte aperte. Anche se, magari, saranno portatori di posizioni fortemente critiche o di istanze spinose.

Ricostruire la figura del cittadino, che non è solo un residente ma è un elemento attivo della comunità, deve essere oggi il primo obiettivo della politica. Anche a Sona.