Campioni d’Europa, anche a Sona

La notte è stata lunga e piena di emozioni forti anche a Sona. Un attimo dopo l’ultimo rigore parato da Donnarumma dai mille punti di ritrovo nei quali i sonesi si erano dati appuntamento è iniziata la festa.

E così, dopo quasi tre ore di bellissima tensione sportiva, da giardini, balconi, piazze, corti e locali pubblici dove ci siamo ritrovati davanti alla televisione è salito alto l’urlo della festa, che curiosamente metteva assieme Mameli, il po po po po po di Seven nation army dei The White Stripes con una spettacolare spruzzata di Raffaella Carrà.

Già dal tardo pomeriggio il territorio era costellato dai fumi profumati di mille grigliate, e le pizzerie da asporto hanno veramente dovuto fare gli straordinari per soddisfare tutte le richieste. Nell’aria si respirava la voglia di fare l’impresa, anche se i leoni d’Inghilterra facevano paura. Soprattutto perché si doveva andare a stanarli proprio nella loro tanta, nel mitico Wembley.

Sicuramente l’iniziativa più clamorosa e divertente sul nostro territorio è stata quella dei ragazzi della parrocchia di Sona, che hanno fatto calare un gigantesco tricolore dal campanile della chiesa parrocchiale (nella foto sopra), un’autostrada biancorossoverde che ha portato straordinariamente bene.

Ma ognuno di noi potrebbe raccontare il proprio rito personale: tra condomini che si sono trasformati in uno stadio in miniatura, anziani seduti fuori dalla porta di casa con la televisione a volumi stellari e signore che se ne andavano a spasso con i loro cani con la bandiera italiana a sventolare al collo.

In tantissimi poi, spenta la televisione dopo la contenuta ma irresistibile esultanza del presidente Mattarella, l’emozionante abbraccio tra Mancini e Vialli e la risata sghemba di Chiellini a sugellare la vittoria, si sono diretti verso la città, dove le vie del centro storico e piazza Bra si sono trasformate in una gigantesca festa all’aperto, andata avanti per gran parte della notte.

Era dal 2006 che non tornavamo in piazza per gli Azzurri. Era ora.