Cà di Capri: unità d’intenti sul percorso per completarla e chiuderla. Attenzione però alle sorprese

Una non numerosa, ma molto partecipata, assemblea tenuta mercoledì 13 maggio presso la scuola media di Lugagnano ha reso un doveroso omaggio al Comitato dei cittadini contro la Cà di Capri di Lugagnano (foto sopra) che, con il sostegno di Lega Ambiente ha ottenuto un notevole, e per certi versi inaspettato, successo con una sentenza favorevole del Consiglio di Stato che blocca ogni possibile ampliamento della discarica.

Il ricorso vinto era stato firmato da sei membri del Comitato: Lucio Santinato, indiscusso capogruppo, coriaceo nel tenere alta l’attenzione sul problema anche quando  la stanchezza  aveva colto anche i più attenti cittadini, disillusi per una questione che sembrava non trovare soluzione, Oreste Avesani, Idelma Boscaini, Micaela Armani, Giovanni Salazzari e Andrea Gasparato.

I presenti al tavolo dell’assemblea erano, oltre a Santinato, gli avvocati Scapini e Giacomazzi, che hanno fornito “pro-bono” l’assistenza al Comitato, l’avvocato Tirapelle che ha seguito la parallela causa penale, Bertucco di Lega Ambiente e, per il Comune, il Sindaco Mazzi e l’Assessore Dalla Valentina.

La frase “mettere in sicurezza la cava-discarica” è stata quella maggiormente citata in assemblea. Una frase, che sembrerebbe di facile comprensione, ma che negli anni invece è stata interpretata di volta in volta in modo distorto dalla Regione, dalla Provincia e soprattutto dalla Ditta Rotamfer.

Ripartire da questa considerazione è stato il fulcro di tutte le discussioni della serata.

Gli avvocati presenti hanno fornito un elenco dei vari passaggi che hanno portato alla situazione odierna della vicenda.

Il doppio successo al Tar e al Consiglio di Stato, che per la prima volta all’unisono  hanno respinto i nuovi tentativi per riaprire con materiali pericolosi la discarica, aggiunto alla condanna penale di primo grado di tutti i principali attori della vicenda sono stati valutati dai tecnici di area giuridica fatti significativi che dovrebbero consentire di chiudere al meglio la vicenda.

Al tutto si è aggiunto in positivo la recente approvazione della Legge Regionale dei Rifiuti, attesa da decenni che, se fosse stata in vigore negli scorsi anni, non avrebbe neppure consentito l’apertura della discarica e che per il futuro non dovrebbe consentire altre “furbizie”.

Bertucco, rifacendosi a tutte le vicissitudini che hanno interessato la discarica, ha suggerito agli Amministratori un possibile percorso da seguire in tempi brevi, cogliendo questo momento favorevole: “disporre l’immediato ritiro di tutto il materiale conferito “abusivamente secondo le decisioni del TAR e Consiglio di Stato negli ultimi due mesi e diffidare gli enti superiori Regione e Provincia affinchè  provvedano, secondo le rispettive competenze, a quanto necessario per rendere esecutive le sentenze in materia di messa in sicurezza del sito”.

Solamente in un momento successivo, ha spiegato sempre Bertucco, sarà possibile da una posizione di forza imporre alla ditta Rotamfer un percorso di chiusura definitivo.

Il Sindaco Gianluigi Mazzi e l’Assessore Dalla Valentina hanno ricordato che in sede di Commissione regionale sia stato il solo Comune di Sona, fra i dodici membri presenti, compresi gli Enti superiori, a votare no per la concessione dell’ultima autorizzazione ed hanno manifestato l’intenzione di aprire un tavolo di lavoro con il Comitato dei cittadini ed i tecnici degli stessi e del Comune, per concordare tempi e modalità per i passaggi successivi.

Tutto bene quindi, siamo giunti alla svolta finale? Gli intendimenti manifestati dai presenti, compresi quelli dei semplici cittadini, danno credito a questo convincimento.

Ci auguriamo sia così, anche se qua e là sono emersi alcuni “ma” ed alcuni “se”, legati a norme legislative vecchie e nuove, a fideiussioni assicurative prestate a garanzia e forse di difficile riscossione, e a molto altro.

Da chi ha continuato ad operare, nonostante divieti e ordinanze di contrasto, in quella cava per un periodo che copre i mandati amministrativi di quattro o cinque Sindaci, con sotterfugi e rilanci inaspettati, il rischio – hanno dichiarato i presenti – è quello di altri tentativi a sorpresa.

L’unità d’intenti, che pare sia stata ritrovata nell’assemblea di mercoledì dopo che negli scorsi mesi non erano mancate le divergenze, dovrebbe essere una buona base di partenza per un risultato positivo finalmente e veramente risolutore.

Renato Salvetti
Nato a Rovereto (Trento) il 24 maggio 1940, ha conseguito il diploma di ragioneria a Verona. Sposato, con tre figli, ha svolto l’attività di dirigente d’azienda. È stato per quindici anni un amministratore comunale come assessore e sindaco di Sona. È storico delle vicende del Comune ed è autore di pubblicazioni sulla storia recente e dei secoli passati del territorio di Sona e dell’area veronese.