Cà di Capri: il TAR concede la sospensiva e blocca per ora la riapertura della discarica decisa dal Governatore Zaia

La decisione della Giunta Regionale del Veneto che con delibera 1148 del 12 luglio scorso, pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione del 9 agosto, autorizza nuovamente l’apertura della discarica Cà di Capri a Lugagnano (LEGGI IL SERVIZIO) aveva causato un vero terremoto nel Comune.

Le reazioni dell’Amministrazione del Sindaco Mazzi erano state di grande sconcerto per una decisione che appariva del tutto incomprensibile, anche alla luce della decisione del Consiglio di Stato che, con il ricorso vinto dal Comitato dei Cittadini, sembrava aver messo definitivamente la parola fine sulla vicenda.

Sconcerto manifestato anche da parte di alcuni esponenti della minoranza in Consiglio Comunale, che, con Partito Democratico e Nuove Prospettive come capofila, avevano presentato una mozione per impegnare l’Amministrazione a prendere una posizione forte contro questa decisione della Giunta Regionale.

E la risposta alla delibera della Regione, infatti, era arrivata con la decisione della Giunta di Sona di ricorrere al TAR contro la riapertura della discarica. Prima con la richiesta di una immediata sospensiva dell’esecuzione della delibera regionale di riapertura e, successivamente, con un ricorso nel merito della vicenda. Ricorso analogo è stato presentato dal Comitato dei Cittadini con Legambiente.

Dopo qualche settimana, è stata pubblicata ieri 13 dicembre la decisione della sezione terza del TAR Veneto che con proprie Ordinanze accoglie le richiesta dei ricorrenti e sospende la delibera della Giunta del Governatore Zaia.

Considerato che, ad un sommario esame proprio della presente fase cautelare – scrive il TAR nelle Ordinanze – appare di gran lunga prevalente la tutela dell’ambiente e la necessaria applicazione del principio di precauzione, con conseguente sospensione dei provvedimenti impugnati, né vale a contrario il prospettato pericolo di lacuna normativa con riguardo alla discarica in questione, considerato che, nelle more del giudizio, rimane comunque fermo in capo alla Regione Veneto il potere di adottare ogni provvedimento ritenuto opportuno per scongiurare situazioni di pericolo riguardante il sito de quo a tutela della salute pubblica. La domanda cautelare – conclude il Tribunale Amministrativo del Veneto – pertanto, deve essere accolta.

Un commento su questa Ordinanza l’abbiamo chiesto al Sindaco di Sona Mazzi.

La motivazione, seppur breve, è molto decisa sul piano della precauzione ambientale – indica il Sindaco di Sona -: l’ordinanza verrà immediatamente comunicata alle autorità territoriali preposte alla salvaguardia ambientale affinché cessino i conferimenti in discarica, che erano giustificati dalla delibera regionale ora sospesa.

Quindi per ora tutto si ferma e la discarica resta chiusa, in attesa del procedimento vero e proprio davanti al TAR del Veneto che il prossimo 20 aprile entrerà nel merito della legittimità o meno di questa riapertura, che tanto preoccupa i cittadini di Lugagnano.