Sentenza Cà di Capri: il Consiglio di Stato accoglie completamente le ragioni del Comitato Cittadini

A più di tre mesi dall’udienza del 2 dicembre scorso è finalmente stata depositata la tanto attesa sentenza del Consiglio di Stato sulla Cà di Capri di Lugagnano. Sentenza che da pienamente ragione su tutta la linea al Comitato dei Cittadini di Lugagnano.

In ballo vi era la decisione cruciale su quale dovesse essere il futuro della discarica, attorno alla quale si dibatte realmente da decenni. Ma proviamo a ripercorrere l’ultimo anno, molto intricato, di questa vicenda.

La questione molto preoccupante della riapertura della Cà di Capri era ritornata di attualità lo scorso inverno, a seguito della richiesta proposta dalla Rotamfer – la ditta che gestisce il sito – di vedersi approvato un nuovo piano di completamento. Piano che la Regione aveva poi approvato nonostante il voto contrario del Comune di Sona.

Il Comitato dei Cittadini di Lugagnano – a seguito di quanto era successo nel corso della seduta del Consiglio Comunale di Sona del 12 marzo, quando il Consiglio aveva deliberato di non proporre ricorso ma di fornire ogni sostegno tecnico e giuridico al Comitato – aveva deciso di presentare comunque ricorso solitario al TAR, con il supporto di Legambiente.

Si va in udienza e la sezione terza del Tribunale Amministrativo del Veneto con sentenza n. 1049/2013 accoglie il ricorso del Comitato del Cittadini e annulla la Delibera della Regione in quanto, si legge in quella sentenza, “con il progetto approvato si passa immotivatamente da una messa in sicurezza a un ampliamento della discarica esistente”.

Quella sentenza del TAR, come ampiamente previsto, viene successivamente impugnata avanti il Consiglio di Stato da Rotamfer e Regione Veneto. Anche questa volta a costituirsi è solo il Comitato dei Cittadini, con Legambiente, in quanto il Comune di Sona tra molte polemiche decide comunque di non affiancarsi al ricorso.

Nella prima seduta del 15 ottobre scorso il Consiglio di Stato si limita ad emettere un’Ordinanza con la quale accoglie l’istanza di Rotamfer e Regione Veneto e sospende la sentenza del TAR in quanto ritiene troppo complessa la vicenda per una decisione immediata.

Viene quindi ‘congelata’ la sentenza del TAR per evitare un vuoto – e conseguenti pericoli – nella gestione della discarica, fissando la successiva udienza per il 2 dicembre, per poter entrare nel merito tecnico e puntuale delle richieste e delle istanze delle parti.

Il 2 dicembre si tiene l’udienza a Roma ma da quella data solo silenzio, con voci (del tutto prive di fondamento) che si accavallavano e che attribuiscono di volta in volta la decisione a favore di una o dell’altra parte.

E finalmente il 23 marzo, oggi, arriva  la decisione, che spazza via ogni incertezza e mette una parola definitiva sulla vicenda.

Il Consiglio di Stato, infatti, con sentenza n. 1564 in data odierna, ha pienamente accolto tutte le tesi del Comitato dei Cittadini di Lugagnano e di Legambiente, difesi dagli Avvocati Fausto Scappini, Stefano Gattamelata e Renzo Cuonzo.

Ingresso discarica ca di capriIl Consiglio di Stato conferma pienamente quanto sostenuto dal TAR nella sentenza 1049, scrivendo che il piano proposto era di fatto un vero e proprio ampliamento.

“A fronte del parere della Commissione Regionale V.I.A. che si esprimeva favorevolmente sulla richiesta di variante sostanziale al progetto di ampliamento del 3° lotto della discarica in loc. Cà di Capri, subordinandolo ad una serie di incisive prescrizioni sul materiale introducibile e limitandola espressamente alla sola messa in sicurezza operativascrivono infatti i giudici amministrativiil nuovo parere favorevole n. 441 del 23 ottobre 2013, espresso sull’istanza di revisione del precedente parere anch’esso finalizzato alla messa in sicurezza operativa della discarica, ammette, oltre al conferimento dei materiali indicati nel precedente parere, anche quello del fluff espressamente escluso secondo il parere n. 315 del 21 settembre 2010, e altri rifiuti (compresi materiali misti) prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti; inoltre, si indica espressamente il raggiungimento di una volumetria complessiva di mc. 715.024 (di cui 379.184 di rifiuti per conto proprio e 297.937 per conto terzi), di cui non vi era alcuna traccia nel precedente parere”.

“Sebbene non possa dubitarsi che tale nuovo parere consegua all’istanza di revisioneproseguono i giudici nella sentenza 1564non può d’altra parte sottacersi che il nuovo parere favorevole emesso dalla Commissione Regionale V.I.A. non da in alcun modo conto delle ragioni che hanno indotto ad accogliere in modo pressoché integrale l’istanza di revisione e soprattutto a ritenere superato il precedente parere del 21 settembre 2010 che, sebbene anch’esso favorevole, aveva del tutto evidentemente una portata minore, tanto da essere ritenuto non soddisfacente dall’A.T.I. Rotamfer”.

Nel caso in esame – spiegano i giudici – è sostanzialmente autorizzato non solo il sostanziale prosieguo dell’attività, ma addirittura la sua ulteriore implementazione”.

“A ciò deve aggiungersi – recita la sentenza – che dalla stessa lettura degli atti impugnati si evince che l’ulteriore attività istruttoria svolta non si è limitata alla mera sola revisione dell’originario progetto ma ha provveduto ad un nuovo esame funditus dell’originario progetto: di ciò la stessa amministrazione regionale mostra di essere consapevole, il che tuttavia finisce per contraddire la stessa ratio della revisione e per configurare quell’istanza di revisione come un vero e proprio nuovo progetto”.

Nella sostanza questa sentenza, che respinge i ricorsi di Regione e Rotamfer, stabilisce che non vi potranno più essere ampliamenti della discarica, che non potranno mai più essere conferiti car fluff o rifiuti pericolosi e che l’unica condotta ora possibile per Rotamfer è quella di colmare la discarica esistente, ed esclusivamente con inerti.

Su questa decisione del Consiglio di Stato abbiamo raccolto un commento di Lucio Santinato, Presidente del Comitato dei Cittadini di Lugagnano. Il Consiglio di Stato ha respinto integralmente gli appelli di Regione Veneto e Rotamfer, risulta quindi confermato quanto stabilito dai giudici veneziani che avevano accolto il ricorso del Comitato dei Cittadini per l’annullamento dell’autorizzazione alla riapertura della discarica Ca di Capri di Lugagnano di Sona. I Giudici hanno confermato le ragioni del Comitato, rappresentato dall’avvocato Fausto Scappini e dal dottor Daniele Giacomazzi del Foro di Verona, e hanno accertato che la messa in sicurezza mascherava in realtà un sostanziale ampliamento della discarica ed introduceva nuove tipologie di rifiuti non ammissibili nel sito di Lugagnano”.

“Ora – prosegue Santinato, chiaramente molto soddisfatto dell’esito della vicenda giudiziaria – si pone il problema di chiudere definitivamente la discarica, vera ferita aperta del nostro territorio. Auspichiamo che anche gli amministratori prendano coscienza della gravità del problema e riconoscano il risultato della battaglia condotta dal Comitato nell’interesse dell’ambiente e della salute dei cittadini”.

La sentenza segue a ruota quanto deciso pochi giorni fa dal tribunale di Verona nel parallelo procedimento penale, dal quale erano arrivate le condanne per reati di vario tipo, tra i quali il conferimento di rifiuti tossici e pericolosi nella Cà di Capri, con alterazione del codice CER per farli fraudolentemente risultare come “fluff, frazione leggera e polveri, non contenenti sostanze pericolose”.