Ca’ di Capri e Sun Oil: il modo di operare del sindaco di Sona Mazzi, le battaglie vinte e le questioni ancora aperte 

I due mandati del sindaco Gianluigi Mazzi, in scadenza nel 2023 con le nuove elezioni amministrative, lasceranno il segno nella storia locale anche per le battaglie ambientali combattute.

Battaglie portate avanti, almeno finora, con determinazione e capacità di mediazione. Pugno di ferro, quando necessario, ma anche tavoli di confronto, quando possibile e, comunque, sempre come prima opzione e strada privilegiata. E con un obiettivo chiaro, non solo ben confezionato per i comizi elettorali ma anche perseguito con decisione a competizione elettorale conclusa: salvaguardare la sicurezza del territorio.

Un territorio che il sindaco Mazzi, insieme all’amministrazione da lui guidata, ha dimostrato di amare anche per la capacità di proteggerlo dai potenziali pericoli ambientali rappresentati da situazioni che si trascinavano da troppo tempo e su cui nessuno prima aveva saputo intervenire in maniera decisiva.

Il primo grande traguardo è stato raggiunto il 27 settembre 2017, quando Comune, Rotamfer, Legambiente e Comitato hanno sottoscritto un accordo storico sulla discarica Ca’ di Capri a Lugagnano, in base al quale la proprietà si impegnava a portare la discarica a chiusura definitiva, a provvedere alla messa in sicurezza del sito e a non richiedere ulteriori ampliamenti.

Il secondo importante traguardo è rappresentato dall’inizio della bonifica dell’impianto Sun Oil nella zona industriale tra Lugagnano e Sona, alcune settimane fa: altra data storica che il sindaco Mazzi consegna al futuro del nostro territorio è infatti quella dell’11 maggio 2022, quando il personale della ditta incaricata dell’intervento è finalmente potuto entrare nel sito di via Molinara (ne parliamo ampiamente sul numero del Baco che trovate in edicola e nei punti di distribuzione).

La vicenda della discarica Ca’ di Capri si era conclusa (o, almeno, così sembrava) a seguito di un immenso lavoro di mediazione, che aveva visto il sindaco Mazzi impegnato in prima persona ai tavoli di confronto con Rotafmer e Comitato. La sottoscrizione della convenzione fra tutte le parti in causa era arrivata la sera prima dell’ennesima scadenza legale di un contenzioso che si protraeva da anni, contenzioso che aveva dunque potuto vedere la sua fine grazie ad un accordo trovato fuori dal tribunale e fortemente cercato e voluto dall’amministrazione comunale.

Ora però la questione, che pareva essersi definitivamente chiusa, sembra potersi riaprire: come abbiamo scritto alcuni giorni fa, Rotamfer sembra intenzionata a chiedere alla Regione di poter modificare due prescrizioni relative al conferimento contenute in un decreto del 2018 che regola la discarica.

Occorrerà dunque capire come si muoverà l’amministrazione alla luce di questo, anche considerando il parere contrario già espresso dal Comitato: saprà il sindaco Mazzi mantenersi fedele al modus operandi con cui ha gestito la vicenda Ca’ di Capri negli anni passati? La ricerca di un accordo che consenta di risolvere la questione al tavolo del dialogo e del confronto sarà ancora l’obiettivo concretamente privilegiato? Secondo quanto dichiarato dall’assessore Roberto Merzi sembra che la volontà sia proprio quella di seguire “un percorso analogo al precedente”, basato quindi su una discussione che abbia come obiettivo quello di provare a trovare una convergenza. Ci auguriamo che sia davvero così, anche nei fatti e non solo nelle intenzioni esplicitate. 

Veniamo ora a come è stata gestita dall’amministrazione la vicenda Sun Oil. Sulla questione si è reso necessario il pugno di ferro, concretizzatosi nella determinazione a non perdere di vista l’obiettivo della bonifica neanche di fronte a una serie di difficoltà oggettive, prima fra tutte l’evidente e prolungata reticenza da parte del privato a procedere alla rimozione e allo smaltimento dei rifiuti liquidi ancora presenti nell’impianto.

A fronte dell’immobilismo di Sun Oil, è stato il Comune stesso a farsi carico della bonifica, per la realizzazione della quale servono però moltissimi soldi. Rimarranno impressi nella storia amministrativa locale gli appelli preoccupati avanzati dal sindaco Mazzi per chiedere un aiuto economico, appelli che sono stati ascoltati e accolti dalla Regione, dalla quale è arrivato un contributo importante che, unito a fondi comunali, ha consentito di iniziare le operazioni di rimozione del materiale contenuto nelle vasche più a rischio.

E ci sono già i fondi per procedere ad una ulteriore fase di bonifica, che dovrà seguire a quella appena iniziata, ma si tratta di una copertura economica ancora lontanissima da quella necessaria a concludere l’intervento sull’intera area da bonificare.

Il compito di continuare a cercare contributi per proseguire su questa strada, con l’obiettivo di portare a termine, progressivamente ma il più velocemente possibile, la bonifica dovrà essere portato avanti dalle future amministrazioni: avranno la determinazione per farlo? Anche su questo si gioca una partita fondamentale per il futuro del nostro territorio.

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Nata nel 1988, coltiva la passione per la scrittura da quando era bambina. Da ottobre 2020 è Vicedirettore del Baco, per cui scrive da quando aveva 17 anni. Laureata in Scienze filosofiche all’Università San Raffaele di Milano, ha poi conseguito il dottorato di ricerca in Scienze dell’educazione e della formazione continua all’Università di Verona. È giornalista pubblicista, iscritta all’Ordine dei giornalisti del Veneto, e ha collaborato per dieci anni con il quotidiano L’Arena, come corrispondente per il territorio sonese.