L’odore acre di bruciato, un filo di fumo che si alza e poi si spegne, la scena che resta a terra: una bottiglia incendiaria con i segni della combustione, ormai “consumata”, nelle vicinanze di due autovetture. È da questi dettagli, più che da un boato, che a Buttapietra prende forma un episodio che fa paura proprio perché poteva finire molto peggio.
Succede nella tarda mattinata del 25 maggio, quando al 112 arriva una segnalazione: sarebbe stato notato del fumo. Sul posto intervengono i Carabinieri, che mettono l’area in sicurezza e verificano cosa sia accaduto. Vicino alle due auto viene trovato l’ordigno artigianale già esaurito. I veicoli riportano danni definiti lievi, ma l’aspetto centrale, in casi del genere, non è soltanto il bilancio materiale: è il gesto, il rischio, la direzione che poteva prendere l’incendio se la combustione si fosse alimentata.
Da lì parte l’attività investigativa dei militari del Comando Stazione Carabinieri di Ca’ di David. La proprietaria delle auto viene identificata e, nel giro di poco, l’attenzione si sposta sulle immagini di videosorveglianza presenti nella zona. Proprio quell’analisi, secondo quanto ricostruito, consente di arrivare a un nome: un uomo italiano di 70 anni, residente in paese, indicato come presunto autore dell’episodio e, particolare che pesa nel quadro, familiare della proprietaria dei mezzi.
L’uomo è stato deferito all’Autorità Giudiziaria perché gravemente indiziato dei reati di “fabbricazione o detenzione di materie esplodenti”e“minaccia aggravata”. Le motivazioni ipotizzate, sempre stando alla ricostruzione, sarebbero legate a contrasti di natura economica tra i due.
Resta l’immagine più concreta: una strada qualunque, due auto parcheggiate, una bottiglia trasformata in arma. In un contesto di tensioni familiari o di dispute che si trascinano, il salto di qualità è sempre lo stesso: quando si passa dalle parole agli oggetti, e dagli oggetti al fuoco, non è più “solo” una lite. È un messaggio che usa la paura, e che mette in pericolo anche chi non c’entra nulla.
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