Una vetrata infranta, nel cuore di un luogo nato per custodire libri, studio e silenzio. È l’immagine amara con cui Bussolengo si è svegliata dopo il danneggiamento avvenuto nella notte ai danni della biblioteca comunale Luigi Motta.
A rendere pubblico l’episodio è stato ieri, 28 luglio, il sindaco Roberto Brizzi, attraverso un video pubblicato sul proprio profilo Facebook. Un intervento breve, pronunciato con tono severo ma accompagnato da un invito preciso rivolto direttamente ai presunti responsabili.
“Buongiorno Bussolengo, oggi però lo dico con grande rammarico, perché questa notte è stata vandalizzata una vetrata della biblioteca comunale. Luogo di cultura dove i nostri ragazzi vanno a studiare, vanno a leggere”, ha spiegato il sindaco.
Secondo quanto riferito da Brizzi, le immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza permetterebbero di capire che gli autori del gesto sono minorenni. Il sindaco non ha fornito indicazioni sul numero dei giovani coinvolti, né sulla dinamica precisa del danneggiamento, ma ha ricordato che la zona è controllata da numerose telecamere e che sono già in corso gli accertamenti.
Da qui l’appello a non aspettare che siano le forze dell’ordine a bussare alla porta delle famiglie. “E io veramente faccio un invito a questi ragazzini, perché si vede chiaramente che sono minorenni. Siamo pieni di telecamere, quindi vi faccio veramente un invito: il primo passo, secondo me, per chiedere scusa è presentarsi alle forze dell’ordine, che sia la polizia, che siano i carabinieri, dire ‘siamo stati noi, è stata una sciocchezza, è stata una stupidata’”.
Nelle parole del sindaco c’è la condanna di un atto che colpisce un bene pubblico, ma anche il tentativo di lasciare aperta una strada diversa: quella dell’ammissione di responsabilità, prima che le indagini arrivino a identificare formalmente chi ha danneggiato la struttura.
La biblioteca comunale Motta non è soltanto un edificio. È uno spazio frequentato da ragazzi e famiglie, un punto nel quale si studia, si legge e si trascorre parte della giornata. Un vero polo culturale per Bussolengo. Rompere una sua vetrata significa produrre un danno materiale che dovrà essere riparato con risorse pubbliche, ma anche lasciare un segno pesante su un luogo che appartiene all’intera comunità.
Brizzi ha quindi richiamato i giovani alle conseguenze concrete del gesto e alla possibilità che l’identificazione arrivi attraverso le registrazioni. “Chiaramente adesso stanno facendo le indagini, ma ci sono veramente buone possibilità che prima o poi qualcuno venga a suonare a casa dei vostri genitori e lo comunichi, e magari qualcuno in divisa non è bello”, ha aggiunto.
Non una minaccia, ma un avvertimento netto: le telecamere potrebbero avere già registrato elementi utili e il tempo per scegliere spontaneamente di assumersi la responsabilità rischia di essere breve.
Il messaggio si chiude con poche parole, senza attenuanti per quanto accaduto ma con un ultimo richiamo alla coscienza dei responsabili: “Fatevi un esame di coscienza e presentatevi al più presto”.
L’EDITORIALE DEL BACOSona: Suona la campanella tra volti nuovi e l’entusiasmo di sempreResta ora il lavoro delle forze dell’ordine, chiamate a ricostruire l’accaduto e a verificare le immagini della videosorveglianza. Nel frattempo Bussolengo deve fare i conti con una ferita tanto inutile quanto simbolica: una lastra di vetro mandata in frantumi davanti a un luogo nel quale ai più giovani si prova ogni giorno a offrire qualcosa da costruire.
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