Un tetto nuovo sotto il quale far correre palloni, allenare ragazzi e trovare finalmente ore libere per società sportive che oggi devono contendersi palestre e calendari. Ma anche una domanda rimasta sospesa tra i banchi del consiglio comunale: dove sorgerà esattamente quella struttura e quanto saprà resistere a grandine, vento ed eventi atmosferici sempre più violenti?
La seduta del consiglio comunale di Bussolengo del 28 luglio ha acceso i riflettori sul futuro degli impianti sportivi Carlo Adami. Il terzo aggiornamento del Documento Unico di Programmazione 2026-2028 ha inserito nell’elenco delle opere pubbliche una tensostruttura polivalente da un milione di euro, destinata a diventare una nuova palestra coperta per basket, pallavolo e altre discipline.
Non si tratta ancora della presentazione di un progetto definitivo, né l’aula ha visto planimetrie o una collocazione precisa. Il passaggio approvato dal consiglio mette però l’opera dentro la programmazione ufficiale del Comune e apre la strada alle successive fasi tecniche e amministrative.
A spiegare il senso della scelta è stato il sindaco, che ha cercato subito di evitare immagini troppo rigide o promesse anticipate: “È una cosa che girava da parecchio tempo: se fare la palestra nuova, se fare il palazzetto. Una delle possibili ipotesi era la realizzazione di una tensostruttura polivalente presso gli impianti sportivi Carlo Adami”.
Il riferimento portato in aula è stato quello delle strutture realizzate con una combinazione di legno e copertura tesa, più rapide da costruire e meno costose rispetto a un palazzetto tradizionale. Ma il sindaco ha frenato qualsiasi interpretazione troppo netta: “Non vorrei che dopo fra sei mesi mi dicessero che io ho detto che facciamo una cosa di questo genere. Ho fatto un esempio di cosa intendiamo per tensostruttura sportiva”.
Il milione destinato al nuovo impianto è la voce più visibile dell’aggiornamento, ma non è l’unica. Nel programma entrano anche due opere di urbanizzazione sostenute da capitale privato: quella collegata alla nuova area residenziale tra via San Vittore, via Moricci e via Vittoria Alfieri, per 205.852 euro, e quella legata alla procedura SUAP per un intervento produttivo tra via Tre Castelli e via della Meccanica, indicata in aula per 274.842 euro.
Accanto alle opere già quantificate, il DUP apre poi altri cantieri, per ora soprattutto sulla carta. Il Comune intende predisporre uno studio di fattibilità per l’efficientamento energetico, l’adeguamento antincendio e il recupero complessivo dell’ex bocciodromo. L’obiettivo dichiarato è smettere di procedere per singole emergenze e avere finalmente davanti un quadro economico credibile dell’intero edificio.
Il sindaco lo ha detto senza nascondere la quantità di problemi accumulati: “Prima di fare un investimento importante sul bocciodromo si voleva capire cosa costa sistemarlo tutto. E tutto intendo: non solamente il tetto che perde o le infiltrazioni, ma la parte energetica, l’antincendio. Capire cosa costa il tutto, chiaramente diviso per stralci, per poi decidere cosa fare”.
Nello stesso aggiornamento compare la possibilità di utilizzare forme di partenariato pubblico-privato e gli incentivi del Conto Termico 3.0 per migliorare l’efficienza energetica della scuola primaria Citella. È previsto inoltre un documento di fattibilità dedicato alla revisione e all’ampliamento dell’intero complesso sportivo comunale, con nuove strutture, nuovi servizi e possibili collaborazioni con soggetti privati.
È proprio attorno alla tensostruttura che il dibattito si è fatto più vivo. La consigliera Stefania Ridolfi ha portato in aula il tema della sicurezza, legandolo alle violente perturbazioni che negli ultimi anni hanno colpito il territorio: “Strutture di questo genere, alla luce degli ultimi eventi atmosferici, che sicurezza danno in termini di resistenza? Vorrei che fossimo tutti sereni nell’installare una struttura che poi non cada pericolosamente in occasione di qualche terribile evento atmosferico”.
L’EDITORIALE DEL BACOSona: Suona la campanella tra volti nuovi e l’entusiasmo di sempreLa consigliera ha anche sollevato il problema degli spazi verdi che restano all’interno del polo sportivo e la possibilità di allargare l’area acquistando terreni confinanti: “Ci sono costruzioni che fioriscono tutti i giorni con nuove abitazioni, per cui si presume che arrivino cittadini nuovi. Se vogliamo dare servizi buoni, penso che ampliare le zone verdi non sarebbe una cosa da rimandare troppo”.
Il sindaco ha riconosciuto la fondatezza della preoccupazione legata al clima. “Una volta, quando grandinava, ti ricordavi l’estate della grandinata. Ormai tutti gli anni ti ricordi quella in cui ha grandinato un po’ di più o un po’ di meno, ma ce la becchiamo sempre. Adesso ha cominciato anche il vento”, ha osservato, assicurando che il tema dovrà essere sottolineato ai progettisti.
Sul possibile ampliamento del polo sportivo ha spiegato che esiste un terreno di particolare interesse per il Comune, ma che la proprietà è coinvolta in una causa. Finché non sarà definito con chi trattare, ha aggiunto, appare difficile avviare un percorso di acquisizione o ipotizzare un esproprio.
Anche la collocazione precisa della struttura resta aperta. Carlo Maraia ha chiesto direttamente dove dovrebbe sorgere, mentre Katia Facci ha domandato se l’ipotesi riguardi l’interno o l’esterno degli attuali impianti. La risposta definitiva non è arrivata: il confronto con il progettista è ancora in corso e dovrà tenere conto di accessi, servizi, percorsi degli arbitri e regole delle diverse discipline. Al termine degli interventi il sindaco ha aggiunto un elemento certo: “Dentro ai campi sportivi”.
Stefano Ceschi ha espresso un giudizio favorevole sulla nuova struttura, pur distinguendola dagli altri interventi inseriti nel documento: “Noi siamo favorevoli, molto favorevoli alla nuova tensostruttura. Spero che la vedremo nel giro di qualche mese. Tutto il resto mi pare più il libro dei sogni: è giusto metterlo dentro nel DUP, ma stiamo parlando di progetti di fattibilità”.
Più prudente Carlo Maraia, che ha richiamato il nodo delle risorse e la necessità di capire da dove arriveranno i soldi qualora alcune entrate previste non si concretizzassero. Nel secondo intervento ha poi insistito sulla qualità dei lavori pubblici: “Le cose dobbiamo farle funzionali. Se si lavora con criterio, si fanno le cose fatte bene, perché ne beneficeranno i nostri figli e i figli dei nostri figli”.
L’assessore allo sport ha spiegato che la struttura sarà pensata soprattutto per basket e pallavolo, ma con caratteristiche sufficientemente flessibili da ospitare altre attività. Il problema di fondo è concreto: a Bussolengo ci sono molti ragazzi che praticano sport e gli spazi disponibili non riescono sempre ad assorbire tutte le richieste, costringendo alcune discipline a cercare palestre anche nei paesi vicini.
Il confronto si è irrigidito quando l’assessore Federico Fontana ha criticato le osservazioni delle minoranze, interpretandole come troppo concentrate sull’eventualità che qualcosa possa andare storto. Stefania Ridolfi e Katia Facci hanno respinto quella lettura, rivendicando il compito dell’opposizione di sollevare dubbi e portare in consiglio le preoccupazioni raccolte tra i cittadini.
Al momento del voto erano presenti 15 consiglieri. Il terzo aggiornamento del DUP è stato approvato con 9 voti favorevoli, 3 contrari e 3 astensioni. Lo stesso risultato si è ripetuto sulla dichiarazione di immediata eseguibilità.
La nuova palestra coperta, dunque, entra ufficialmente nella rotta del Comune. Restano da definire il disegno, la posizione, le modalità di finanziamento e i tempi. Un milione di euro scritto nel programma è un passaggio politico pesante, ma tra quella cifra e il rumore di un pallone che rimbalza sul nuovo campo ci sono ancora progettazione, verifiche, appalti e scelte da compiere. Ed è precisamente in quello spazio, tra l’annuncio e il cantiere, che il consiglio ha cominciato a misurare ambizioni, timori e responsabilità.
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