Bussolengo sotto la tempesta: grandine grossa, tetti strappati e alberi giù

Fallen tree lies across a street in front of a construction site, with a partially completed building and crane in the background.

Alle ore 18 di oggi il cielo su Bussolengo ha cambiato faccia in un attimo. Prima il vento che prende velocità, poi i colpi secchi della grandine: chicchi grossi, di quelli che non fanno solo rumore ma lasciano segni. E in pochi minuti il paese si è ritrovato a fare i conti con una scia di danni sparsi, tra case, strade e capannoni.

Le immagini che pubblichiamo raccontano bene il livello della botta: una casa quasi totalmente scoperchiata in via Catullo, tetto sollevato e portato via come fosse carta.

Non è stato l’unico punto critico. Un albero è caduto davanti ai campi sportivi ed è già stato rimosso dalla protezione civile, segno che la macchina degli interventi si è mossa subito. Altri alberi abbattuti sono segnalati a Ca’ Filippi e in via Martiri delle Foibe, con conseguenze sulla viabilità e la solita paura: rami, tronchi, carreggiata sporca, passaggi obbligati, auto costrette a rallentare o a cambiare strada.

Poi c’è il fronte industriale: un capannone scoperchiato all’altezza di Martinelli, davanti allo svincolo della tangenziale. Qui il problema non è solo il tetto: le lamiere sono finite dappertutto, un rischio concreto per chi passa e per chi lavora in zona, oltre al caos che si crea quando materiali leggeri diventano “proiettili” spinti dal vento.

In diverse aree del paese si segnalano anche altre abitazioni con danni ai tetti, tegole sparse un po’ ovunque. Il classico scenario del dopo: gente che esce, guarda in alto, conta i pezzi mancanti, cerca di mettere in sicurezza prima che arrivi un’altra cella temporalesca.

Bussolengo stasera ha il volto di chi ha preso una sberla improvvisa. Adesso serve sangue freddo, attenzione e una conta chiara dei danni, strada per strada.

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Marco Bonfichi
Nato a Milano nel 1966 ed emigrato a Palazzolo nel 1984. Da questa data la pallavolo è sempre stata presente, prima come giocatore, ora come allenatore del settore giovanile del Volley Palazzolo. La passione per la fotografia è più recente, e nasce dall’esigenza di fermarmi ad osservare ciò che mi circonda come per rallentare il tempo che inesorabilmente scorre.