Bussolengo sospende i divieti sull’acqua: tornano consentiti giardini e lavaggio auto

A Bussolengo il rubinetto delle restrizioni si chiude prima del previsto. Da oggi, 17 agosto, non sono più in vigore i divieti straordinari sull’utilizzo dell’acqua potabile introdotti appena sei giorni fa dal Comune. Torna quindi possibile utilizzare l’acqua anche per innaffiare giardini e prati ornamentali, lavare aree esterne e veicoli privati, attività che l’ordinanza dell’11 agosto aveva fortemente limitato.

Il sindaco Roberto Brizzi (nella foto di Marco Bonfichi) ha firmato l’ordinanza numero 33, che sospende con effetto immediato e fino a nuovo provvedimento l’efficacia dell’ordinanza numero 32 dell’11 agosto. Non viene indicato, quindi, un termine preciso: le limitazioni restano sospese in attesa delle ulteriori valutazioni dell’amministrazione e dell’eventuale adozione di nuove misure coerenti con le indicazioni arrivate dall’ATO Veronese.

Una scelta che arriva al termine di giorni nei quali Bussolengo e Sona hanno camminato praticamente affiancati nella gestione dell’emergenza idrica. Prima adottando ordinanze tra le più restrittive della provincia, poi chiedendo insieme chiarimenti all’ATO e infine arrivando alla decisione di sospendere quei divieti davanti a un quadro provinciale giudicato troppo disomogeneo.

La sostanza è semplice ma politicamente significativa: Bussolengo continua a riconoscere la gravità della situazione idrica, ma non ritiene efficace affrontarla con regole diverse tra territori confinanti.

L’emergenza, infatti, non è formalmente rientrata. Il livello di severità idrica resta “alto”, dichiarato a partire dal 10 agosto dal Consiglio di Bacino di concerto con Acque Veronesi. Proprio sulla base di quella situazione il Comune aveva adottato l’11 agosto misure urgenti e straordinarie per limitare l’utilizzo dell’acqua proveniente dalla rete pubblica.

Il quadro, però, si è rapidamente complicato. Il 13 agosto Bussolengo e Sona hanno scritto insieme all’ATO Veronese chiedendo chiarimenti sull’interpretazione delle indicazioni ricevute. La risposta è arrivata il 14 agosto e ha ribadito il divieto di utilizzo dell’acqua potabile per usi non domestici, in particolare per irrigare giardini e prati, oltre al divieto di prelievo tra le 10 e le 19 per l’innaffiamento degli orti.

Nella stessa risposta l’ATO ha però previsto la possibilità di derogare al blocco dell’irrigazione per gli impianti sportivi sede di allenamenti e attività, raccomandando ai gestori un consumo razionale e privilegiando le ore notturne. Analoga indicazione è stata fornita per il verde ornamentale comunale. Ed è proprio dentro queste differenti possibilità di applicazione che Bussolengo individua il problema principale.

Nell’ordinanza firmata da Brizzi viene scritto con chiarezza che le misure adottate da un singolo Comune, per produrre effetti reali contro la scarsità d’acqua, devono essere applicate in maniera omogenea su un territorio abbastanza vasto e non fermarsi al cartello che segna il confine comunale. La crisi viene definita per sua natura sovracomunale, e da qui nasce la richiesta di una linea unica, chiara e coerente per l’intera provincia.

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Il punto è quello che Bussolengo e Sona avevano già sollevato nei giorni scorsi: se alcuni Comuni vietano completamente determinati utilizzi mentre altri li consentono in alcune fasce orarie, cittadini che abitano a pochi chilometri di distanza finiscono sottoposti a regole profondamente differenti davanti alla stessa emergenza.

Il Comune mette in discussione anche l’efficacia di una soluzione basata soltanto sugli orari. Secondo quanto riportato nell’ordinanza, spostare o rimodulare le fasce nelle quali è possibile irrigare non rappresenta di per sé una risposta coerente alla necessità di contenere complessivamente i consumi. La richiesta è invece quella di una razionalizzazione uniforme, capace di evitare trattamenti diversi tra Comuni confinanti.

Rispetto al provvedimento adottato a Sona, però, nell’ordinanza di Bussolengo compare anche un elemento ulteriore. Il Comune richiama infatti le precipitazioni già iniziate sul territorio e le previsioni disponibili, che indicano per i prossimi giorni nuove piogge definite significative e anche abbondanti. Secondo l’amministrazione, queste potrebbero contribuire a un progressivo miglioramento della disponibilità della risorsa idrica.

È un elemento che si aggiunge, senza sostituirle, alle motivazioni istituzionali che hanno portato alla sospensione. Perché Bussolengo non dichiara conclusa l’emergenza e non archivia il principio del risparmio dell’acqua. Al contrario, nell’ordinanza resta esplicito l’obbligo per cittadini e utilizzatori di adottare comportamenti improntati al massimo risparmio, evitando gli sprechi e limitando i consumi agli utilizzi effettivamente necessari.

Sul piano pratico, però, il cambiamento è immediato. Le limitazioni previste dall’ordinanza numero 32 non sono più efficaci. Non c’è una scadenza prefissata come a Sona, dove la sospensione è stata disposta per dieci giorni o fino all’arrivo di una linea provinciale condivisa. A Bussolengo il provvedimento resta sospeso fino a nuova decisione del Comune.

In pochi giorni il percorso si è quindi completamente rovesciato: prima la stretta, poi i dubbi sull’uniformità delle regole, il confronto con l’ATO e infine la sospensione. Resta sul tavolo la questione che Bussolengo e Sona hanno sollevato con forza: una risorsa che attraversa territori e confini amministrativi può essere difesa davvero con ordinanze costruite Comune per Comune? Bussolengo, almeno per ora, ha dato la propria risposta. I divieti sono sospesi. L’invito a non sprecare acqua, invece, resta.

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Erica Ederle
Giornalista pubblicista, vivo di parole, immagini e connessioni: la comunicazione è il mio habitat naturale, in tutte le sue forme — dalla carta ai social, dalle storie sussurrate a quelle che fanno rumore. Sono una sognatrice concreta, una che cambia prospettiva per capire meglio il mondo (e anche sé stessa). Mi muovo tra storie, trend e narrazioni digitali con curiosità e spirito critico, sempre pronta a rimettermi in gioco. Mi occupo dei canali social del Baco da Seta, dove unisco strategia e creatività ma, soprattutto, autenticità. Perché comunicare per me è anche ascoltare, interpretare e poi trovare il filo giusto per raccontare.