Bussolengo: “pericolo per le vespe vicino all’ospedale”

La testimonianza ci arriva da un solerte socio de “La Torre” di Palazzolo, che ci manda anche delle foto.

 

Domenica 28 settembre ore 12,20. Due anziani, marito e moglie, sono appena usciti dalla messa dei frati, cioè dei padri Redentoristi nel santuario della Madonna del Perpetuo Soccorso. Si avviano all’auto camminando sul marciapiede, proprio di fronte all’ospedale Orlandi.

 

Lui è un po’ malfermo sulle gambe e si appoggia al corrimano della ringhiera che separa la strada dal sottostante parcheggio. Per fortuna l’anziano ha la vista buona, perché la sua mano per poco non va a sbattere contro un nido di vespe, che allarmate si alzano in volo, ma per fortuna non lo pungono.

 

Contento per lo scampato pericolo l’anziano avanza e si riattacca al corrimano, ma dopo dieci passi la scena si ripete uguale uguale per un altro nido di vespe. Proprio così, due bei nidi di vespe hanno potuto crescere, indisturbate e costruire i loro nidi per un paio di mesi viste le dimensioni, riparate in un incavo del paletto di sostegno, al caldo del ferro sotto il sole.

 

Lunedì 29 abbiamo voluto verificare di persona. Per fortuna le vespe erano state finalmente uccise e giacevano tutte morte con il loro nido schiacciato ai piedi del paletto.

 

Forse qualcuno aveva visto le scene del mattino ed era intervenuto mentre le vespe “dormivano”: infatti se si interviene di giorno si salvano le vespe che sono in volo e tornano nel punto dove c’era il nido.

 

Non sappiamo se queste vespe hanno punto qualche persona, ma resta il fatto che incredibilmente nessuno abbia segnalato prima questi nidi ai vigili urbani, ai carabinieri, ai vigili del fuoco, all’ULSS, o all’ospedale lì di fronte, quando per eliminarle basta una bomboletta di piretro.

 

E pensare che le punture delle vespe, come anche delle api o dei calabroni, possono provocare sia pur raramente, in qualche persona allergica al veleno, un pericoloso shock anafilattico.

 

In Italia ogni anno per le punture delle vespe e simili muoiono in media dieci persone, negli Stati Uniti quaranta.

 

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