A Bussolengo il lavoro ha anche un indirizzo. E quando quell’indirizzo cambia, non è solo una questione di targhe nuove o di una porta diversa da varcare: è un segnale che parla al territorio, alle aziende che cercano mani e competenze, a chi bussa ogni settimana con un curriculum in tasca e un’idea di futuro da rimettere a fuoco. Openjobmetis SpA, che quest’anno compie 25 anni, ha deciso di rafforzare la propria presenza nel veronese e si trasferisce in piazzale Vittorio Veneto 41/d, uno degli snodi più strategici della provincia.
Il cuore della notizia è nella concretezza di un territorio che corre e insieme inciampa su un problema sempre più evidente: la distanza tra ciò che le imprese chiedono e ciò che il mercato del lavoro riesce davvero a offrire. La filiale Openjobmetis di Bussolengo presidia soprattutto tre mondi che, nel Veronese, sono spina dorsale e termometro: logistica e magazzino, metalmeccanica, alimentare e GDO. Sono settori dove il ritmo è quello dei turni, delle consegne, delle linee che non possono fermarsi, e dove la domanda di profili operativi resta forte.
A oggi vengono ricercati: operai specializzati, magazzinieri, carrellisti, operatori CNC. Spesso, viene indicato, si parte con contratti a tempo determinato pensati come passaggio verso un inserimento stabile. È una dinamica che racconta prudenza e necessità insieme: le aziende hanno bisogno di persone, ma cercano anche garanzie di tenuta e adattabilità in un contesto produttivo che alterna picchi stagionali e fabbisogni strutturali.
Dentro questo scenario, Openjobmetis gestisce ogni giorno una platea di oltre 200 lavoratori attivi in media nella provincia. Un numero che dà la misura del ruolo giocato dall’agenzia nel “tenere in moto” reparti e magazzini, soprattutto quando la richiesta accelera e il tempo per coprire una posizione si riduce a poche ore.
E c’è un dato che colpisce più degli altri, perché rompe molti luoghi comuni sul lavoro operativo: la composizione è a prevalenza femminile, oltre il 65%, con una maggioranza di nazionalità italiana affiancata da una presenza significativa di lavoratori comunitari ed extracomunitari descritti come ben integrati. Anche qui, la fotografia segue la geografia dei settori: più uomini nella logistica, più donne nei comparti del confezionamento, nell’alimentare e nei servizi.
Il capitolo giovani, invece, è quello che illumina una trasformazione in corso. Secondo i dati, il 24% dei lavoratori attivi gestiti dall’agenzia ha meno di 30 anni. E i desideri – ma anche le inquietudini – di questa fascia si riflettono nelle richieste che arrivano allo sportello: flessibilità, rapidità di inserimento e, dove possibile, smart working. Allo stesso tempo, emerge una maggiore disponibilità a cambiare azienda se mancano prospettive di crescita o se l’ambiente di lavoro non convince. È un messaggio chiaro al tessuto produttivo: trattenere le persone non è più un automatismo, è una scelta che si costruisce.
Ma il nodo più duro, quello che torna come un rumore di fondo in tutto il Nord Est, è la carenza di competenze tecniche: c’è domanda, ma spesso non c’è corrispondenza. Per rispondere, Openjobmetis annuncia un impegno più marcato su percorsi di formazione di base, rivolti in particolare ai giovani inattivi, con l’obiettivo di accorciare i tempi tra apprendimento e ingresso nel lavoro. Si parla di formazione finanziata e di formatori qualificati: in sostanza, un tentativo di trasformare il “mismatch” – quella parola che in azienda suona come un problema quotidiano – in un terreno di intervento pratico.
Accanto a chi cerca il primo impiego, cresce anche un altro fenomeno: l’aumento di candidati che si rivolgono all’agenzia per un cambio di carriera. Non è solo bisogno, è spesso ricerca di senso e di stabilità, o voglia di uscire da un settore che non offre più prospettive. In questo quadro, la presenza storica sul territorio e la rete di relazioni con le imprese veronesi significano leve per orientare le persone verso opportunità reali, evitando scorciatoie e aspettative irrealistiche.
C’è infine la dimensione più “alta” della selezione, quella che riguarda i ruoli chiave: con Openjobs vi è la possibilità, per le imprese, di affidarsi alle Divisioni Specializzate per la ricerca di profili strategici, dall’area sales ai ruoli manageriali, fino alle figure di ricerca e sviluppo. È un altro tassello della stessa storia: non si tratta solo di coprire un turno, ma di costruire competenze e continuità, in un territorio che resta vivace e produttivo, ma che sente sempre di più la fatica di trovare – e tenere – le professionalità giuste.
Il trasferimento in piazzale Vittorio Veneto, allora, non è un dettaglio logistico. È un gesto che intercetta una domanda vera: essere più visibili e più accessibili in un punto nevralgico, mentre la provincia continua a cercare equilibrio tra spinta delle imprese, cambiamento delle aspettative e necessità di formazione. A Bussolengo, e nella provincia veronese, il lavoro passa anche da qui.
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