Il rombo di una moto scura che arriva veloce, un dettaglio che stona come una luce spenta: niente targa. Poi le sirene, l’ordine di fermarsi e quella frazione di secondo in cui la scelta si vede nel corpo prima ancora che nel gas. A Bussolengo, nel pomeriggio del 10 giugno, un controllo stradale dei Carabinieri si è trasformato in un inseguimento lungo le provinciali, con manovre definite rischiose e una conclusione brusca, sull’asfalto.
I militari dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Peschiera del Garda stavano svolgendo servizio di vigilanza quando hanno notato lo motociclo privo di targa. A quel punto hanno attivato dispositivi luminosi e sonori e intimato l’ALT. Il motociclista, però, dopo essersi voltato, non si è fermato e ha accelerato, avviando una fuga che – secondo la ricostruzione – si è protratta per diversi chilometri.
Il percorso dell’inseguimento corre tra la Strada Provinciale 5 e la Strada Provinciale 31, in direzione Pastrengo. È qui che la sequenza si fa più tesa: l’andatura, le manovre, la strada che non perdona distrazioni. A un certo punto, il giovane avrebbe urtato l’auto dei Carabinieri e sarebbe finito a terra. Rialzatosi, avrebbe tentato una breve fuga a piedi lungo le vie cittadine di Bussolengo, ma è stato raggiunto e bloccato.
Il ragazzo, un 18enne italiano del posto, già noto alle forze dell’ordine secondo quanto riferito, è stato portato al nosocomio acirilense per le verifiche sanitarie e poi accompagnato negli uffici del Comando a Peschiera del Garda. Informata la Procura della Repubblica di Verona, è stato dichiarato in stato di arresto con l’accusa di “fuga pericolosa a seguito di intimidazione dell’ALT” e accompagnato al domicilio in regime di arresti domiciliari, in attesa del rito direttissimo.
Nella mattina dell’11 giugno il giovane è comparso davanti al giudice del Tribunale scaligero: l’arresto è stato convalidato e l’udienza è stata rinviata a ottobre, con l’applicazione della misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.
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