La vicenda politica che vede protagonista il sindaco Roberto Brizzi e la sua adesione al partito politico fondato da Roberto Vannacci, “Futuro Nazionale” continua ad alimentare il dibattito nel panorama amministrativo del Comune di Bussolengo, questione di cui abbiamo parlato nei giorni scorsi proprio con il Primo Cittadino.
A intervenire sono ora le liste civiche di minoranza in consiglio comunale a Bussolengo “C’è Futuro e Città Solidale, Generazione Futura e Forza Italia” (nella foto la consigliera e deputata Paola Boscaini) che esprimono forti perplessità sia sulla scelta politica del primo cittadino sia sulle reazioni registrate all’interno della maggioranza.
Le opposizioni definiscono la decisione del sindaco una scelta “opportunistica”, spiegando anche il perché utilizzino questo preciso termine: “la sua storia politica è sempre stata collocata nell’area del centrosinistra e ricordiamo che nel 2008 Brizzi era capolista dell’UDC e quindi il suo percorso politico non può essere interpretato come un improvviso cambiamento di orientamento”.
I gruppi consiliari sostengono inoltre che, negli ultimi anni, l’influenza del Partito Democratico sulle scelte amministrative sia stata evidente, in particolare nelle politiche di bilancio. Secondo le opposizioni, infatti, i due consiglieri e l’assessore riconducibili al PD avrebbero annunciato la rinuncia alle deleghe ricevute dal sindaco Brizzi, pur continuando a sostenere l’amministrazione. Una posizione che le minoranze giudicano contraddittoria: “questo è, a nostro avviso – spiegano – un ulteriore segno dell’incoerenza della sinistra che resta sulla poltrona tanto agognata facendo finta di scandalizzarsi per la scelta del sindaco.”
“C’è Futuro e Città Solidale, Generazione Futura e Forza Italia” contestano inoltre alcune scelte amministrative degli ultimi sette anni, in particolar modo quelle che riguardano l’urbanistica che secondo la minoranza sarebbero difficilmente conciliabili con i principi tradizionalmente associati alla sinistra: “purtroppo il PD ha condiviso da sette anni scelte urbanistiche che nulla hanno a che vedere con le filosofie di sinistra.”
Le critiche si estendono anche alla civica Verona Domani, che avrebbe rivendicato un ruolo determinante nelle scelte dell’amministrazione. “Verona Domani è parte integrante della maggioranza dal 2018, assieme al PD, quindi ci chiediamo chi ha preso le decisioni, soprattutto in ambito urbanistico, sicurezza, lavori pubblici da quell’anno ad oggi”.
Infine le minoranze si rivolgono direttamente al sindaco Brizzi chiedendogli, per una questione di coerenza politica, di rassegnare le dimissioni e ripresentarsi agli elettori con il nuovo schieramento politico; ipotesi che, dicono, difficilmente si concretizzerà.
Il sindaco Brizzi, dal canto suo, al momento non sembra registrare tensioni così evidenti e raggiunto ai microfoni del Baco evidenzia questo: “al momento non ho avuto richieste di dimissioni ma solo ciò che era stato già esplicitato dal consigliere Stefano Ceschi sui social, ovvero la rimessa delle proprie deleghe, compresa la presidenza della Commissione Bilancio del Comune, non sento quelle preoccupazioni o malesseri che si sono scatenati negli scorsi giorni. Io sono sempre disponibile al dialogo e al confronto”.
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