Risalire alle proprie origini e rintracciare gli antenati è un esercizio che affascina e stimola la curiosità di molte persone e fortunatamente, grazie alla tecnologia ed alla facilità dei mezzi di comunicazione odierni, si possono raccogliere quelle informazioni che soddisfano la voglia di sapere.
In certi casi però per raggiungere certi risultati è necessario un imponente lavoro di ricerca, un metodo rigoroso e tanta, tanta passione. È questo il caso di Gilberto Vassanelli (nella foto di Marco Bonfichi), ottant’anni ben portati, che mi ospita nella sua casa di Bussolengo e con grande cortesia mi racconta come è riuscito a ricostruire l’albero genealogico della famiglia Vassanelli, partendo dal capostipite, tale Giovanni (Zuane) De Vassonesi nato nel 1588 a Champorcher in val d’Aosta.
Mi racconta Gilberto dove è nata questa sua passione per ricostruire l’albero genealogico e quanto tempo ha dedicato a questa attività?
Ho iniziato le ricerche circa trent’anni fa quando ancora svolgevo la mia professione di ingegnere elettronico; c’era da aiutare a mettere in ordine l’archivio parrocchiale di Bussolengo e nel tempo libero, assieme a dei volontari appassionati e ad un gruppo di ragazzi scout abbiamo iniziato a catalogare e fotografare l’enorme quantitativo di materiale interessante che era custodito. Si tratta dei registri di nascita, battesimo, matrimonio e di morte che venivano compilati a mano dai parroci; i primi libri risalgono addirittura al 1561 e questa documentazione è spesso la base per iniziare le ricerche e soddisfare le richieste di cittadinanza che in municipio arrivano dall’estero, specie dal Sudamerica.
Quindi l’attività è partita per dare un contributo volontario alla parrocchia e poi si è sviluppata in vera e propria ricerca.
Proprio così; in queste occasioni ho potuto conoscere il professor Elio Bonizzato, storico di Bussolengo ed ho voluto approfondire la conoscenza degli antenati della famiglia Vassanelli, un nome che nella nostra cittadina è molto conosciuto. Grazie alla mia preparazione professionale sono riuscito ad implementare un vasto database in cui pian piano ho inserito tutti i dati, che alimento tuttora, di circa 980 persone che nel tempo hanno portato il cognome Vassanelli sia per nascita che per matrimonio.
Un lavoro immenso che immagino ha reso necessario verifiche e numerose visite nei vari uffici d’anagrafe e parrocchie.
Fare ricerca mi appassiona molto e non si tratta solo di raccogliere informazioni; bisogna spesso interpretare le grafie, di incrociare i dati, e nei casi recenti di mettere assieme documenti, fotografie e in qualche caso anche articoli di giornale. I riferimenti ci sono, basta saperli cercare; ad esempio, nel secolo scorso alcuni miei antenati, come tanti altri bussolenghesi, sono emigrati negli Stati Uniti in cerca di fortuna e ho voluto recarmi personalmente in Pennsylvania sulle loro tracce. Partire da qualche lettera o qualche racconto verbale e trovare riscontro negli archivi storici e nei ricordi delle persone è stato veramente gratificante.
Ha raccolto notizie di circa un migliaio di Vassanelli. Ma cosa ha scoperto a riguardo del capostipite, punto di partenza della famiglia in quel di Bussolengo?
Mi sono recato in Val d’Aosta dove ho attraverso la consultazione dei registri di battesimo ho ricostruito la storia di Giovanni figlio del notaio Nicola che seguendo il suo lavoro di merzario, cioè di mercante, si era trasferito assieme ad altri suo conterranei a Bussolengo. Qui venne soprannominato “il piemontese” per le sue origini o anche “rossin” forse per il colore dei capelli. A Bussolengo trova moglie e si sposa nel 1615 con Chiara Doreghini abitante in paese; dalla loro unione nasce nel 1618 il figlio maschio Lorenzo, che proseguirà la dinastia, e altre figlie femmine. Purtroppo, Chiara morirà giovane e Giovanni si unirà quindi con la seconda moglie Marieta Oliosi, già vedova a sua volta ma anche qui l’unione sarà breve. Lo deduco poiché dai registri appaiono successivamente altri due eredi, nati fuori dal matrimonio, generati da una terza donna Maria Pena, che non viene definita come sua sposa. Le dinamiche familiari erano a quei tempi molto vivaci e generalmente ogni due anni dopo il matrimonio arrivavano figli che spesso però morivano in giovane età. Da non dimenticare che in quel periodo, come da manzoniana memoria, la peste mieteva molte vittime ed infatti ho incontrato nelle mie ricerche moltissimi buchi temporali dovuti alla mancata compilazione dei registri o al loro smarrimento.
Eravamo rimasti a Lorenzo, figlio di Giovanni, cosa sappiamo di lui?
Era un soldato ma, in tempo di pace faceva il pistor, cioè il panificatore, ed ha vissuto quasi 60 anni, una ragguardevole età per i tempi. Ha sposato nel 1639 Vittoria Veronese da Oppeano ed hanno avuto vari figli, tra cui Francesco che darà seguito alla dinastia sposando nel 1686 Anna Giulia Carer. Da questa unione nasceranno, tra gli altri, I figli Lorenzo e Zuane che faranno partire quelli che considero i due rami principali della famiglia Vassanelli da me identificati a seconda del tipo di lavoro svolto. Il primo ramo l’ho definito dei mugnai in quanto lungo l’Adige queste persone erano proprietari di mulini mentre il secondo ramo era quello degli osti e dei macellai, professioni queste che venivano svolte nei locali del paese”.
E siamo arrivati ai giorni nostri. Ha mai pensato di raccogliere in maniera strutturata queste sue ricerche?
Già qualche anno fa avevo realizzato una pubblicazione che ora andrebbe aggiornata con gli ultimi risultati in quanto le mie ricerche sono ancora attive e mi regalano talvolta grandi sorprese. Come intuibile, analizzando i documenti mi sono imbattuto in moltissime situazioni in cui il nostro cognome si è fatto conoscere, oltre all’attività forse più famosa relativa al mondo calzaturiero, ed ho cercato di riportarle tutte. Mi auguro di trovare qualcuno che tra i tanti Vassanelli esistenti che si interessa alla storia dei propri avi. Da parte mia volentieri mi metto a disposizione per trasferire quanto ho raccolto negli anni in maniera che questo lavoro prosegua.

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