Bussolengo, la tassa di soggiorno entra nel conto della sicurezza urbana

Portrait of a man with glasses and a beard wearing a red polo shirt, standing in an outdoor urban square with a fountain in the background.

La tassa pagata da chi dorme negli alberghi e nelle strutture ricettive di Bussolengo potrebbe finire anche nelle strade, nelle piazze e nei turni serali della polizia locale. Non più soltanto manifestazioni, cultura, promozione o cura del territorio: una parte del gettito dell’imposta di soggiorno potrà essere indirizzata al rafforzamento della sicurezza urbana.

È il senso della mozione presentata dai consiglieri Stefano Ceschi e Veronica Gasparini, discussa durante il consiglio comunale di Bussolengo del 28 luglio e approvata con 12 voti favorevoli, 2 contrari e un’astensione.

Il documento impegna il sindaco e la giunta a prevedere, nella preparazione del bilancio e degli strumenti di programmazione, la destinazione di una quota degli incassi dell’imposta di soggiorno a iniziative compatibili con la normativa sulla sicurezza urbana. Tra le possibilità indicate ci sono il pagamento degli straordinari della polizia locale, l’attivazione di servizi aggiuntivi di controllo, una maggiore presenza nelle ore serali e notturne e programmi speciali di vigilanza in occasione di eventi o nei periodi di maggiore afflusso di visitatori.

La mozione non stabilisce una cifra e non fissa una percentuale. Lascia all’amministrazione il compito di valutare quanto destinare, in quali momenti e attraverso quali servizi, tenendo insieme gli equilibri del bilancio e le altre finalità già previste per l’imposta.

A presentarla è stato Stefano Ceschi (nella foto di Mario Pachera), che ha collegato la proposta alla crescita delle presenze turistiche e alla modifica della normativa nazionale, oggi più larga rispetto al passato nel definire gli usi possibili del gettito. “Il Comune di Bussolengo registra annualmente un significativo flusso turistico che genera importanti ricadute economiche sul territorio – ha spiegato il consigliere -. La recente normativa statale ha previsto la possibilità di destinare una quota del gettito dell’imposta di soggiorno a iniziative in materia di sicurezza urbana, compresa l’assunzione a tempo determinato di personale della polizia locale e la corresponsione dei compensi relativi alle prestazioni di lavoro straordinario”.

Il ragionamento portato in aula parte da un dato concreto: quando aumentano i visitatori cresce anche la pressione sugli spazi pubblici, sulla viabilità, sulle manifestazioni e sulle ore nelle quali è necessario presidiare il territorio. La proposta indica in particolare le fasce serali e notturne, considerate quelle nelle quali il Comune potrebbe avere maggiore bisogno di uomini, turni e controlli.

Nel testo viene richiamata anche l’attenzione suscitata negli ultimi mesi da episodi di cronaca avvenuti a Bussolengo e nel territorio veronese. Non vengono però individuati fatti specifici né viene tracciato un quadro quantitativo della criminalità. La mozione si concentra soprattutto sulla necessità politica di aumentare la presenza sul territorio e, insieme, la percezione di sicurezza tra i cittadini.

“La sicurezza urbana costituisce un elemento fondamentale per la qualità della vita dei residenti, per la tutela delle attività economiche e per l’accoglienza dei visitatori – ha sostenuto Ceschi -. Il potenziamento dei servizi della polizia locale, in particolare nelle fasce orarie serali e notturne, rappresenta uno strumento efficace per la prevenzione dei fenomeni di degrado urbano, disturbo della quiete pubblica e microcriminalità”.

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La sbandata controllata

La discussione si è aperta con una questione procedurale sollevata dal consigliere Carlo Maraia. Subito dopo la mozione, infatti, l’ordine del giorno prevedeva una proposta di modifica del regolamento comunale sull’imposta di soggiorno, necessaria per inserire formalmente tra gli utilizzi possibili anche le iniziative in materia di sicurezza urbana.

Il consigliere Sebastiano Scamperle ha chiesto se gli eventuali servizi aggiuntivi dovessero essere svolti esclusivamente dalla polizia locale o potessero coinvolgere anche associazioni e soggetti esterni.

Ceschi ha spiegato di avere pensato principalmente al corpo di polizia locale, senza però chiudere la porta a collaborazioni differenti: “L’ho scritta così perché pensavo alla polizia locale che possa fare questi servizi, per dare una mano e creare ulteriori disponibilità sul loro capitolo. Personalmente non sono contrario ad affidare un progetto, per esempio, a un’associazione, ma preferirei lo facesse la forza pubblica o persone che abbiano quel tipo di preparazione”.

Il tema ha riportato il consiglio anche agli anni nei quali Bussolengo decise di introdurre l’imposta di soggiorno. Carlo Maraia ha rivendicato quella scelta, ricordando le critiche che l’allora maggioranza aveva ricevuto. “Quando eravamo in maggioranza avevamo messo la tassa di soggiorno ed eravamo stati criticati come più non posso – ha detto -. Parlavamo di turismo e ci avevano anche preso in giro chiedendo cosa ci fosse da vedere a Bussolengo. Mi fa piacere che adesso Bussolengo faccia parte di numeri importanti e che l’entrata della tassa di soggiorno porti beneficio alle casse del Comune. Un po’ di lungimiranza ce la prendiamo”.

Il punto più netto del confronto ha riguardato però la destinazione di quelle entrate. La consigliera Stefania Ridolfi ha annunciato il voto contrario, riconoscendo che la legge consente il nuovo utilizzo ma contestandone l’opportunità politica. “Credo che utilizzare la tassa di soggiorno per aspetti diversi, seppure ora consentiti dalla legge, non sia proprio la sua destinazione – ha affermato -. L’obiettivo è avere una forza di polizia più disponibile, ma questo non si ottiene risicando soldi da questi introiti”.

Secondo Ridolfi, il gettito dovrebbe continuare a sostenere soprattutto cultura, manifestazioni e cura del verde, ambiti che incidono direttamente sulla qualità e sull’attrattività del territorio: “Ci sono due filoni interessanti, quello delle manifestazioni e della cultura e quello del verde, che portano comunque a una miglioria del territorio. Per la polizia urbana dovremmo trovare i soldi da un’altra parte”.

Di segno opposto la dichiarazione del sindaco Roberto Brizzi, che ha legato direttamente sicurezza e capacità attrattiva: “Posso capire la perplessità, però senza sicurezza non c’è turismo e non c’è vita. Se non c’è sicurezza per le strade non c’è nemmeno il turista. Secondo me è un atto dovuto e voterò in maniera favorevole e decisa”.

Il voto ha mostrato una maggioranza larga, ma non un consenso pieno. Su 15 consiglieri presenti, i favorevoli sono stati 12, i contrari 2 e uno il voto di astensione.

Il passaggio approvato non trasferisce immediatamente denaro alla polizia locale e non produce da solo nuovi turni nelle ore notturne. Fissa però una scelta politica: quando il Comune costruirà i prossimi bilanci, una parte dell’imposta di soggiorno potrà essere messa sul tavolo della sicurezza urbana.

Resta aperta la questione centrale, quella che il voto non poteva risolvere: quante risorse verranno effettivamente spostate e quali interventi saranno finanziati. Da un lato c’è l’esigenza di rafforzare il presidio del territorio nei momenti più affollati e delicati; dall’altro il rischio di assottigliare le somme destinate alla promozione, alla cultura, alle manifestazioni e alla cura dei luoghi che rendono Bussolengo più vivibile e più capace di attrarre visitatori.

La mozione ha scelto di tenere insieme turismo e sicurezza. Il bilancio dirà con quali cifre, con quali priorità e con quali effetti reali sulle strade del paese.

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Mario Salvetti
Nato nel 1969, risiede da sempre a Lugagnano. Sposato con Stefania, ha due figli. Molti gli anni di volontariato sul territorio e con AIBI. Nella primavera del 2000 è tra i fondatori del Baco, di cui è Direttore Responsabile. E' giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Veneto. Nel tempo libero suona (male) la batteria.