Bussolengo, la sicurezza oggi scende in piazza 26 Aprile tra divise, soccorsi e motori

White Protezione Civile pickup with yellow-blue stripes parked in a town square, with a clock tower and town hall in the background and tents set up nearby on a sunny day, suggesting a public event.

Il colpo d’occhio, in Piazza 26 Aprile, è quello che di solito si vede solo di sfuggita, quando tutto corre: lampeggianti, divise diverse, mezzi parcheggiati con le portiere aperte e la gente che si avvicina senza fretta. Ma oggi non c’è un’emergenza da inseguire: c’è una piazza che si trasforma in un piccolo “campo base” della prevenzione, un posto dove la sicurezza smette di essere parola astratta e diventa materiali, gesti, spiegazioni.

L’iniziativa “In piazza con sicurezza”, promossa dal Comune di Bussolengo, si sta svolgendo proprio in queste ore, dalle 9.30 alle 12. E la scena è viva: famiglie che si fermano, curiosi che fanno domande, bambini che scrutano dentro gli abitacoli, operatori che raccontano cosa c’è dietro una chiamata e cosa significa arrivare preparati.

I presenti si riconoscono dai colori e dalle scritte che saltano all’occhio. C’è la Polizia Locale del Comune di Bussolengo, in prima linea con il suo punto informativo e i mezzi. C’è la Polizia di Stato, con l’auto in mostra e gli operatori pronti a dialogare. C’è il mondo del soccorso sanitario con il SUEM 118 e lo spazio formativo legato a ULSS 9 Scaligera, che porta in piazza dimostrazioni e materiali pratici: si parla di manovre che non si vorrebbero mai dover usare, come la disostruzione delle vie aeree per adulti e bambini, ma che possono cambiare tutto nei minuti che contano.

Accanto, la galassia del volontariato e dell’emergenza mette sul tavolo strumenti e competenze: la Protezione Civile con i suoi mezzi e le sue attrezzature, e con le unità cinofile che oggi si presentano con due pastori belga malinois, cani da lavoro che attirano l’attenzione e, insieme, spiegano in modo chiarissimo cosa significhi ricerca, addestramento, intervento. Con la Protezione Civile c’è anche l’Associazione Nazionale Carabinieri – Protezione Civile, riconoscibile dai mezzi e dalle divise, in un’alleanza pratica che racconta quanto il territorio si regga spesso sulla somma di professionalità e disponibilità.

Non mancano le componenti militari: in piazza si vedono gli uomini e le donne del 3° Stormo dell’Aeronautica Militare, con il loro stand e il materiale informativo, e si incrociano uniformi mimetiche legate alla presenza delle forze armate che oggi fanno parte del “racconto” collettivo della sicurezza. È un mosaico che, messo insieme, dà l’idea di quanto sia lunga la filiera che tiene in piedi la parola “protezione”: controllo del territorio, soccorso sanitario, volontariato organizzato, formazione, capacità di risposta.

La piazza è già un luogo di passaggio e di attrazione, e dentro quel movimento la sicurezza trova un pubblico vero, non selezionato, fatto di persone che magari non sarebbero andate a cercare un incontro “a tema” ma che qui si fermano, ascoltano, chiedono. È il contrario della retorica: non lezioni, ma contatto. Non slogan, ma dettagli. Uno per tutti: due malinois che si muovono vicino ai volontari e ricordano che la prevenzione non è un discorso, è addestramento, presenza, tempo dedicato.

Oggi Bussolengo ha questa fotografia davanti agli occhi: una piazza normale che, per qualche ora, diventa una mappa del rischio e della risposta. E nel rumore di fondo del centro, tra passi e chiacchiere, resta una sensazione netta: la sicurezza non è un oggetto da esporre. È una relazione da costruire.

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Mario Salvetti
Nato nel 1969, risiede da sempre a Lugagnano. Sposato con Stefania, ha due figli. Molti gli anni di volontariato sul territorio e con AIBI. Nella primavera del 2000 è tra i fondatori del Baco, di cui è Direttore Responsabile. E' giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Veneto. Nel tempo libero suona (male) la batteria.