Sabato 12 settembre sarà una giornata chiave per la sanità veronese. I comitati della sanità pubblica della provincia scenderanno in piazza tutti contemporaneamente per manifestare i bisogni e le mancanze del sistema pubblico, alla luce dell’imminente (anche se non ancora calendarizzato) rinnovo delle schede regionali.
L’evento congiunto è organizzato dai comitati veronesi per un flash mob che si terrà questo sabato dalle 10 alle 12, e che promette di fare rumore. Non è solo un gesto simbolico, ma è la manifestazione di un disagio diffuso e trasversale che tocca tutta la provincia.
L’evento è coordinato dai 35 sportelli di aiuto di Verona, il cui fine è di supportare ogni giorno i cittadini e le cittadine che non riescono a prenotare visite attraverso il Cup. “È ottimo che siamo riusciti ad organizzare questo presidio tutti lo stesso giorno” spiega Cristina Ceriani, presidente del comitato del Magalini e del centro salute mentale. “Anche se le priorità sono diverse, da ospedale a ospedale e da territorio a territorio, il problema dell’inefficienza del sistema è comune. Ed è importante essere uniti.”
A Bussolengo il ritrovo sarà in piazza XXVI Aprile ed il focus sarà sulla salute mentale, sia per la rilevanza per quello specifico ospedale, sia come tema trasversale in tutte le altre zone. A Villafranca invece il presidio si farà davanti all’ospedale Magalini, dove le priorità sono il ripristino della Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), il potenziamento del reparto di neurologia e l’incremento del punto nascite.
Nel cuore della giornata c’è una battaglia politica chiara: “raccogliere firme per sensibilizzare i vertici del sistema sanitario del Veneto e di Verona per influenzare il rifacimento delle schede regionali secondo le priorità del territorio, cosa che finora non è stata fatta“, afferma Ceriani. Le firme infatti non saranno fini a loro stesse, ma verranno portate in visione al Direttore Generale dell’Azienda ULSS 9 Scaligera di Verona Pietro Girardi, così come ai vertici della Regione Veneto.
“L’ultima volta che sono state preparate queste schede risale al 2019. Sono queste schede a stabilire il numero di posti letto, di primari e di interi reparti. La raccolta firme è importante perché tutti si lamentano, ma è necessario che tutti abbiano la possibilità di curarsi,” prosegue Ceriani. “Tanti sono demoralizzati, ma lamentarsi non serve a niente. Bisogna agire.”
L’idea è infatti che il Covid abbia cambiato le priorità sanitarie regionali, ma ad oggi molte esigenze territoriali restano ancora inascoltate. Se da una parte c’è chi chiede il rilancio della procreazione assistita, dall’altra c’è il disagio di una provincia che non riesce a garantire primari in ospedale o cure adeguate in psichiatria.
La giornata di sabato servirà proprio a questo: ricordare che la sanità pubblica è un diritto, e che attualmente, non è garantito come dovrebbe essere.
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