In Sala Consiliare, a Bussolengo, l’aria ieri aveva già il profumo delle cose che stanno per succedere. Non quello astratto delle parole di rito, ma un sentore concreto: piazze che si riempiono, vetrine che si accendono, vie del centro che tornano a farsi teatro. La 9ª edizione della manifestazione dedicata alla rosa compie un passo in avanti e lo fa in modo netto: da quest’anno si chiama Festival delle Rose. Non solo una targhetta nuova, ma un segnale di ambizione e di crescita, messo nero su bianco nel programma presentato in Comune. Un appuntamento che Il Baco racconterà con un servizio video realizzato durante la due giorni.
Il cuore dell’evento sarà il centro storico, con appuntamento sabato 9 e domenica 10 maggio. L’organizzazione vede il Comune di Bussolengo in collaborazione con Flover, Confesercenti Verona, Bussolengo Antica e la Pro Loco Comune di Bussolengo. Un incastro di realtà diverse che, insieme, prova a far combaciare gusto e identità: il verde del florovivaismo, il passo lento dei mercatini, la musica dal vivo, l’arte in mostra e la cucina che richiama gente anche solo con il rumore dei piatti.
Il sabato si parte presto, quando il paese si sta ancora stiracchiando. Alle ore 8, in via Mazzini e in Piazza della Libertà, prende forma Bussolengo Antica, con quel fascino da oggetti che tornano a parlare. Dalle ore 9, in Piazza 26 Aprile, si apre La Piazza delle Rose, a cura di Flover: il titolo dice già tutto, perché lì la rosa non è una decorazione ma la protagonista. Alle ore 10 arriva il momento ufficiale, il taglio del nastro, quello che dà l’avvio vero alla giornata e spinge il flusso delle persone dentro la festa.
Ma il Festival non si limita a riempire le mani: prova a riempire anche lo sguardo. Dalle ore 10 alle 17 è visitabile la mostra “Bussolengo San Valentino tra cultura, territorio e amore”, realizzata dagli allievi del Liceo Artistico Statale di Verona e allestita in Piazza 26 Aprile. Sempre nella mattinata, alle ore 10.30, spazio alla voce di Sara Richelli, mentre alle ore 11, alla Galleria Massella, si inaugura la mostra “Colori sospesi”, con opere di M. Balabio, C. Scardoni, S. Bottura e P. Reoli: un altro tassello culturale dentro un evento che vuole essere più largo, più sfaccettato, meno “una cosa sola”.
Poi arriva il momento in cui il Festival cambia ritmo, e lo fa dal basso, dal profumo di cucina che si spande tra le vie. Dalle ore 12 si accende lo stand gastronomico dedicato ai risotti, organizzato dalla Pro Loco Comune di Bussolengo: una scelta che non è accessoria, perché in queste manifestazioni è spesso il cibo a trattenere le persone, a farle restare, a trasformare una passeggiata in una sosta. Nel pomeriggio, tra le ore 16 e le 18, il programma porta i visitatori dentro la storia del paese con la visita guidata alle chiese di San Rocco e San Valentino, curata dall’associazione El Vissinel nell’ambito di Pagus Pictus. Ritrovo davanti alla chiesa di San Valentino, con prenotazione via WhatsApp al numero indicato: segno che qui non si improvvisa, si prova a costruire un’esperienza. La giornata si chiude alle ore 19.30.
Domenica 10 maggio il centro riparte con un’altra energia: più mercato, più gente in movimento, più famiglie. Dalle ore 8 arriva Commercio in Piazza, a cura di Confesercenti Verona, tra via Mazzini, Piazza della Libertà e Piazza Nuova. Dalle ore 9 riapre La Piazza delle Rose in Piazza 26 Aprile, mentre la mostra su San Valentino torna visitabile dalle ore 10 alle 17. A mezzogiorno si riaccende lo stand gastronomico della Pro Loco, e alle ore 14.30 torna la musica con una nuova esibizione di Sara Richelli. Chiusura, anche qui, alle ore 19.30.
Il passaggio di nome è il punto politico e simbolico che il Comune vuole mettere al centro. Roberto Brizzi, sindaco di Bussolengo, lo dice con chiarezza, collegando la scelta a un percorso di crescita: “Il passaggio da Festa a Festival delle Rose rappresenta un riconoscimento naturale della crescita che questa manifestazione ha avuto negli anni. Non si tratta solo di un cambio di nome, ma della volontà di valorizzare ulteriormente un appuntamento che è diventato un punto di riferimento per Bussolengo e per il territorio. Il Festival è oggi un’occasione concreta per promuovere le nostre eccellenze, sostenere le attività locali e offrire momenti di qualità alla comunità e ai visitatori”.
Sul lato identitario e “di richiamo” insiste Massimo Girelli, vicesindaco e assessore alla promozione del territorio, che lega la rosa all’immagine stessa del paese e sottolinea una scelta di calendario che punta a essere emotiva oltre che pratica, facendo coincidere l’evento con la Festa della Mamma: “La rosa è il simbolo di questa manifestazione e della nostra identità territoriale. Con il Festival abbiamo voluto rafforzarne il valore e la capacità attrattiva, ampliando le proposte e consolidando la collaborazione con le realtà locali. Abbiamo inoltre scelto di far coincidere questo appuntamento con la Festa della Mamma, proprio per sottolinearne il significato simbolico e renderlo ancora più partecipato”.
E c’è infine il filo culturale, che in un evento del genere può sembrare un contorno e invece qui viene rivendicato come parte della struttura. Valeria Iaquinta, assessore alla cultura, mette l’accento su mostre e visita guidata come occasione di valorizzazione e coinvolgimento: “Accanto agli aspetti più legati alla promozione del territorio, il Festival propone anche un’offerta culturale significativa. Le due mostre e la visita guidata alle chiese rappresentano un’occasione per valorizzare il patrimonio artistico e identitario di Bussolengo, coinvolgendo anche i giovani e le realtà del territorio in un percorso di scoperta e condivisione”.
Alla presentazione erano presenti anche diverse figure legate alle realtà coinvolte: Sandro Casagrande (vicepresidente della Pro Loco Comune di Bussolengo), Diego Cordioli (organizzatore di Bussolengo Antica), Licia Massella (direttrice della Galleria d’Arte Massella), Lara Birolli dell’Associazione Geniarte, la stessa Sara Richelli, Paolo Bissoli (presidente di Confesercenti Verona) e i referenti dell’Associazione El Vissinel. Un parterre che, più delle strette di mano, racconta la direzione: il Festival come contenitore comune, con la rosa a fare da bandiera e il centro storico a fare da palcoscenico.
L’EDITORIALE DEL BACOSona: Suona la campanella tra volti nuovi e l’entusiasmo di sempreSe l’obiettivo è trasformare un appuntamento già noto in qualcosa che “suona” più grande, il programma sostiene la promessa: due giorni pieni, con l’intenzione evidente di mescolare pubblico diverso e motivi diversi per venire. Sicuramente imperdibile. Nelle foto di Marco Bonfichi l’edizione dello scorso anno.
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