Non è solo un elenco di cifre, e il Consiglio comunale di Bussolengo lo capisce appena il punto due all’ordine del giorno della seduta del 28 aprile entra nel vivo. Perché il secondo aggiornamento del DUP 2026-2028 ha un doppio volto: da una parte i cantieri che cambiano il profilo della città, dall’altra le scelte che raccontano chi viene messo davanti quando i bisogni si accavallano. Il verde, l’accessibilità, l’urbanistica. E soprattutto, sullo sfondo che diventa presto primo piano, l’emergenza casa.
L’assessore Federico Fontana porta la delibera con un perimetro formale preciso e tempi stretti: l’aggiornamento del documento, dice, è quello già passato in giunta con la deliberazione n. 46 del 16 aprile e serve a rimettere in ordine il programma triennale delle opere pubbliche 2026-2028 e l’elenco annuale 2026. Il cuore dei numeri è chiaro: l’opera di riqualificazione e rimboschimento di Parco Villa Spinola viene aggiornata a 1.400.000 euro. Nell’elenco annuale 2026 entra anche la manutenzione straordinaria dei marciapiedi per l’abbattimento delle barriere architettoniche, per 300mila euro. E, nello stesso passaggio, viene tolto il secondo stralcio del parco previsto per il 2027.
Poi arriva l’urbanistica, ed è qui che la sala cambia temperatura. Nel DUP entra l’opera di urbanizzazione primaria legata al PUA di iniziativa privata “Residence all’Adige 3.0” in via dei Salici, per 499.585,72 euro. È qui che il consigliere Gilberto Pozzani di Fratelli d’Italia affonda la domanda più semplice e più politica: “Chiedo informazioni sull’inserimento dell’elenco del PUA Residence all’Adige. Chi paga i 499.000 euro?”.
Il vicesindaco Massimo Girelli (nella foto) risponde in prima battuta con l’inquadramento generale: “C’è un’area in via dei Salici, che è di proprietà del Comune e che viene indirizzata edilizia convenzionata e l’idea appunto è quella di indirizzarla alle forze dell’ordine”. Ma Pozzani non si accontenta e rilancia, chiedendo chiaramente chi sostenga i costi delle urbanizzazioni: “mi pare una risposta piuttosto generica. Così non mi è chiaro. Nel documento leggo ‘inserimento nell’elenco’ dell’opera di urbanizzazione primaria da circa 499 mila euro: vuol dire che quelle opere le paga il Comune, oppure le realizza e le finanzia la cooperativa? Chi sostiene concretamente la spesa?”.
Girelli allora stringe il punto sul meccanismo: “C’è una cooperativa di persone che fanno parte delle forze dell’ordine che fanno questa operazione. Il Comune mette a disposizione e basta”. E aggiunge, scandendo il concetto: “quindi no, non paga il Comune, riceve il Comune, il Comune mette a disposizione della cooperativa l’area e poi riceve le opere”. Tradotto: il terreno è comunale, l’intervento lo porta avanti una cooperativa, e il Comune incassa le urbanizzazioni.
Eppure proprio quel passaggio, che sul bilancio viene presentato come neutro, innesca il nodo politico più caldo della serata. La consigliera Stefania Ridolfi “C’è futuro città solidale cittadini per Bussolengo” rovescia il tavolo della narrazione e sposta il baricentro: “Costruiamo un villaggio per le forze dell’ordine invece di dare priorità alle abitazioni a canone calmierato per chi ne ha diritto? È stato fatto un avviso rivolto ad altri o per amicizia?”. Non è solo una contestazione: è la richiesta di una gerarchia di bisogni, e di trasparenza sulle modalità con cui si decide a chi destinare un’area pubblica.
Dalla maggioranza arriva una risposta che difende la scelta come opportunità, e che tenta di smontare l’idea di un privilegio. Il vicesindaco e la giunta parlano di un’operazione portata avanti da una cooperativa di appartenenti alle forze dell’ordine, considerata un’occasione per il territorio. E il consigliere Stefano Ceschi insiste sulla dimensione sociale della categoria: “Si tratta di normalissimi lavoratori senza stipendi stellari, e ci sono leggi che garantiscono questa possibilità”. Poi aggiunge un punto che, detto così, suona come una confessione di difficoltà strutturale: “Sarei intenzionato a fare edilizia sociale, ma i Comuni non hanno risorse per partire”.
La minoranza però non molla. Il consigliere Maraia di Forza Italia mette sul tavolo una lettura opposta, legata alle scelte politiche più che ai vincoli: “Con oltre un milione di avanzo le risorse si potrebbero trovare, sono solo scelte politiche”. Poi arriva la dichiarazione di voto del consigliere Pozzani, che allarga il discorso oltre il singolo PUA: “A Bussolengo c’è una pesante richiesta di alloggi con più di 80-90 persone in attesa, i fondi ci sono per costruire alloggi popolari, chiedo all’amministrazione di fare attenzione a questo problema”. Non si ferma qui: richiama anche la possibilità, attraverso le grandi aree e le perequazioni, di portare a casa terreni edificabili e costruire soluzioni essenziali, anche temporanee, perché l’urgenza è oggi.
La consigliera Ridolfi annuncia il voto contrario e prova a indicare una strada immediata: visto che la Regione, dai documenti, non eroga più il contributo alle locazioni, si poteva usare una parte dell’avanzo per coprire quel vuoto e dare respiro alle situazioni fragili.
Sul fronte delle risposte, l’assessora Rita Bin riconosce l’ampiezza del problema e prova a descrivere gli strumenti messi in campo: “C’è una grande emergenza abitativa e ne stiamo parlando nei Comuni limitrofi”. E rivendica interventi puntuali sui casi più delicati: “I casi di emergenza sono stati tutelati intervenendo con contributi per morosità o per anticipi sull’affitto”. Poi annuncia un progetto che tocca un’immagine concreta, quasi cinematografica, fatta di porte da riaprire e stanze da rimettere in vita: “Stiamo lavorando al progetto ‘Casa Bacilieri’, recuperando otto stanze con bagno nelle vecchie stanze delle suore, da destinare a persone in difficoltà o per l’autonomia di soggetti con disabilità”.
L’EDITORIALE DEL BACOBrian May dice basta ai tour. Ma la magia dei Queen non va in pensioneAnche qui, la minoranza si divide tra critica e apprezzamento. Il consigliere Maraia conferma la distanza sulle priorità ma salva quel tassello: “Voto contrario perché non condivido le scelte, ma apprezzo il progetto della casa delle suore”. È un passaggio che racconta bene l’atmosfera della seduta: un confronto acceso sui grandi indirizzi, ma anche la capacità di riconoscere ciò che appare utile e concreto
Il Consiglio vota e il DUP aggiornato passa: 15 votanti, 11 favorevoli, 3 contrari, 1 astenuto, con immediata eseguibilità. Il numero chiude la partita amministrativa, non quella politica. Perché dentro questo aggiornamento convivono due Bussolengo: quella che investe su un grande parco da rimettere in forma e su marciapiedi più accessibili, e quella che chiede risposte sull’abitare, sui criteri di destinazione delle aree e su come si governa una domanda che, nelle parole pronunciate in aula, ha già nomi e numeri. E quando un DUP accende un confronto così, significa che non sta solo pianificando opere: sta decidendo, pezzo per pezzo, quale città vuole diventare.
© 2026 Riproduzione riservata
Segui il Baco
Scegli il canale che preferisci per ricevere e trovare più facilmente le notizie del territorio.
