Bussolengo, il sindaco Roberto Brizzi sceglie Vannacci: terremoto politico in Comune

È di queste ultime ore la novità che sta creando qualche mal di pancia all’interno dell’amministrazione comunale di Bussolengo. La notizia che sta agitando gli animi è l’adesione al partito politico fondato da Roberto Vannacci, “Futuro Nazionale”, da parte del primo cittadino Roberto Brizzi. Una scelta che sta facendo discutere e che ha portato alcuni esponenti della politica bussolenghese, presi di sorpresa dalla notizia, ad esporre le proprie considerazioni attraverso i social o comunicati stampa.

L’ufficializzazione è arrivata a seguire dell’inaugurazione della sede veronese del partito, la prima nel Triveneto, e in quell’occasione erano presenti diversi esponenti del nuovo movimento che conta un numero sempre crescente di tesserati.

Il Baco ha voluto sentire la testimonianza di Brizzi, sindaco dal 2018 e riconfermato nel 2023 alla guida di una coalizione civica, il quale ha motivato la propria adesione parlando della necessità di “una politica più vicina ai cittadini, ai territori e alla vita reale delle persone”. Parole che segnano un passaggio politico significativo per un amministratore che fino a oggi aveva mantenuto un profilo prevalentemente civico e locale.

“È una scelta che nasce da una riflessione profonda, maturata nel tempo, e che desidero condividere con la massima trasparenza con i cittadini, con chi mi sostiene e anche con chi non condivide le mie idee – le parole di Brizzi – ognuno deve impegnarsi, a vari livelli, per contribuire al futuro della propria comunità, del proprio territorio e della propria nazione. È troppo facile lamentarsi senza assumersi responsabilità. La politica, quella vera, non può essere delegata interamente ad altri: deve tornare ad essere partecipazione, confronto, presenza, coraggio.”

L’ingresso del primo cittadino di Bussolengo nel partito di Vannacci si inserisce nella fase di espansione di “Futuro Nazionale”, la formazione lanciata ufficialmente nel febbraio 2026 con l’obiettivo dichiarato di costruire una destra non moderata e radicata sui territori.

“Solo con la partecipazione possiamo riprenderci il potere di decidere del nostro futuro, del futuro delle nostre famiglie, dei nostri figli e dei nostri nipoti. Solo tornando protagonisti possiamo evitare che le decisioni più importanti vengano prese lontano dalla gente comune, lontano dai territori, lontano dalla vita reale – ci tiene a precisare ancora il sindaco Brizzi – La mia esperienza amministrativa mi ha insegnato che le persone chiedono soprattutto una cosa: essere ascoltate. Vogliono una politica che parli un linguaggio comprensibile, che affronti i problemi concreti senza nascondersi dietro slogan vuoti o tecnicismi incomprensibili.”

La decisione ha però immediatamente creato delle reazioni come quella di Stefano Ceschi, consigliere comunale di maggioranza, il quale sui social ha espresso la propria opinione “Mi dispiace per la scelta del Sindaco Brizzi, personale e ovviamente legittima. Non condivido nulla delle posizioni sostenute da Vannacci e dal suo nuovo partito, ma non è questo il punto principale: ognuno è libero di scegliere cosa votare e in cosa credere – sottolinea – nel nostro caso, però, il sindaco era anche garante di una coalizione civica, per questo ritengo difficile considerare ancora tale un percorso che si lega in modo così significativo a un partito politico, peraltro fortemente identitario”.

Il sindaco Brizzi con Vannacci.

Non è il solo, Ceschi, ad esporre le proprie perplessità, anche la consigliera di minoranza Stefania Ridolfi ha rilasciato le sue considerazioni al popolo social, sostenendo che “la scelta del sindaco Brizzi non fa altro che risaltare la contraddizione e l’impossibilità a credere che sia per il bene della sua comunità”.

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“Critiche forti e non necessarie – sostiene Brizzi ai microfoni del Baco – quando comunque all’interno della mia amministrazione ci sono schieramenti ben identificati e ai quali mai è stato puntato il dito. Avevo immaginato che avrei provocato delle reazioni ma onestamente non credevo così tante, senz’altro io continuerò come ho sempre fatto, il Roberto Brizzi di ieri è esattamente quello di oggi, nulla cambia”.

Tuttavia, è dichiarazione sempre di Ceschi che vuole “rimettere tutti gli incarichi che il sindaco gli aveva affidato in questi anni, compresa la presidenza della Commissione Bilancio del Comune”. Tensioni che potrebbero generarne altre all’interno dell’amministrazione comunale.

Come quelle del gruppo Siamo Bussolengo – Bussolengo Domani, contenitore civico fondato nel 2014 dal Presidente Matteo Gasparato, il quale afferma che “l’impostazione civica fino ad ora sostenuta da Brizzi venga preservata fino alla conclusione del mandato amministrativo – dichiarano in una nota uscita il 27 maggio – mantenendo al centro il carattere civico, inclusivo e trasversale del percorso scelto dai cittadini”.

Nel Veronese, intanto, il movimento di Vannacci continua a raccogliere adesioni e consensi, sostenuto anche dal consigliere regionale Stefano Valdegamberi, considerato uno dei principali riferimenti territoriali del progetto. L’obiettivo dichiarato è quello di consolidare una presenza politica strutturata in vista delle prossime competizioni elettorali.

“Ho valutato con attenzione la scelta poi fatta, ho voluto anche parlare personalmente con Vannacci e prima ancora con Valdegamberi, per avere il quadro completo, per capire esattamente le intenzioni ma, soprattutto, per confrontarmi in maniera diretta con i principali esponenti partitici” afferma sempre Brizzi.

Lo scorso aprile, a San Martino Buon Albergo, Vannacci aveva presentato il partito politico alla presenza di più di un migliaio di persone e proprio in quell’occasione era stato avvistato anche lo stesso Brizzi, che però al tempo non aveva rilasciato dichiarazioni di intenti ma semplicemente comunicato la sua curiosità nei confronti dell’europarlamentare.

Alla luce di questa notizia i più maliziosi potrebbero pensare che potesse esserci un collegamento e che la presenza all’evento fosse in realtà un preannuncio all’adesione che in questi giorni è stata ufficializzata: “senz’altro è stato un momento in cui mi sono sentito di volermi  informare, capire e individuare se potesse essere l’appartenenza politica di mio interesse  – ci spiega Brizzi – più che lecito come atteggiamento e le critiche e illazioni lasciano il tempo che trovano in quanto per me era ancora un’idea in fase valutativa, nulla ancora era deciso”.

Solo i prossimi giorni potranno darci un’idea dell’entità di questo “terremoto politico”.

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Erica Ederle
Giornalista pubblicista, vivo di parole, immagini e connessioni: la comunicazione è il mio habitat naturale, in tutte le sue forme — dalla carta ai social, dalle storie sussurrate a quelle che fanno rumore. Sono una sognatrice concreta, una che cambia prospettiva per capire meglio il mondo (e anche sé stessa). Mi muovo tra storie, trend e narrazioni digitali con curiosità e spirito critico, sempre pronta a rimettermi in gioco. Mi occupo dei canali social del Baco da Seta, dove unisco strategia e creatività ma, soprattutto, autenticità. Perché comunicare per me è anche ascoltare, interpretare e poi trovare il filo giusto per raccontare.