Bussolengo, dieci anni di memoria davanti al monumento dei Carabinieri

Ceremonial Carabinieri event in a town square with officers saluting, a police car in the foreground and a crowd of spectators.

La memoria, a volte, ha il passo lento di un corteo e il suono fermo di una banda. A Bussolengo, sabato 27 giugno, il monumento dedicato ai Carabinieri caduti in servizio è tornato a essere non soltanto pietra e simbolo, ma luogo vivo della comunità: un punto attorno al quale si sono raccolti istituzioni, Arma, associazioni e cittadini per il decimo anniversario dell’opera inaugurata il 26 giugno con l’amministrazione dell’allora sindaca Paola Boscaini.

La cerimonia, promossa dall’Associazione Nazionale Carabinieri, sezione di Bussolengo, con il patrocinio del Comune di Bussolengo, ha seguito il percorso annunciato nei giorni precedenti: ritrovo in via C.A. Dalla Chiesa, davanti alla caserma dei Carabinieri, sfilata verso piazza del Grano, poi l’alzabandiera, la deposizione della corona d’alloro e la Preghiera del Carabiniere.

Tre gesti semplici solo in apparenza, perché dentro quel rituale asciutto c’è il senso più profondo della giornata: ricordare che dietro una divisa non c’è un’idea astratta di sicurezza, ma persone, famiglie, responsabilità, rischi affrontati fino all’estremo sacrificio.

A dare peso istituzionale alla mattinata è stata la presenza di numerose autorità. C’erano il comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri di Verona, colonnello Claudio Papagno, l’ispettore regionale del Veneto dell’ANC, generale Stefano Lupi, la già citata onorevole Paola Boscaini, gli europarlamentari Flavio Tosi e Paolo Borchia, la consigliere regionale Anna Leso, il consigliere provinciale Roberto Zorzi e il sindaco di Bussolengo Roberto Brizzi. Una platea ampia, non formale, che ha restituito al monumento il suo ruolo naturale: non un arredo urbano da attraversare distrattamente, ma un presidio civile davanti al quale fermarsi.

Particolarmente significativo anche il messaggio inviato dal sottosegretario di Stato alla Difesa, onorevole Matteo Perego di Cremnago, impossibilitato a partecipare per impegni istituzionali. Nella missiva indirizzata al generale Stefano Lupi, al colonnello Claudio Papagno e al presidente dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Bussolengo, cavaliere Dino Scamperle, il sottosegretario ha voluto condividere un pensiero per il decennale del monumento, definendolo simbolo di memoria, identità e riconoscenza verso chi ha servito la Patria con dedizione, senso del dovere e spirito di servizio.

Nel suo messaggio, Perego di Cremnago ha richiamato anche il clima difficile del presente, segnato da conflitti, tensioni internazionali e incertezze. Un passaggio che ha allargato il significato della cerimonia oltre il perimetro locale: davanti a un monumento dedicato ai caduti, il ricordo non resta confinato al passato, ma interroga il presente. Parla di sicurezza, di responsabilità pubblica, di istituzioni chiamate a reggere nei momenti più complicati, quando la parola “servizio” smette di essere una formula e diventa scelta concreta.

La presenza dell’Arma, dell’ANC e delle istituzioni ha dato alla mattinata un tono solenne, ma non distante. Bussolengo ha rivisto sfilare lungo le proprie strade una memoria fatta di passi, uniformi, bandiere e sguardi. Il corteo dalla caserma a piazza del Grano ha portato il ricordo dentro il paese, sottraendolo alla retorica delle occasioni ufficiali e riconsegnandolo alla dimensione più vera: quella di una comunità che si riconosce in un gesto pubblico.

Il decennale del monumento ai Carabinieri caduti in servizio, dunque, non è stato soltanto un anniversario da segnare sul calendario. È stato un ritorno davanti a una promessa incisa nella pietra: non lasciare che il sacrificio diventi abitudine, non ridurre la memoria a cerimonia, non dimenticare che la sicurezza quotidiana nasce anche da chi, ogni giorno, accetta di esporsi per gli altri.

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A dieci anni dall’inaugurazione, Bussolengo ha scelto ancora una volta di fermarsi. E in quel fermarsi, tra la corona deposta, la bandiera e le parole arrivate dal Ministero della Difesa, il monumento ha continuato a fare ciò per cui era stato pensato: tenere acceso un debito di riconoscenza.

Qui sotto il video che racconta la giornata.

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