Bussolengo, Avisfest suona per chi dona: stasera il tributo agli 883

A Bussolengo la musica è il modo scelto dall’Avis per dire grazie ai donatori di sangue. Dopo l’apertura di ieri, venerdì 25 settembre, Avisfest prosegue oggi con il tributo agli 883 e a Max Pezzali, prima di concludersi domani con il concerto della banda cittadina. Un fine settimana che porta nel centro del paese il messaggio dell’Avis Comunale di Bussolengo: ringraziare chi già dona e far conoscere a tutta la comunità il valore di questo impegno.

L’appuntamento di oggi, sabato 26 settembre, è in piazza 26 Aprile, dove la serata Legends comincerà alle ore 19 con l’apertura degli stand gastronomici. Alle ore 21.30 il palco sarà di CircoMax, con lo spettacolo dedicato al repertorio degli 883 e di Max Pezzali. Sarà il secondo passaggio di un programma costruito attorno a tre differenti proposte musicali, ciascuna con un proprio nome: Sound, Legends e Symphony.

Domani, domenica 27 settembre, la festa si sposterà nella sede Avis di via San Valentino 36. La mattinata Symphony si aprirà alle ore 9.30 con un caffè di benvenuto; alle ore 10.30 toccherà al Corpo Bandistico Città di Bussolengo, mentre alle ore 12 è previsto un momento conviviale. Dalla serata in piazza si passerà così a un incontro negli spazi dell’associazione, mantenendo la musica come filo conduttore dei tre giorni.

Ad aprire la manifestazione è stata ieri la serata Sound, sempre in piazza 26 Aprile, con gli stand gastronomici e le esibizioni della SiFa Show Band e della AOUI Verona Official Band. È cominciato così il percorso che accompagnerà Avisfest fino alla tarda mattinata di domenica, alternando formazioni e repertori diversi.

La formula prosegue un’esperienza già proposta dall’associazione. Nell’edizione del 2025, dal 3 al 5 ottobre, Avisfest aveva affiancato alla musica un momento di ricordo dei donatori defunti nella chiesa di Santa Maria Maggiore, concludendosi nella sede di via San Valentino con la banda e un rinfresco. Anche allora la AOUI Verona Official Band aveva partecipato all’apertura: presenze che ritornano e danno continuità al rapporto tra la festa e le realtà musicali coinvolte.

Dietro il programma di questi giorni c’è però una storia molto più lunga. Le radici dell’Avis di Bussolengo risalgono al 1962. Nella ricostruzione conservata dall’associazione compaiono i primi donatori che raggiungevano Verona in bicicletta, per partecipare alle raccolte organizzate in piazza Bra. Le necessità dell’ospedale Orlandi e l’attività di raccolta nei paesi vicini accompagnarono poi la nascita del gruppo bussolenghese, che trovò la sua prima sede in vicolo Cieco II. Una storia legata fin dall’inizio anche a Palazzolo, Sona, Pastrengo e Pescantina, dove si organizzavano le raccolte.

La sede che ospiterà il concerto di domani appartiene a una fase successiva di questo cammino: dal 2001 l’associazione è in via San Valentino 36, nell’ex casa Danese. Nel 2012 l’Avis bussolenghese ha celebrato il cinquantesimo anniversario e nel 2022 il sessantesimo, accompagnando entrambe le ricorrenze con iniziative distribuite durante l’anno tra cultura, sport, scuola e formazione.

Per l’Avis bussolenghese – con il presidente Germano Silvestri (nella foto) – questo impegno passa anche dal confronto con i giovani. Tra le tante attività dell’associazione, un incontro con le classi quinte dell’istituto Marie Curie di Bussolengo, dedicato alla donazione, al volontariato e al senso civico. Con il contributo del medico anestesista e docente universitario Leonardo Gottin, gli studenti hanno affrontato gli aspetti scientifici del dono, attraverso materiali informativi e un gioco interattivo preparato dal Comitato Scuole. A dare concretezza all’incontro è stata anche la testimonianza di una giovane che ha raccontato la propria malattia e l’importanza delle donazioni di sangue e della compatibilità con un donatore di midollo nel suo percorso di cura.

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Nota a margine della vicedirettrice

Avisfest è aperta a tutti, con ingresso gratuito agli eventi. Per partecipare, i riferimenti sono dunque piazza 26 Aprile questa sera e la sede di via San Valentino domani mattina: due occasioni per incontrare l’associazione e conoscere le persone che ne sostengono l’attività.

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Erica Ederle
Giornalista pubblicista, vivo di parole, immagini e connessioni: la comunicazione è il mio habitat naturale, in tutte le sue forme — dalla carta ai social, dalle storie sussurrate a quelle che fanno rumore. Sono una sognatrice concreta, una che cambia prospettiva per capire meglio il mondo (e anche sé stessa). Mi muovo tra storie, trend e narrazioni digitali con curiosità e spirito critico, sempre pronta a rimettermi in gioco. Mi occupo dei canali social del Baco da Seta, dove unisco strategia e creatività ma, soprattutto, autenticità. Perché comunicare per me è anche ascoltare, interpretare e poi trovare il filo giusto per raccontare.