Bussolengo, Amelia Motta torna in giunta: il sociale cambia volto

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A Bussolengo il passaggio di consegne arriva in uno dei punti più sensibili della macchina comunale: quello dove le scelte amministrative toccano famiglie, anziani, scuola, fragilità, volontariato. Non un assessorato laterale, ma una delle stanze in cui il Comune misura ogni giorno la propria capacità di stare vicino alle persone, soprattutto quando i problemi non fanno rumore ma pesano nelle case.

Il sindaco Roberto Brizzi ha ufficializzato il 26 giugno la nomina di Amelia Motta ad assessore ai servizi sociali e alla pubblica istruzione, in sostituzione di Rita Bin, che nelle scorse settimane aveva rassegnato le dimissioni. Una scelta che riporta in giunta una figura già conosciuta nel panorama amministrativo e associativo bussolenghese, con un profilo costruito negli anni proprio attorno ai temi sociali.

Motta, infatti, è già stata assessore ai servizi sociali e ha ricoperto anche il ruolo di consigliera comunale, seguendo in particolare il mondo del sociale, del volontariato e delle politiche rivolte agli anziani. Negli ultimi anni ha guidato la Consulta ai Servizi Sociali del Comune di Bussolengo, un osservatorio prezioso perché vicino alle associazioni e alle realtà che, spesso lontano dai riflettori, intercettano bisogni, solitudini, fatiche familiari e domande di aiuto. Per assumere il nuovo incarico lascia la presidenza della Consulta.

La nomina arriva dopo l’uscita di Rita Bin, che aveva spiegato al Baco il proprio addio non come una rottura personale con il sindaco, ma come la conseguenza di un quadro politico cambiato, con la svolta verso Roberto Vannacci indicata come elemento pesante nel nuovo equilibrio della giunta. Un passaggio politico che ha segnato le settimane precedenti e che ora trova una prima risposta amministrativa nella ricomposizione della squadra di governo.

Il sindaco Brizzi affida quindi a Motta due deleghe che, più di altre, chiedono continuità ma anche presenza concreta. I servizi sociali non sono solo pratiche, contributi, colloqui e regolamenti: sono il punto in cui il Comune incontra anziani soli, famiglie sotto pressione, persone con disabilità, minori fragili, associazioni che tengono insieme pezzi di comunità. La pubblica istruzione, allo stesso modo, significa scuole, servizi collegati, rapporti con famiglie e istituti, attenzione alle esigenze quotidiane di bambini e ragazzi.

Nel commentare la nomina, Roberto Brizzi ha sottolineato proprio il peso dell’esperienza già maturata da Motta: “Sono particolarmente soddisfatto di poter accogliere nuovamente nella squadra di governo comunale una persona di grande esperienza e riconosciuta competenza. Amelia Motta ha già ricoperto il ruolo di assessore ai Servizi Sociali, maturando una conoscenza approfondita delle esigenze del territorio e dimostrando, in ogni occasione, serietà, disponibilità e spirito di servizio”.

Il sindaco ha poi richiamato anche il percorso svolto fuori dalla giunta, nel mondo del volontariato e della Consulta: “Il suo impegno nel sociale non si è mai interrotto: come volontaria e presidente della Consulta ai Servizi Sociali ha continuato a mettere a disposizione della comunità tempo, capacità e sensibilità, diventando un punto di riferimento per tante realtà del nostro paese”.

Sono parole che indicano una direzione precisa: non una nomina tecnica qualsiasi, ma il tentativo di ricucire rapidamente un settore che non può permettersi vuoti lunghi. Nei servizi sociali, infatti, la continuità non è un dettaglio procedurale. È la differenza tra un’amministrazione che resta agganciata ai bisogni del territorio e una macchina che rischia di rallentare proprio dove servono ascolto, rapidità e coordinamento.

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Il ritorno di Amelia Motta porta con sé anche un equilibrio delicato. Lasciando la presidenza della Consulta, la nuova assessora passa da un ruolo di collegamento con il mondo associativo a una funzione pienamente politica e amministrativa. Il patrimonio di relazioni costruito negli anni potrà essere una risorsa, ma chiederà anche attenzione nel mantenere chiari i confini tra indirizzo politico, ascolto del territorio e autonomia delle realtà sociali.

La giunta di Bussolengo torna così pienamente operativa, dopo una fase segnata dalle dimissioni di Bin e dal dibattito sul nuovo assetto politico. La scelta di Motta prova a spostare subito il baricentro sui dossier concreti: servizi alla persona, scuola, volontariato, anziani, famiglie. Temi che raramente producono titoli fragorosi, ma che raccontano meglio di altri la qualità della vita di un paese.

“Sono sicuro che l’assessora Motta riuscirà a portare a termine ciò che già era stato programmato, con la sua competenza e professionalità, così come fino ad ora la collega Rita Bin aveva fatto e colgo l’occasione per ringraziare nuovamente l’operato fin qui svolto proprio da Bin, oltre che la mia stima e riconoscenza“. Queste le parole del sindaco Brizzi ai microfoni del Baco.

In questa nomina c’è dunque un messaggio amministrativo e politico insieme. Da un lato, la volontà di garantire continuità in un settore esposto e complesso. Dall’altro, la necessità per la giunta Brizzi di rimettersi in marcia dopo uno strappo non banale. La prova vera, come sempre, non sarà nella formula dell’incarico, ma nella capacità di trasformare esperienza e relazioni in decisioni leggibili, tempi certi e risposte concrete per chi, a Bussolengo, bussa alla porta del Comune non per politica, ma per bisogno.

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Erica Ederle
Giornalista pubblicista, vivo di parole, immagini e connessioni: la comunicazione è il mio habitat naturale, in tutte le sue forme — dalla carta ai social, dalle storie sussurrate a quelle che fanno rumore. Sono una sognatrice concreta, una che cambia prospettiva per capire meglio il mondo (e anche sé stessa). Mi muovo tra storie, trend e narrazioni digitali con curiosità e spirito critico, sempre pronta a rimettermi in gioco. Mi occupo dei canali social del Baco da Seta, dove unisco strategia e creatività ma, soprattutto, autenticità. Perché comunicare per me è anche ascoltare, interpretare e poi trovare il filo giusto per raccontare.