L’acqua continua a uscire dai rubinetti, naturalmente. Ma da oggi a Bussolengo ogni litro che arriva dall’acquedotto deve essere destinato prima di tutto a ciò che serve davvero. Niente lavaggi dei piazzali, niente auto lavate sotto casa con la canna, niente prati e giardini irrigati con acqua potabile. E anche le fontane decorative devono fermarsi.
La siccità torna così a entrare nella vita quotidiana, questa volta attraverso un’ordinanza firmata dal sindaco Roberto Brizzi l’11 agosto, dopo che il Consiglio di Bacino, insieme ad Acque Veronesi, ha dichiarato per il territorio lo stato di severità idrica alta a partire dal 10 agosto.
Il provvedimento è immediatamente operativo e resterà in vigore fino al 31 agosto, salvo proroghe nel caso in cui la carenza d’acqua dovesse continuare. L’obiettivo indicato dal Comune è preservare la risorsa disponibile per gli usi alimentari, domestici e igienici, stringendo invece il rubinetto su tutto ciò che può essere rinviato o alimentato attraverso fonti diverse dalla rete pubblica.
Il primo divieto riguarda il lavaggio di corti, piazzali e altre aree esterne. Vietato anche lavare privatamente automobili e altri veicoli a motore, mentre gli autolavaggi restano esclusi dalla limitazione. Stop anche all’utilizzo dell’acqua dell’acquedotto per fontane ornamentali, zampilli e piscine prive di sistemi di riciclo.
La stretta riguarda soprattutto l’irrigazione. L’acqua potabile della rete non può essere utilizzata per bagnare giardini e prati, a meno che chi irriga non possa dimostrare agli organi di vigilanza di servirsi di una fonte indipendente dall’acquedotto, come un sistema di recupero dell’acqua piovana.
Per gli orti il divieto è invece legato agli orari. Non si può prelevare acqua dalla rete per irrigare dalle 7 alle 21, sia nel caso delle utenze domestiche sia per quelle non domestiche. Per gli orti comunali la fascia di stop va invece dalle 8 alle 19. Anche nelle ore nelle quali l’irrigazione resta consentita, il Comune invita comunque a limitare i consumi allo stretto necessario.
Regole particolari anche per le piscine. Il riempimento di quelle pubbliche e private, così come il ricambio anche soltanto parziale dell’acqua, potrà avvenire esclusivamente dopo un’autorizzazione espressa del gestore dell’acquedotto, che dovrà valutare caso per caso l’effettiva disponibilità della risorsa.
I normali utilizzi domestici restano invece consentiti, insieme agli usi zootecnici e industriali e alle attività regolarmente autorizzate per le quali sia indispensabile utilizzare acqua potabile.
La stretta coinvolge direttamente anche il Comune. L’ordinanza prevede infatti la sospensione dell’innaffiamento del verde ornamentale e del verde comunale, del lavaggio delle strade e del parco auto dell’ente e del funzionamento delle fontane decorative, comprese quelle dotate di ricircolo. Per le piscine comunali l’alimentazione e l’integrazione dell’acqua devono essere ridotte al minimo compatibile con le norme sanitarie. Nel provvedimento viene indicata anche la sospensione dell’irrigazione degli impianti sportivi.
Su quest’ultimo punto arriva però una precisazione direttamente dal sindaco Roberto Brizzi, che al Baco spiega come verrà gestita concretamente la situazione. “Il Comune ha già provveduto a chiudere la fontana in piazza ma i campi sportivi potranno continuare ad essere irrigati perché esiste un pozzo del Comune solo per gli impianti e quindi non viene usata l’acqua dell’acquedotto”.
L’EDITORIALE DEL BACOLa trappola della denatalità: quando fare un figlio diventa un lussoUna distinzione sostanziale: per mantenere i campi non verrebbe quindi utilizzata la risorsa potabile che l’ordinanza punta a proteggere, ma l’acqua proveniente da una fonte comunale separata.
Il provvedimento non si limita comunque ai divieti. Ai cittadini viene chiesto di controllare eventuali perdite negli impianti di casa, utilizzare dispositivi per ridurre il consumo dei rubinetti, far partire lavatrici e lavastoviglie soltanto a pieno carico, preferire la doccia alla vasca e chiudere l’acqua mentre ci si lava i denti o ci si rade. Anche l’acqua utilizzata per lavare frutta e verdura può diventare, in questi giorni, una piccola riserva per le piante.
Non sono soltanto raccomandazioni affidate al buon senso. Chi viola i divieti previsti dall’ordinanza rischia una sanzione amministrativa da 25 a 500 euro. È previsto il pagamento in misura ridotta di 50 euro entro sessanta giorni dalla contestazione o dalla notifica della violazione.
Dietro le regole scritte nero su bianco c’è una situazione che ha ormai superato il livello dell’allerta generica. La Regione Veneto aveva già dichiarato lo stato di emergenza regionale per la carenza idrica il 1° luglio e il 5 agosto era arrivato un ulteriore provvedimento legato all’emergenza nel bacino del Brenta. A Bussolengo, con la dichiarazione di severità alta, la risposta diventa ora concreta: fontane spente, irrigazioni ridotte, controlli e la richiesta a tutti di considerare l’acqua potabile per quello che in queste settimane sta tornando ad essere con evidenza, una risorsa preziosa e non inesauribile.
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