La revisione del Codice della strada passa anche dalla voce di Bussolengo. Maria Paola Boscaini, deputata di Forza Italia e già sindaca del Comune, è intervenuta il 16 settembre nell’Aula della Camera durante l’esame del provvedimento che concede al Governo più tempo per mettere mano in maniera complessiva alle norme sulla motorizzazione e sulla circolazione stradale. Il disegno di legge A.C. 2713-B è stato approvato definitivamente proprio il 16 settembre e, al momento, non è ancora stato pubblicato.
Al centro dell’intervento di Boscaini c’è la scelta di prorogare il termine della delega, portandolo a 22 mesi dall’entrata in vigore della legge 177 del 2024. Per la deputata bussolenghese il tempo aggiuntivo deve servire per arrivare a un nuovo impianto normativo “più semplice, chiaro, proporzionato e applicabile”. Una proroga, quindi, che Boscaini presenta non come un arretramento rispetto all’obiettivo, ma come lo spazio necessario per affrontare una revisione organica.
Tecnicamente non si tratta infatti del rinvio dell’approvazione di un Codice già predisposto. L’articolo 35 della legge 177 del 2024 aveva delegato il Governo ad adottare uno o più decreti legislativi per rivedere e riordinare la normativa vigente in materia di motorizzazione e circolazione stradale. Il termine iniziale previsto dalla legge era di dodici mesi; il provvedimento appena approvato dal Parlamento amplia il tempo a disposizione per esercitare quella delega.
Nel suo intervento Boscaini ha scelto anche una metafora automobilistica per spiegare il significato politico della proroga, richiamando una frase attribuita a Winston Churchill sulle proroghe paragonate alle frenate. Il punto, nel ragionamento della deputata, è distinguere tra il fermarsi perché non si sa dove andare e il rallentare per affrontare meglio una curva. La maggioranza, ha sostenuto, starebbe scegliendo la seconda strada: “freniamo per prendere meglio la curva”, con l’obiettivo di arrivare a regole adeguate alla mobilità contemporanea.
Il nodo sollevato dalla parlamentare di Bussolengo riguarda soprattutto l’età e la stratificazione dell’attuale impianto normativo. Il Codice della strada italiano risale infatti al 1992 e, secondo Boscaini, negli anni è stato progressivamente modificato attraverso una lunga serie di interventi, aggiunte e nuove sanzioni. Un metodo che, nella sua lettura, non basta più ad affrontare in maniera coerente sicurezza, nuove forme di mobilità e cambiamenti tecnologici. “La sicurezza non si governa con provvedimenti frammentari”, ha sottolineato in Aula.
È qui che Boscaini ha collocato uno dei passaggi centrali del proprio intervento: la richiesta di costruire un sistema nel quale le sanzioni siano proporzionate e la prevenzione torni ad avere un ruolo centrale. L’obiettivo indicato dalla deputata è quello di ridurre incidenti, feriti e vittime, evitando una logica esclusivamente repressiva e il rischio, nelle sue parole, di trasformare la strada in un “bancomat sanzionatorio”.
Un tema nazionale che a Bussolengo trova anche numeri molto concreti. Nel bilancio dell’attività 2025 della Polizia Locale, già raccontato dal Baco, sono state registrate 3.225 violazioni al Codice della strada. Nello stesso anno gli agenti hanno rilevato 61 incidenti, 45 dei quali con feriti, oltre a 65 sanzioni per l’utilizzo del cellulare alla guida, 151 per il mancato uso delle cinture e 343 per il passaggio con il semaforo rosso.
Per Paola Boscaini, che dalla guida del Comune di Bussolengo è arrivata alla Camera dei deputati e continua a mantenere un forte legame politico con il territorio, l’intervento del 16 settembre porta dunque dentro il dibattito parlamentare una posizione precisa: utilizzare la proroga non per moltiplicare ulteriormente norme e divieti, ma per arrivare a una revisione più organica del sistema, con prevenzione, proporzionalità delle sanzioni e sicurezza stradale tra i punti indicati come prioritari. La parola passa ora al Governo, chiamato a esercitare la delega entro il nuovo termine stabilito dal Parlamento.
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