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Sono passati tre mesi della manifestazione Sona F&W Festival e, fatti per bene i conti delle entrate e delle uscite, è ora di bilanci. Un breve riepilogo di cosa è stata la manifestazione e sulle sue finalità è doveroso, a favore di chi non ha avuto il piacere di frequentarla o di chi ne sente parlare per la prima volta.

Il Sona Food & Wine Festival è una manifestazione enogastronomica che si è svolta dal 15 al 20 giugno scorso presso il Mercato Ortofrutticolo di Sona e Sommacampagna. Ha avuto come protagonisti il territorio e le persone del Comune di Sona.

Una doverosa precisazione, necessaria per confutare una serie di dubbi ed errate affermazioni emerse: il Sona F&W Festival non ha il connotato di una sagra di frazione. In quanto tale non nasce quindi né in contrapposizione né in alternativa a qualsiasi evento locale che allieta le estati dei nostri paesi. Qualsiasi accostamento venga fatto quindi non è corretto.

La parola d’ordine sin da subito è stata: concertazione. Tra l’Amministrazione Comunale, la Consulta del Commercio e la Proloco del nostro comune.

Con un obiettivo dichiarato, quello di dare spazio alle realtà produttive del territorio concedendo loro di mettersi in mostra e presentare i propri prodotti enogastronomici alla popolazione.

Una vetrina importante, in un bel contesto, articolata in uno spazio temporale di circa una settimana, allietata da eventi musicali serali e sostenuta dal supporto di collaboratori professionali e diversi volontari. Al centro dell’attenzione le realtà imprenditoriali del nostro territorio e la loro offerta. Una connotazione abbastanza diversa da quella di una sagra, la cui base è costituita da una presenza quasi esclusiva di associazioni e volontari.

Parlando di numeri qui sotto il rendiconto gestionale economico della manifestazione, suddiviso tra Oneri e Proventi con l’indicazione del risultato gestionale finale.

rendiconto

Chiediamo a Luca Foroni, Presidente della Proloco di Sona (uno degli enti organizzatori), un commento sul risultato ottenuto e una breve analisi sulla manifestazione e sui punti di forza e di debolezza che la stessa ha fatto emergere.

Presidente Foroni, un risultato economico negativo…

Si, da una prima osservazione salta all’occhio il risultato negativo finale di 1.727€ circa. E’ un risultato che, tutto sommato, non spaventa più di tanto il comitato organizzatore. Nelle intenzioni iniziali c’era ovviamente un obiettivo dichiarato di raggiungere un utile di esercizio o quantomeno il pareggio, nella più rosea delle previsioni. Essendo questa la prima edizione, che notoriamente porta con sé tutte le difficoltà della prima volta, non è da considerare un risultato negativo in assoluto, perché dietro questi numeri, che vanno letti ed interpretati nella loro completezza, ci sono valori umani ed economici e risultati raggiunti di prim’ordine.

A suo parere quali i fattori che hanno inciso maggiormente su questo risultato?

Il tempo atmosferico non ci ha dato una mano. E’ stato uno dei giugno più piovosi che si ricordino, con frequenti temporali serali che hanno funestato non solo il Sona F&W ma tutte le manifestazioni all’aperto che si svolgevano in quel periodo. Sabato 18, che doveva rappresentare il clou della manifestazione in termine di accessi di ospiti, ci siamo beccati un temporale micidiale. Ha piovuto a dirotto fino alle 23, e nonostante ciò, per assurdo, è stata la serata che ha fatto registrare l’incasso maggiore! Non oso pensare cosa sarebbe potuto succedere in condizioni ottimali. Anche il venerdì sera è stato accompagnato dalla pioggia e le previsioni del tempo non erano certo favorevoli nemmeno per le altre serate. Ma nonostante tutto siamo stati onorati da un afflusso incredibile di ospiti. E’ innegabile però che il tempo atmosferico ha inciso non poco sul risultato negativo.

Parlando di numeri: soddisfatto degli incassi?

In qualsiasi manifestazione è impossibile prevederli perché dipendono ovviamente dall’afflusso di ospiti. Si possono fare delle previsioni su base storica, ma non nel nostro caso essendo alla prima edizione. Sicuramente ora abbiamo un benchmark per la prossima edizione. Il rammarico su cosa sarebbe potuto essere se la manifestazione si fosse tenuta ad esempio tra luglio e le prime settimane di settembre, baciate dal bel tempo, c’è. Ma con il rammarico non si va da nessuna parte e di cose positive di cui parlare ce ne sono tante.

Per quanto riguarda gli oneri si notano alcune voci per certi versi inusuali, ad esempio quelle relative alle spese per il piano sicurezza o per la vigilanza armata

Uno dei prerequisiti fondamentali della manifestazione, condiviso da tutto il comitato organizzatore, era quello che la stessa seguisse canoni organizzativi improntati alla sicurezza e alla prevenzione. E’ per questo che è stato stilato un preciso piano di emergenza concordato e condiviso con i tecnici e i responsabili di Acque Vive, la municipalizzata che amministra l’intera struttura e che è partecipata al 50% dai Comuni di Sommacampagna e Sona. Non solo: durante tutte le serate era presente un responsabile del piano che ne controllava la rigida applicazione e interveniva in caso di bisogno. Per fortuna è andato tutto bene, ma posso assicurare che questa presenza costante ha garantito un senso di sicurezza e protezione diffuso sia tra gli operatori sia tra gli ospiti. Per questo tipo di servizio ci siamo rivolti a professionisti in materia. Su questi argomenti non si scherza: ci sono precise responsabilità in chi organizza l’evento e la legge, come sappiamo, non ammette ignoranza. E poi, sinceramente, è anche un questione etica e morale: garantire la sicurezza di un evento è un preciso dovere verso tutte le persone che, a vario titolo, vi partecipano. Per la qualità del piano sicurezza e della sua attuazione ci è stato riconosciuto anche il bollino di qualità di ”Evento sicuro”.

Luca Foroni presidente pro loco 2013
Il Presidente della ProLoco di Sona Luca Foroni

A queste voci poi aggiungiamo la Protezione Sanitaria e l’Antincendio.

Certo, queste garanzie sono presenti in tutte le manifestazioni, quindi anche la nostra. Diciamo che le abbiamo rese evidenti perché tutte saldate a seguito di presentazione di ricevute e fatture e quindi tutte tracciate e tracciabili.

Vediamo anche una voce “tasse (IVA 5% incassi)”

Sì. La cassa e la rendicontazione è stata gestita interamente da Proloco. Pur essendo una Associazione di Promozione Turistica siamo assoggettati, per questo tipo di manifestazione, ad una tassazione del 5% dei corrispettivi incassati. Tutto quanto è stato incassato è stato regolarmente versato su un Conto Corrente della Proloco. Anche qui tutto tracciato e tracciabile. E quindi, di conseguenza, tutto sottoposto a regime fiscale vigente. E’ uno dei dogmi che si siamo dati in fase di organizzazione dell’evento: oltre alla sicurezza un altro argomento su cui ci sarebbe stata la massima trasparenza e correttezza sarebbe stato tutto concerne l’aspetto fiscale.

Alcuni oneri “ammortabili” anche sul prossimo anno?

Si. Ad esempio le magliette dello staff, che riutilizzeremo anche l’anno prossimo. Il piano sicurezza, a meno di cambianti nella struttura ospitante, sarà più o meno lo stesso l’anno prossimo, di conseguenza potremo agire delle economie di scala. Ipotizzando una affluenza su base storica potremo magari a priori avere un’idea dei volumi di acquisto di materie prime, per cui potremmo mettere in atto delle trattative di prezzo di acquisto.

Oltre ai numeri, che in quanto tali sono per definizione “sterili”, quale altra eredità arriva dal Sona F&W Festival?

Come detto sopra, il Festival è nato sotto la stella della concertazione. Proloco, Consulta del Commercio e l’Amministrazione Comunale si sono messi assieme per creare questo evento. Non ci sono state costrizioni di sorta o convenienze di parte. Il tutto è filato via sotto il segno della collaborazione, anzi della “complice collaborazione”, del mutuo e reciproco sostegno, su un terreno di stima e fiducia reciproca. Forse questa è l’alchimia più splendida di questa avventura. Questa alchimia è stata trasmessa poi in maniera naturale, dal tavolo della concertazione, alla manifestazione. Anche qui è nata una splendida collaborazione con tutti i collaboratori e i volontari senza i quali, è doveroso dirlo, il festival sarebbe rimasto sulla carta.

Un mix di volontari e collaboratori quindi.

In realtà una netta preponderanza di collaboratori remunerati, visto anche il taglio che si è dato alla manifestazione: al centro dell’attenzione le realtà imprenditoriali, il loro servizi e i loro prodotti. Essendoci un volano economico in gioco era corretto che ci fosse anche unarete di collaboratori professionali a supporto. Oltre a questi però anche diversi volontari. Da questo punto di vista la rete delle Associazioni del nostro territorio, quando serve, non si smentisce mai. Ma senza confronti o attriti, gli uni e gli altri fianco a fianco ognuno nel proprio ruolo. Per quanto riguarda i collaboratori è stata creata anche l’opportunità per dare sostegno a persone disoccupate, in mobilità o in difficoltà economica momentanea. Il tutto concertato con i Servizi Sociali del Comune di Sona. Da questo punto di vista il Sona F&W Festival è stata una opportunità di sostegno concreto. Sono stati reclutati anche 20 ragazzi, per la maggior parte studenti provenienti del nostro Comune, a supporto delle attività di distribuzione, raccolta degli ordini e pulizia dei tavoli. A loro è stato riconosciuto un contributo economico di piccola portata, in considerazione del budget disponibile, ma comunque importante. Abbiamo dato un segnale di riconoscimento al loro lavoro e un segnale che l’impegno personale deve essere gratificato. Durante le serate questi ragazzi sono stati straordinari.

E le realtà imprenditoriali coinvolte?

Dai feedback ricevuti direi molto soddisfatte. L’obiettivo di creare loro una vetrina in cui mettersi in mostra è stato attuato. La possibilità di far conoscere i propri servizi e i propri prodotti è stata data. Loro stessi si sono messi gioco nel loro campo d’azione. Nel reparto ristorazione l’offerta era ampia e variegata. L’allestimento dei Villaggio dei Sapori, caratterizzato dalle casette in legno messe gentilmente a disposizione dal Comune di Sommacampagna, ha dato un ulteriore tocco di eleganza, accoglienza e calore alla manifestazione. Oltre a costituire una opportunità per imprenditori del settore per mettersi in gioco. Alcuni imprenditori, a seguito della vetrina del Sona F&W, sono stati contattati per replicare quanto fatto presso altri eventi del territorio. Idem dicasi per i consulenti che hanno redatto e supervisionato il piano sicurezza.

Non erano però presenti solo imprese del territorio…

E’ una osservazione che accogliamo, tutte le critiche vanno accolte, ci mancherebbe… Ma poi vanno soppesate e contestualizzate. La possibilità di noleggiare una casetta dei sapori è stata data a tutti gli esercizi commerciali del nostro territorio. Alcuni hanno colto l’opportunità, altri hanno declinato. In assoluta libertà di scelta. Ci siamo trovati quindi nella situazione di avere spazi disponibili e li abbiamo assegnati a chi si è fatto avanti. E in questo si è concretizzata un’altra opportunità: quella di incontrare persone in gamba, disponibili, appassionate del loro lavoro, capaci di proporre pietanze di ottima qualità, complici del clima di festa e spontaneità che si è creato. Una alchimia non immaginata all’inizio e non costruita, nata spontaneamente. Diciamo che il villaggio dei sapori, alla fine, è diventato la passerella non solo per i prodotti del territorio ma, principalmente, per il prodotto principe del paese Italia: il “fantasia-simpatia-qualità” al servizio del cliente.

Per quanto riguarda la location, qualcuno ha storto il naso per il fatto che la manifestazione non si sia tenuta nel Comune di Sona.

Anche questa è una osservazione che ci è stata posta. Non esiste, a Sona, una struttura che abbia una capienza, una logistica (300 metri dal casello dell’autostrada), una disponibilità di spazio coperto e non, una disponibilità di parcheggio, una distanza dai centri abitati come il Mercato delle Pesche sito a Sommacampagna. Sotto tutti i punti di vista l’ideale per un evento come il Sona F&W ma anche per altri futuri. Sul fatto che una struttura così non sia a Sona non mi esprimo, ma aggiungo però delle considerazioni: è una struttura di proprietà condivisa al 50% tra il nostro Comune e Sommacampagna, quindi è “anche nostra”. A mio avviso la struttura presso cui si realizza un evento è “uno strumento” per poterlo realizzare, le persone, con il loro impegno, la loro passione e la loro presenza sono il cuore pulsante dell’evento. La priorità è permettere al cuore pulsante di battere. Il dove viene dopo o può essere relativamente importante, ammesso ovviamente che sia un luogo sicuro, accogliente, comodo e possibilmente “caloroso”.

Il prossimo anno quindi pensate di riproporla?

L’esperienza 2016 dice di sì. Anche se non nascondiamo che è una grande fatica ed è richiesto un impegno straordinario a tutti. Ma con la squadra al completo non ci spaventa niente.

Un ringraziamento a qualcuno in particolare?

Nel farlo singolarmente sicuramente mi dimenticherei di qualcuno. Quindi non faccio un elenco di nomi. Una citazione però la devo fare ed è un ringraziamento rivolto a tutti: i membri della Consulta del Commercio, dell’Amministrazione Comunale e della Proloco di Sona che hanno voluto fortemente questo evento, che ci hanno speso tempo e passione, che hanno creduto in quello che facevano, che sono stati dei visionari. Loro sono stati la scintilla primordiale del Sona Food & Wine Festival. E poi a tutti i volontari che hanno prestato la loro preziosissima ed insostituibile opera. E per ultimi, ma non ultimi, tutti gli ospiti che ci hanno onorato della loro presenza. Il cerchio si chiude solo se tutti assieme lo chiudiamo.