Beatrice, l’italiana (e lugagnanese) responsabile della comunicazione estera della Provenza-Alpi-Costa Azzurra

Prosegue la rubrica “Sona-Mondo, andata e ritorno” con l’approfondimento della conoscenza di una giovane che ci racconta il suo percorso di studio e la sua vita professionale. L’esperienza che descrive combina il bisogno di realizzazione personale con il desiderio di immaginare un futuro di nuovo in patria. La protagonista di questa intervista è Beatrice Manzato di Lugagnano.

Iniziamo con una breve presentazione del tuo percorso di studi dalle scuole superiori.
Dopo il diploma al liceo linguistico Galileo Galilei a Verona ho studiato Scienze Politiche Economiche e Sociali all’università Statale di Milano. Durante la triennale ho avuto l’opportunità di trascorrere un semestre in Francia, all’Istituto di Studi Politici di Grenoble, grazie al progetto Erasmus. Ho infine frequentato un Master di secondo livello, in Commercio Internazionale, con corsi in inglese, alla Kedge Business School di Marsiglia.

Ci spieghi da dove ha origine la ricerca di un’esperienza all’estero?
Dopo la laurea triennale, visto che il mio corso di laurea non prevedeva tirocini obbligatori, ho sentito il bisogno di fare una prima esperienza lavorativa internazionale nell’ambito in cui avevo studiato, puntando alle Camere di Commercio Italiane all’estero. La Camera di Commercio Italiana a Marsiglia ha accettato subito la mia candidatura per un breve stage di quattro mesi e tutto è partito da lì. Sono rimasta incantata da Marsiglia, città viva e mediterranea, con una storia greca e romana, capitale di una regione altrettanto intrigante come la Provenza e la Costa Azzurra.

Conclusi gli studi quali opportunità di lavoro hai incontrato?
Dopo due brevi esperienze di lavoro nel settore turistico, prima in front office e poi in agenzia, ho deciso di completare il mio percorso di studi con un Master. Grazie alla reputazione locale della scuola che ho frequentato, ho trovato rapidamente uno stage all’ufficio turistico di Marsiglia, che nel 2013 era appena stata Capitale Europea della Cultura. Mi sono sempre interessata al mondo del giornalismo ma non avevo mai considerato la professione di ufficio stampa, che ho scoperto lavorando. Dopo un periodo di un anno e mezzo a livello municipale, mi sono spostata a livello provinciale, sempre occupandomi di comunicazione, ufficio stampa, promozione e marketing. Oggi ricopro il ruolo di addetta stampa per l’ente regionale del turismo della regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra. Il mio ruolo consiste nel relazionarmi con la stampa internazionale per promuovere un’immagine positiva della destinazione, integrando tutte le sfide e i limiti attuali del turismo: turismo di massa, picchi di visitatori durante la stagione estiva, equilibrio turismo-ambiente e turisti-abitanti.

Entrando più nella dimensione sociale di questa tua esperienza, come si vive in Francia, ed in particolare a Marsiglia?
Ovviamente bene, altrimenti non sarei ancora qui. E’ una grande città, con molte spiagge in pieno centro, il parco nazionale delle Calanques alle porte e un tessuto multiculturale interessante. E’ formata da 111 paesini che si sono nel tempo agglomerati per formarla, di cui la maggior parte mantiene ancora oggi una vita di quartiere. Non è la tipica città francese. Alcuni la comparano a Genova o a Napoli. La somiglianza c’è, ma sono identità completamente diverse. Sicuramente è lontana anni luce da Verona, che è una città molto più elegante e dove le stratificazioni storiche sono più evidenti. C’è da dire che il centro storico è stato fatto esplodere dai nazisti prima della Liberazione. Ci sono sicuramente tantissime influenze italiane. Più o meno la metà delle persone che conosco ha un cognome italiano, forse anche per questo mi sono sentita a casa fin da subito. La maggior parte degli italiani sono emigrati nella regione prima o durante il fascismo, per sfuggirne alle violenze, oppure hanno lasciato la povertà in cerca di un futuro migliore, la maggior parte da Piemonte, Campania e Sicilia, ma anche Veneto.

A questo punto di questa tua esperienza internazionale, cosa preferisci della Francia e cosa di Lugagnano?
In Francia, il sistema lavorativo, anche per un ente semi pubblico come quello in cui lavoro, è flessibile. Non ci sono bandi, ma semplici offerte di lavoro per entrare, l’equilibrio vita-lavoro è preso in considerazione, per esempio la settimana lavorativa è di 35 o 39 ore settimanali, si hanno 5 settimane di vacanze minimo, più un giorno al mese se si lavora 39 ore, il datore di lavoro è obbligato a prendere a carico almeno il 50% della copertura sanitaria, che è affidata ad aziende private ed è a pagamento qui in Francia per tutti i servizi sanitari extra, e a rimborsare il 50% del costo del trasporto pubblico. Anche il sistema di disoccupazione funziona piuttosto bene. Poi vi sono tutti i valori forti della Francia, come la laicità e la valorizzazione della cultura. I media sono molto più super partes e informativi piuttosto che sensazionalistici e nostalgici come in Italia. Ovviamente adoro vivere al mare e abitare in una regione mitica come la Provenza: Per me c’è qualcosa da scoprire quasi ogni giorno, grazie anche al lavoro che faccio. Di Lugagnano preferisco la dimensione del paese, il senso di comunità, il fatto di conoscere bene la sua storia, le sue tradizioni, di avere un nucleo familiare vicino e gli amici e le amiche con cui sono cresciuta. Ho un bellissimo rapporto con i miei genitori e so che manco loro molto come loro mancano a me. La mia famiglia, da secoli, non si è mai spostata dalla zona compresa tra i paesi di Lugagnano, Sona, i Salvi, San Massimo, Sommacampagna: È difficile fare radici altrove quando il richiamo alla tua terra e la tua storia è così forte. E, ovviamente, dell’Italia preferisco la sua gastronomia, le sagre… e le pasticcerie!

Come vedi il tuo futuro? In Francia o in Italia?
Ho sempre saputo di non volere stare in Francia per un lunghissimo periodo. Mi sembra passata un’eternità da quando sono partita. Mi piacerebbe provare a tornare nei prossimi anni, ovviamente dovrei trovare prima un’opportunità lavorativa che mi soddisfi. Ho delle amiche che sono tornate dopo anni all’estero e che sono poi ritornate a vivere all’estero e questo mi fa paura. Vorrei calibrare bene il mio ritorno. Anche se non è detto che sia definitivo perché il tempo in cui si aveva una casa, un lavoro e si restava in un unico luogo per tutta la vita è finito da tempo per noi millennials e ancora di più per la generazione Z.

Concludiamo con un messaggio a quei giovani che devono fare scelte di studio e di vita ed hanno bisogno di un consiglio. Che cosa ti senti di dire loro?
Sicuramente consiglio un’esperienza all’estero e di imparare le lingue, almeno l’inglese bene e, perché no, una terza lingua. Consiglio di uscire presto dalla loro comfort zone e di diventare autonomi. Di ascoltare profondamente la propria vocazione, in base alle attitudini e alle competenze che si sentono più proprie. Di riflettere bene e di prendere tempo se non si hanno le idee chiare e di chiedere l’aiuto di esperti, docenti, genitori. Di non forzare mai niente solo per ripiego o per cercare una via più sicura o dove si troverà più lavoro “per sentito dire”. Se si è appassionati e costanti si riesce, presto o tardi. Consiglio anche di approfittare dei momenti vuoti, magari per viaggiare un po’, per fare visita agli amici lontani, tra un lavoro e l’altro, di non fare qualsiasi lavoro solo per riempire un curriculum. E consiglio di godersi appieno la giovinezza! Gli anni tra i 20 e i 30 passano in un battere di ciglia.

Enrico Olioso
Nato a Bussolengo il 16 agosto 1964, risiede dall’età di 5 anni a Sona (i primi 5 anni a Lugagnano). Sposato con due figli. Attivo nel mondo del volontariato fin dall’adolescenza, ha fatto anche esperienza di cooperazione sociale. È presidente dell’associazione Cav. Romani, socio Avis dal 1984 e di Pro Loco Sona dal 2012. Fa parte della redazione di Sona del Baco da Seta dal 2002. È tra gli ideatori del progetto Associazioni di Sona in rete attivato nel settembre 2014 e del progetto Giovani ed Associazioni attivato nel 2020.