Bardolino, caccia alle e-bike tra siepi e lungolago: due arresti in Rivalunga

La scena, a Bardolino, è di quelle che si capiscono prima con gli occhi e poi con le carte: il centro, la passeggiata Rivalunga, un parcheggio a due passi dal lago e due uomini che non sembrano lì per godersi l’aria di aprile. Si muovono, si parlano, si fermano, si appostano. Per i Carabinieri della Stazione di Bardolino, impegnati in un servizio di controllo del territorio contro i reati predatori, quel modo di stare in strada “stona” e basta poco perché l’attenzione si trasformi in osservazione vera e propria.

È la sera del 12 aprile quando i militari notano i due soggetti conversare tra loro con fare sospetto e sostare nei pressi del parcheggio all’altezza della Rivalunga. Decidono di seguirne i movimenti a distanza. A un certo punto, i due si spostano dietro una siepe e riappaiono poco dopo: non più a piedi, ma in sella a due e-bike. Un dettaglio che, nell’immediato, fa scattare il sospetto di un’origine illecita dei mezzi.

In supporto arriva anche un equipaggio del Radiomobile dei Carabinieri di Peschiera del Garda. A quel punto il tentativo di allontanarsi “velocemente” alla vista dei militari non basta: i due vengono bloccati. Secondo la ricostruzione riportata, l’operazione consente di recuperare le due biciclette elettriche, stimate di valore “importante”, circa 9 mila euro, e di restituirle subito alla proprietaria, indicata come una turista.

I due fermati sono un 34enne di nazionalità moldava e un 28enne italiano, entrambi descritti come già noti alle forze dell’ordine. Per loro scatta l’arresto in quanto gravemente indiziati di furto aggravato in concorso. Durante la perquisizione vengono rinvenute due chiavi a brugola e altri oggetti ritenuti verosimilmente utili alla manomissione dei lucchetti: un passaggio che dà corpo, nella ricostruzione, all’ipotesi di un’azione rapida e “da attrezzi”, consumata in pochi minuti e in un punto dove la normalità del passeggio può diventare copertura.

Informata la Procura della Repubblica di Verona, i due vengono trattenuti nelle camere di sicurezza del Comando Compagnia di Peschiera del Garda in attesa del rito direttissimo. Nella mattina del 13 aprile l’Autorità giudiziaria dispone il trasferimento davanti al giudice del Tribunale scaligero: l’arresto viene convalidato, l’udienza viene rinviata a maggio e per entrambi viene applicata la misura cautelare dell’obbligo di firma presso la Polizia giudiziaria.

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