V per Veronica: Un lutto rende consapevoli di ciò che si ha e che non deve essere sprecato. Una riflessione dopo la tragedia di San Giorgio in Salici

Sebbene sia la tragedia più dura che un uomo possa vivere, un lutto fortifica, rende consapevoli di ciò che si ha e ciò che non deve essere sprecato per niente al mondo. Si smette di interrogarsi, si smette di combattere la morte a tutti i costi, e si vive con una marcia in più, anche con l’aiuto di chi non c’è più, ma che ha comunque lasciato un segno, quasi a ricordare a tutti noi, da morto, come si deve vivere.

V per Veronica. Siamo aerei o stelle cadenti? Il valore della costanza

Nella scuola come nella vita, la costanza non è mai stata il mio forte. Posso nominare decine di interessi che mi hanno stimolato nella vita, ma quelli che ho mantenuto per anni sono meno delle dita di una mano. Mi ci vuole dunque molto impegno per tenere le fila e mantenere sempre vivo l’interesse in ciò che faccio, e soprattutto deve essere uno stimolo molto forte.

V per Veronica: tutti i motivi del mio blog (senza essere un supereroe)

Ho scoperto mio malgrado che la scelta di un nome per un blog è un’impresa assai ardua. È un po’ come creare un abito: deve essere accattivante, deve incuriosire e al contempo trasmettere la sicurezza di chi si espone vestendolo, anche a rischio di ricevere qualche critica. Inoltre, esattamente come un abito, scegliere un nome implica il saperlo portare senza tradire il suo significato implicito, saperne reggere il peso. Fare dunque un gioco di parole? Un riferimento storico? O letterario? Richiamare il proprio nome? E deve essere pertinente con ciò di cui si ha intenzione di parlare? Che poi, di cosa ho intenzione di parlare?

Ma chi è veramente un papà? Tanti auguri a chi è stato ed è ancora presente nelle nostre vite

Chi festeggiano queste persone nella giornata di oggi? Nessuno, apparentemente. A me però piace pensare che festeggeranno la persona presente nella loro vita che meglio reincarna tale descrizione, quella stessa persona che, proprio come San Giuseppe per Gesù, ha rivestito il ruolo di padre, anche se non lo era a tutti gli effetti. Perché per essere un buon padre non conta la genetica, o l’anagrafe, ma la presenza, l’affetto e l’esempio.

“Quella corsa una scommessa con me stessa”, Stefania di Lugagnano alla Maratona di New York

“Sul volo per New York vedevo altri partecipanti, sento i loro discorsi come “mi sono allenato per concludere in 3 ore e mezza”, “ho comperato un nuovo modello di scarpe con il gel e gli ammortizzatori” e qualche altra diavoleria che proprio non conosco, oppure “ho seguito una tabella di allenamento con tabella alimentare annessa” mi veniva da sorridere e da chiedermi “cosa sto facendo?”