Un avvertimento dall’AVIS: “Attenti agli sms fasulli”

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L’Addetto Stampa dell’Avis Sezione di Lugagnano Pietro Valbusa ci invia un comunicato del Presidente Regionale dell’AVIS, che definitivamente chiarisce come siano prive di fondamento le catene di sms che talvolta arrivano sui cellulari segnalando fantomatici casi di urgentissima ricerca di sangue. Le strade da seguire sono altre.

 

Periodicamente arriva un sms sui cellulari. In questi giorni molte persone nella provincia di Treviso, Venezia e Vicenza hanno ricevuto sul proprio telefonino il messaggio: “Bimbo di 17 mesi necessità di sangue B positivo per leucemia fulminante. Tel. 3282694447 R… C….. Fai girare il mess. è urgente.” E il tam tam dei messaggini ha inizio. Potrebbe sembrare un grido l’allarme. Ma in realtà si tratta di una “bufala”, una notizia inventata. Una bugia che approfitta della generosità delle persone oneste. La risposta ai preoccupati cittadini, vittime ancora una volta di questi “giochi digitali pericolosi”, arriva dall’Authority che in Italia è preposta al coordinamento della medicina trasfusionale ed al controllo sulla sicurezza del sangue.

 

Il direttore del CNS, Giuliano Grazzini, unitamente ai Presidenti delle 4 associazioni e Federazioni di volontariato Sangue(Avis, CRI, Fidas, Fratres), raccomanda di ignorare tali sciacallaggi,invitando alla riflessione: “Il sistema trasfusionale italiano è basato sulla donazione volontaria, altruistica e non remunerata, ma soprattutto governata da meccanismi di controllo regionale da una legge dello stato. Anche il sangue “raro” viene mappato. Questo significa che gli operatori sanno dove andare a cercare il sangue che serve.

 

Mai nessuno si sognerebbe dinanzi ad emergenze di instaurare una simile catena di presunta “solidarietà”. L’uso degli sms al massimo può riguardare il contatto personale e protetto da privacy che l’associazione di volontariato può effettuare per chiamare il volontario che ha firmato la liberatoria, in caso di richiesta urgente di donazione, sempre allo scadere del periodo di legge previsto tra una donazione e l’altra (3 mesi per gli uomini e per le donne, con 4 donazioni massime all’anno per i primi e 2 per le seconde),ma si tratta di casi eccezionali e personali.

 

Altro elemento di grande importanza è che il sistema trasfusionale regionale veneto si avvale di associazioni di volontariato (Avis, Abvs e Fidas) ben radicate nel territorio e di donatori volontari periodici, ovvero persone che donano gratuitamente il loro sangue alcune volte all’anno con regolarità. La periodicità della donazione è un elemento molto importante per la sicurezza del sangue, perché i donatori periodici sono controllati più volte all’anno, sia clinicamente che mediante gli esami per la prevenzione della trasmissione di malattie con la trasfusione. Ecco, quindi, perché il nostro sistema ha come obiettivo prioritario l’autosufficienza programmata: per far fronte a tutte le necessità, anche in emergenza, e per mettere in atto tutti gli strumenti per la sicurezza trasfusionale.

 

E per questo riteniamo importante raccomandare a tutti i cittadini di rivolgersi sempre agli interlocutori interessati, e non lanciare sia pur generose catene di messaggi, che diventano inevitabilmente incontrollabili e continuano a girare sui mezzi elettronici per lunghi periodi, generando false suggestioni ed aspettative. Posta la falsità di tali appelli, invitiamo i cittadini che vogliono liberamente aderire alla donazione, ad informarsi presso i Centri Trasfusionali delle Strutture Ospedaliere e presso le sedi delle associazioni di volontariato sangue della propria città.

 

Ricordiamo che le emergenze sangue non vengono affrontate con gli SMS. Questi appelli sono infondati e che non c’e’ alcuna emergenza sangue. Inoltre si diffida chiunque dal proseguire questa catena.

 

AVIS REGIONALE VENETO
Il Presidente
Alberto Argentoni
info@avisveneto.it