Aspeco, il Cda prende forma tra Villafranca, Caprino e Sona

Male speaker in a gray suit holds a microphone at a podium during a conference, with empty chairs on stage and an audience in the foreground.

La nuova macchina dell’ovest veronese adesso ha un volto, anzi più di uno. Dopo mesi di percorso politico e amministrativo, Aspeco comincia a uscire dalla stagione delle carte e delle intenzioni per entrare in quella, molto più concreta, delle responsabilità e delle scelte.

Oggi è stato votato il consiglio di amministrazione della nuova azienda speciale consortile, l’ente pubblico nato per mettere in rete la gestione dei servizi sociali in un territorio vasto e delicato, che unisce 37 Comuni e guarda a un bacino di oltre 300 mila cittadini.

Alla presidenza è stato eletto Nicola Terilli, che è anche consigliere a Villafranca di Verona. Un passaggio che dà subito il segno della geografia politica e amministrativa di Aspeco: un organismo costruito per tenere insieme realtà diverse, pesi territoriali differenti e bisogni che vanno dalla fragilità sociale ai servizi educativi, passando per l’assistenza alle famiglie e la programmazione del welfare locale.

Nel nuovo assetto Erica Vianini, vicesindaca del Comune di Caprino Veronese, è stata indicata come vicepresidente.

La direzione provvisoria è stata invece affidata a Massimo Giacomini, figura che conosce da vicino questo terreno, visto il ruolo di responsabilità che già ricopre nei servizi sociali, scolastici ed educativi del Comune di Sona. Nel Cda è stata eletta anche Alessandra Mazzi, consigliera del Comune di Sona.

Il quadro, insomma, comincia a comporsi. E non si tratta di un passaggio secondario. Aspeco nasce infatti dentro una trasformazione profonda: il nuovo ente è stato pensato per superare il vecchio modello di gestione delegata all’Ulss e accompagnare i Comuni verso una gestione diretta e associata dei servizi alla persona.

È qui che il voto di oggi acquista un peso che va oltre i nomi. Perché quando si nomina un Cda non si riempiono soltanto caselle: si decide chi dovrà guidare una struttura chiamata a reggere una materia sensibile, dove ogni scelta amministrativa tocca vite reali, famiglie, minori, anziani, persone fragili, scuole e comunità locali. Il passaggio da progetto a organismo operativo è sempre il più delicato. E Aspeco, da questo momento, dovrà dimostrare di saper stare in equilibrio tra rappresentanza politica, tenuta tecnica e capacità di risposta.

La vicesindaca e assessora al sociale del Comune di Sona Monia Cimichella, sentita dal Baco, commenta così queste nomine. “Ringrazio il sindaco Dalla Valentina che con generosità e tenacia ha traghettato questo progetto non semplice guardando al bene non solo del Comune di Sona ma dei 37 Comuni del nostro distretto, a dimostrazione che lo sguardo debba essere ampio e non ristretto perché diventiamo tutti parte di un unico grande bacino che comprende 300mila abitanti. Auguro anche buon lavoro alla Consigliera Alessandra Mazzi per questo nuovo ruolo che siamo certi svolgerà benissimo”. 

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“Massimo Giacomini – prosegue la vicesindaca Cimichella – assumendo questo ruolo segue la sua naturale vocazione a lavorare in rete con le persone cosa che sa fare in maniera instancabile, un ruolo per il quale si è preparato per anni studiando e lavorando in maniera ineccepibile nel nostro Comune. Stiamo organizzando un passaggio di consegne che quindi non ci trova impreparati sapendo che e’ una persona sulla quale contare”. 

Il percorso che ha portato alla nascita dell’azienda era stato annunciato nei mesi scorsi come uno dei cambiamenti più rilevanti per il distretto ovest veronese. La formula scelta è quella dell’azienda speciale consortile, uno strumento pensato per unire autonomia gestionale e coordinamento tra amministrazioni, con l’obiettivo di dare più omogeneità e più forza a servizi spesso frammentati.

Adesso però viene la parte che conta davvero. Perché i nomi sono il primo mattone, non il palazzo. E il compito del nuovo vertice sarà proprio questo: trasformare un’architettura istituzionale complessa in una struttura capace di reggere il quotidiano, senza smarrire il legame con i territori che l’hanno fatta nascere.

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