Coronavirus. Arcobaleni di speranza: ecco i bellissimi disegni dei bambini di Sona. “Andrà tutto bene”

Gli italiani stanno resistendo al diffondersi del Coronavirus mettendo in atto quello che a loro riesce meglio da sempre: l’espressione artistica. Così, venerdì 13 alle 18, è partito un flashmob musicale: in tutta Italia si è formato spontaneamente un grande concerto collettivo, in cui tutti i musicisti, chiusi nelle proprie case ma con le finestre aperte, hanno diffuso melodie che tutti avessero la possibilità di sentire.

Altra bella iniziativa che ha coinvolto tante città italiane è quella degli Arcobaleni della speranza. Le mamme e i papà hanno disegnato coi loro bambini arcobaleni su teli, striscioni, cartoncini da appendere ai balconi, alle finestre, alle porte delle proprie abitazioni, diffondendo un messaggio colorato e positivo: “Andrà tutto bene”.

Secondo la filosofa Michela Marzano questa è “una manifestazione di grande dignità e coraggio. E che fa riflettere tutti coloro che, fino ancora a qualche giorno fa, immaginavano che la paura si sarebbe inevitabilmente trasformata in panico. Ebbene, non è così. La paura c’è, ed è bene che ci sia; anche semplicemente perché è solo quando si ha paura che si è consapevoli di un pericolo, e che si vanno a cercare le energie per affrontarlo. Ma non è una paura che sta paralizzando gli italiani o che sta facendo loro perdere il controllo della situazione o il sangue freddo. Ciò che c’è di straordinario in #tuttoandràbene – che poi non è solo un hashtag, ma anche un messaggio che si trova in tutt’Italia disegnato con l’arcobaleno dai bambini su cartelloni e lenzuola appesi ai balconi delle finestre – è il coraggio con cui tantissime persone stanno affrontando la situazione drammatica in cui si trova il nostro Paese. Che è poi l’unico modo che gli esseri umani hanno per attraversare la paura e per far fronte all’emergenza, come spiegava bene già Aristotele.”

Affermare di non aver paura è da stupidi, non da coraggiosi. Tuttavia non bisogna farsi sommergere dal fiume della paura ma reagire, cercare di stare a galla, nuotare con tutte le forze che abbiamo. “I coraggiosi invece hanno paura, proprio perché sono realisti, ma nonostante la paura trovano il modo di andare avanti e di continuare ad aver fiducia in se stessi, negli altri e nel futuro”, sostiene la Marzano.

Ecco perché scaldano il cuore e aiutano a trovare forza tutte queste iniziative semplici ma piene valore, che stanno spontaneamente nascendo in Italia in questi giorni di emergenza.

Anche il nostro territorio sonese ha aderito con entusiasmo all’iniziativa degli Arcobaleni della Speranza e lo testimoniano le foto mandate al Baco, che pubblichiamo qui di seguito. Disegni semplici ma bellissimi e traboccanti di speranza, una speranza che oggi deve animarci tutti.

Anna Libardi, residente a Lugagnano, si è ispirata proprio a questa colorata iniziativa per regalarci una sua illustrazione, che fa da apertura e copertina a questo articolo.

Disegno di Giovanni e Lavinia Turatta.

Disegno di Elia Lusente.

Disegno di Victoria.

Disegno di Sofia.

Disegno di Sofia e Letizia.

Disegno di Nicole e Iris.

Disegno di Michele e Elena.

Disegno di Marta e Giorgia.

Disegno di Francesco.

Disegno di Marco e Manuel.

Disegno di Leonardo, Elia e Davide.

Disegno di Jacopo.

Disegno di Greta Radowski.

Disegno di Giulio.

Disegno di Giulia Toffali.

Disegno di Giulia e Micol.

Disegno di Giulia Corda.

Disegno di Mattia Gaiardo.

Disegno di Francesco ed Elisabetta.

Disegno di Chiara, Cristina e Giulia.

Disegno di Aurora Fava.

Disegno di Asia e Thomas Bonvini

Disegno di Ariella.

Disegno di Anna.

Disegno di Federico ed Elisabetta.

Disegno del personale ATA della scuola Anna Frank di Lugagnano.

Disegno di Edoardo, Giorgio e Carlotta.

Disegno di Leonardo e Alice.

Chiara Giacomi
Nata a Verona nel 1977, si è diplomata al liceo classico e ha conseguito la laurea in Lettere presso l'Università di Verona. Sposata, con due figli, insegna Lettere presso il Liceo Medi di Villafranca. Lettrice appassionata, coordina il Gruppo Lettura della Biblioteca di Sona.