Le hanno fatto credere che un familiare fosse nei guai, poi si sono fatti consegnare gioielli e denaro contante. Dalla denuncia di un’anziana del Villafranchese è partita l’indagine che ha portato all’arresto di un 51enne residente nel Napoletano, al quale i Carabinieri attribuiscono undici truffe commesse tra la provincia di Verona e altre zone d’Italia.
Una vicenda differente ma che richiama da vicino il caso raccontato dal Baco a Lugagnano, dove un’anziana era stata truffata con l’inganno della finta figlia in caserma. Il meccanismo fa leva sullo stesso punto: la preoccupazione per una persona cara, utilizzata per rendere credibile un’emergenza inventata e spingere la vittima a fidarsi.
L’inchiesta della Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Verona ha preso avvio nel marzo scorso. La donna del Villafranchese aveva denunciato di essere stata contattata telefonicamente da un presunto carabiniere, che le aveva prospettato il coinvolgimento di un parente in un arresto o in un incidente.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’uomo si sarebbe successivamente presentato nella sua abitazione, riuscendo a farsi consegnare tutti i gioielli e i contanti disponibili in quel momento. Non sono stati indicati il valore di quanto sottratto né il Comune nel quale è avvenuta la truffa.
La denuncia ha consentito ai militari di avviare gli accertamenti e di ricostruire gli spostamenti e la condotta del sospettato. I successivi riscontri hanno ampliato il quadro: al primo episodio si sono aggiunte altre due truffe commesse nella provincia di Verona tra aprile e maggio, oltre a otto ulteriori casi nel resto del Paese, caratterizzati dalle medesime modalità.
Sono quindi undici gli episodi complessivamente attribuiti al 51enne, tre dei quali nel Veronese. Un’indagine partita da una singola segnalazione e sviluppatasi attraverso il confronto con altri raggiri.
L’ordinanza di custodia cautelare in carcere, datata 21 settembre, è stata eseguita dai militari della Stazione Carabinieri Napoli Vomero Arenella, che hanno rintracciato e arrestato l’uomo.
Il precedente di Lugagnano riporta questa notizia dentro una realtà che anche il nostro territorio conosce: telefonate nelle quali i rapporti familiari vengono trasformati in uno strumento d’inganno. La falsa identità di un rappresentante delle forze dell’ordine e il racconto di un parente in difficoltà sono gli elementi attorno ai quali viene costruita la truffa.
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