Antonella Tortella di Lugagnano candidata nella lista Zaia: “Sona dovrà farsi sentire alle prossime elezioni regionali”

La corsa delle elezioni Regionali è ufficialmente iniziata il 22 agosto con la deposizione presso la Corte d’Appello di Venezia delle 19 liste per eleggere il Presidente e il Consiglio Regionale. Tra i candidati regionali che risiedono nel Comune di Sona compare, come avevamo anticipato in esclusiva, il nome di Antonella Tortella (nella foto Pachera), attualmente Consigliere comunale di minoranza a Sona della lista Lega – Salvini Premier.

Tortella è candidata nella lista del Governatore uscente, Zaia Presidente, coalizzata con l’intero centrodestra comprendente Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lista Veneta Autonomia.

Far parte della lista del Governatore – afferma Antonella al Baco – rappresenta per me un onore, ma allo stesso tempo mi rende consapevole della grande responsabilità a cui vado incontro”.

Pur appartenendo allo stesso partito, Zaia in Regione e Salvini sul territorio nazionale dettano due linee politiche diverse: l’uno più vicino al moderatismo pragmatico, l’altro a retoriche sovraniste e antieuropee. Che opinione ha in merito?

Ritengo che siano due linee che si completano, ma dovute soprattutto ai ruoli diversi che i due esponenti politici possiedono. Durante la presentazione delle liste non ho avvertito competizione in mezzo agli altri candidati, anzi, mi sono sentita parte di una squadra.

Quale altro elemento più oggettivo, a suo avviso, è prova di ciò?

L’idea di avere un obiettivo comune è importante per l’instaurazione di un gruppo coeso. Come ci hanno insegnato alla Scuola di formazione politica della Lega, è fondamentale avere una visione soggettiva, ma è altrettanto importante crederci e condividerla col resto del gruppo.

Torniamo a Zaia e Salvini.

Hanno due modi diversi di fare politica, ma ciò non significa che possano nascere fazioni diverse all’interno del partito.

L’emergenza sanitaria del Covid-19 ha cambiato il modo di far politica. Come giudica l’operato di Zaia in Regione?

Zaia si è preso veramente a cuore la salute dei cittadini, ha fatto un lavoro straordinario. È stato lungimirante da subito e ha in fin dei conti dettato la linea del Governo.

Se la Lega fosse stata al Governo, i rapporti con l’Europa sarebbero stati differenti?

Non credo che le cose sarebbero andare diversamente. Io ho una visione più umanistica dell’Europa e mi focalizzo soprattutto sull’attenzione che l’Unione manifesta verso i popoli che la costituiscono e i diritti umanitari propri di tutti i cittadini europei.

Qualche esempio?

La matrice della mia formazione politica proviene dal mondo del Family day, cui mi sono avvicinata circa cinque anni fa. Su queste tematiche, che a me stanno molto a cuore, ho percepito un’Europa assente e distante dal suo ruolo di preservare e far rispettare i diritti umani.

Questo passaggio immagino faccia parte della sua personale visione di cui parlavamo prima.

Esattamente, è stato uno dei principali motivi per cui mi sono attivata in politica e successivamente candidata come Consigliere comunale a Sona nel 2018. A mio parere, è responsabilità della politica parlare anche di queste tematiche e arginare una deriva antropologica molto presente. Manca il discernimento.

In concreto cosa significa?

Sovente non si parla di moltissimi argomenti, vuoi perché considerati un tabù, vuoi perché comunemente e passivamente accettati così come sono. Manca un dibattito sano, sedersi attorno a un tavolo e trarre una sintesi di ciò che è bene e ciò che è male. Spesso si parla di “bene comune” senza tradurre l’espressione in concreto o nel dettaglio.

Stando alla sua attività da Consigliere a Sona, come si coniuga questo aspetto a livello territoriale? Il rischio è che il dibattito nasca e muoia all’interno al Consiglio comunale senza coinvolgere la cittadinanza.

Innanzitutto il fatto che si parli di queste tematiche anche in Consiglio comunale è già di per sé positivo: sappiamo che leggi sbagliate infondono una cultura sbagliata.

Mi fa un esempio di una legge sbagliata?

La legge 194. A seguito di vari approfondimenti io sostengo la prima parte della legge.

Ma quali sono gli effetti a livello territoriale? Le leggi vengono alla luce grazie all’attività parlamentare e democraticamente a Roma. Consiglio comunale e Parlamento hanno competenze diverse.

Territorio nazionale e locale, tuttavia, non possono essere scollegati. Parliamo di un primo passo per realizzare quel discernimento che ho accennato poco fa. La mozione, per esempio, a sostegno della maternità che presentammo in Consiglio comunale come Lega e Progetto Comune poteva essere un primo passo per maturare un dialogo e stabilire delle convenzioni verso quelle associazioni del territorio che sostengono la donna e la natalità, anche per capire qual è la situazione effettiva nel nostro Comune su questo tema. Lo stesso ex Consigliere regionale del Trentino Pino Morandini ha proposto ai governanti delle Regioni di rendere i consultori il centro della famiglia e della tutela della maternità. Il primo obiettivo di queste nostre mozioni in Consiglio è: vogliamo parlarne?

Passiamo al capitolo delle elezioni regionali. Quali sono, a suo avviso, gli aspetti del nostro territorio che meritano di essere sotto l’attenzione di Venezia?

Sicuramente affronteremo i problemi ambientali del nostro Comune, che non sono pochi. Come minoranza su questi temi abbiamo sempre offerto la nostra collaborazione e sostegno all’amministrazione comunale.

Precisamente a cosa fa riferimento?

Sun Oil in primissima battuta, ma anche Matco e discarica Cà di Capri.

Sulla Sun Oil ci siamo confrontati anche nel 2018. Che novità ci sono?

Al momento mi attengo alle comunicazioni degli amministratori, ovvero all’impegno manifestato di svuotare e bonificare la zona attraverso il recepimento dalla Regione Veneto di fondi significativi, pari a 1,15 milioni di euro. Nel mio ruolo in minoranza ho sempre cercato di mostrare piena collaborazione e coinvolgere tutti quanti.

In merito al coinvolgimento della politica: la percezione è che in un quinquennio ci sia stata sul tema Sun Oil una “sfilata” di parlamentari, dal PD alla Lega, che si sono presi a cuore il problema, ma poi quell’attenzione si è assopita.

Non voglio scadere nella propaganda facile, non faccio slogan. Ma assicuro che quell’impegno presente a livello amministrativo locale ci sarà anche in Regione, qualora venissi eletta. Comunque vada, io spero un risultato molto forte di Sona. Dato che mai nulla è scontato, i nostri concittadini dovranno farsi sentire col voto alle prossime elezioni regionali.

E sulle altre tematiche ambientali?

Insieme alla Sun Oil il tema Matco è all’ordine del giorno delle riunioni della Commissione ambiente; su ciò l’amministrazione sta lavorando moltissimo per risolvere il problema. Anche su Cà di Capri (nel cui impianto il Baco ha partecipato a una visita guidata l’autunno scorso, NdR) occorre tenere la situazione monitorata, finché la discarica non verrà chiusa.

La candidata Orietta Salemi, in un’intervista che le facemmo poco tempo fa, asserisce che a Zaia è mancata la lungimiranza in questi suoi ormai dieci anni di mandato su molti temi, tra cui i trasporti. Come argomenta questa tesi?

Sono convinta che l’Assessore ai trasporti uscente Elisa De Berti sia stata molto presente e attenta al territorio durante il suo periodo di mandato. Tra l’altro, l’Assessore De Berti ha confezionato un programma pluriennale dei trasporti con durata fino al 2030.

La critica sta appunto qui: Zaia è Governatore dal 2010. Non era il caso di presentare questo piano qualche anno prima?

Zaia è considerato il miglior Governatore d’Italia, ha il più alto indice di gradimento. Il suo slogan a queste elezioni è, appunto, “L’impegno continua”. Come affermato da Zaia stesso, i risultati raggiunti in questi anni sono stati fatti senza chiedere ulteriori soldi in tasse ai cittadini.

Ci sono altre tematiche che sente sue e che ritiene debbano essere portate sui tavoli di discussione del Consiglio regionale?

Il problema demografico potrà essere affrontato in Regione grazie al decreto legge del 28 maggio 2020 attraverso politiche strutturali a sostegno della famiglia, della genitorialità e della natalità. Questo problema è nazionale, regionale e locale.

Che natura potranno avere queste misure di sostegno?

Vediamo come il Governo strutturerà l’assegno unico familiare, ma a livello locale potrà essere attivato una sorta di “fattore famiglia”, le cui procedure di attivazione al momento sono ancora macchinose. A favore delle amministrazioni locali la Regione potrà essere di supporto a questo fattore, che secondo determinati parametri garantirebbe abbuoni e sconti alle famiglie che ne fanno richiesta. Ricordo che la famiglia è sempre quella dell’art. 29 della Costituzione, senza tante altre interpretazioni.