“Angelin” Tagliapietra da Sona: nel 1949 titolo nazionale nei 1500 metri

A Sona, giusto a metà strada  tra la Chiesa parrocchiale e il Cimitero, sul versante ovest della collina sorge, tra filari di viti e olivi secolari, la cascina “Valecia” fino alla fine degli anni ‘80 abitata dai Tagliapietra. Proveniente dalla provincia di Vicenza il sig. Antonio Tagliapietra detto “Lelio” si insediò in Vallecchia nei primi anni del 1900 e con la moglie Amelia mise al mondo 6 figli maschi tra cui Angelo, nato nel 1931, il 18 maggio.

Il nostro Angelo detto anche “Pearin” (speriamo non ce ne voglia, ma con questo nome lo ricordano gli amici della piazza) già in età scolastica si accorge che correre è una cosa che gli piace e che riesce a fare bene, con una certa facilità. Infatti all’età di 15 anni vince a Roma la finale nazionale di corsa campestre e a 16 anni, sempre a Roma, la finale nazionale dei 2000 metri. Inizia  pertanto a disputare le prime gare di mezzofondo, con buoni risultati, sia a livello regionale che nazionale. Da subito la sua distanza ideale sono i 1500 metri. Anche il grande giornalista sportivo Gianni Brera si interessa a lui e lo definisce “la promessa del mezzofondo, il giovine Angelo Tagliapietra, mezzofondista dai lunghi capelli”. Piccola parentesi: una sua coetanea, sonese, che vuole restare nell’anonimato, ci confida “El ghe piasea a tute le butele. E l’era bon de cor!”…  

La sua incoronazione sportiva arriva nel 1949 allo stadio di Bari dove a soli 18 anni vince il titolo italiano assoluto; con un tempo di grandissimo valore 3 minuti e 54 secondi. Il primo italiano a scendere sotto i 4 minuti. “E’ uno dei ricordi più belli che conservo, fu una grande soddisfazione – racconta Angeloera un tempo incredibile, ancora oggi non è facile da fare per un ragazzo di 18 anni”. Il 1949 è indubbiamente il suo anno migliore, in un meeting a Milano il nostro campione riesce a battere il grande Reiff campione olimpico uscente in una gara di 1000 metri.

Dopo questi grandi risultati  Angelin si sposta prima a Torino e poi a Trento. “Andai a Trento dove potevo allenarmi e studiare, mi pagavano tutto – ricorda – ma fu una delle decisioni più sbagliate della mia vita. Praticamente ero senza allenatore, nessuno che mi spronasse come serviva e non riuscivo a correre a certi livelli. Ho perso un treno importante!”. Con uno sguardo sereno ci confida “Ma va bene così! Sono soddisfatto e sono contento di quella che è stata la mia vita.” 

Finite le corse, Angelo Tagliapietra diventa un apprezzato professore di educazione fisica che per quasi 40 anni insegna al Ferraris e al Marconi. Dove può scoprire nuovi talenti e trasmettergli la sua passione per l’atletica. Passione che trasmette anche agli atleti della Società sportiva Bentegodi della quale è stato allenatore fino all’età di 80 anni.

L’amore per la corsa, oltre che a moltissimi suoi allievi e atleti è riuscito a trasmetterla anche ai tre figli maschi: Mariano, Mauro e Paolo, tutti hanno ottenuto dei buoni, anzi ottimi, risultati nella corsa. E la figlia Rita? “Non è mica scema come me e i suoi fratelli” dichiarò in un’intervista scherzando, pensando ai chilometri e alle fatiche che un mezzofondista deve fare.