Andrea Perina di Lugagnano è il nuovo Papà del Gnocco

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Anche quest’anno, come nel 2005, la sfilata dei carri nelle diverse località veronesi viene guidata dalla maschera veronese per eccellenza: vestirne i panni è stato scelto il trentatreenne di Lugagnano che in passato aveva sconfitto “Paolone”  Papà del Gnoco, scettro riconsegnato a Perina.

L’applauso è suonato forse meno intenso del previsto. Ma solo per colpa degli ombrelli. Pioveva infatti a dirotto quando ieri mattina Andrea Perina è salito sul palco d’onore allestito in piazza San Zeno in abito da sire del carnevale veronese per ricevere ufficialmente l’investitura di 478° Papà del gnoco.

E’ dunque il trentatreenne originario di Lugagnano ad essere uscito vincitore dal conclave del Bacanal, proprio quel Perina che già nel 2005 aveva vestito i panni di sire trionfando su Paolo Cantelli detto Paolone, che poi ebbe l’anno successivo la meglio su Roberto Zaglia, sire uscente quest’anno. La grande festa organizzata in piazza San Zeno ieri è comunque riuscita bene, nonostante il tempo davvero poco favorevole: ma, appunto tranne che per l’impaccio causato dagli ombrelli in mano al momento dell’applauso (un’immagine emblematica dello spirito di partecipazione di ieri nonostante le avversità di un cielo carico di pioggia), i veronesi non sono mancati all’appuntamento più vivace del carnevale.

Per quanto riguarda il lavoro del conclave che si è svolto sabato sera, in segreto, a tavola, e con anticipo rispetto a quanto annunciato (doveva essere domenica mattina), D’Agostino rivela: “Abbiamo deciso all’unanimità per Perina, non ci sono stati contrasti tra di noi, la scelta al contrario è stata condivisa. Il conclave è durato circa un’ora e mezzo: il requisito che tutti abbiamo posto come fondamentale era che il designato fosse una persona che ha dato molto al carnevale, dotato di passione e insieme di umiltà. E Andrea Perina è un giovane che da sempre ha collaborato con impegno con il Bacanal, diventandone davvero parte vitale”.

A fare i complimenti al nuovo sire non sono mancati alcuni politici, tra cui l’assessore comunale alla Cultura Mimma Perbellini. Tanta musica e la banda hanno fatto da accompagnamento al taglio di una gigantesca torta portata sul palco per il momento dell’incoronazione.

La festa per la scelta del sire è infatti, come è tradizione degli eventi carnevaleschi, anche grande festa enogastronomica, a base non solo di gnocchi e vino, ma di tante altre specialità che ieri sono state distribuite all’insegna davvero dell’abbondanza.

Andrea Perina, dunque, è il nuovo sire del Bacanal. Ha 33 anni: è nato l’8 aprile sotto il segno dell’Ariete, di cui evidentemente ha preso il carattere fatto di passione e di combattiva tenacia. Lo ha mostrato del resto già pochi anni fa, quando nel 2005 è stato scelto per la prima volta a vestire i panni di sire del carnevale, vincendo la sfida contro il rivale Paolo Cantelli, meglio noto come Paolone.

Perina, celibe, è originario di Lugagnano, dove fa il metalmeccanico, ma la sua grande passione è fin da piccolo il carnevale: considera San Zeno non la sua seconda ma la sua prima, vera casa. “Ho sempre frequentato questo quartiere e fin da quando ero bambino il mio sogno era di vestire i panni di Papà del gnoco. Per questo traguardo voglio ringraziare mio padre Raffaello: è stato lui che mi ha trasmesso questa passione, quando ero bambino e lo vedevo vestire i panni della maschera di Lugagnano, lo Tzigano”.

Del sire del resto Perina ha anche la taglia: un quintale di peso, distribuito per un metro e 78 centimetri. “Ho messo su qualche chilo negli ultimi tempi apposta per avere un fisico più appropriato al ruolo”, scherzava ieri, confessando che il piatto preferito restano gli gnocchi.

E quando gli si chiede quali ritiene siano i requisiti, oltre al fisico doc, che il Papà del gnoco deve avere, risponde pronto: “Essere allegro e umile. Bisogna avere dentro quello spirito di felicità che il sire deve portare alla gente, perché questo è il messaggio che deve dare: una allegria solidale, ottimismo e positività. Ma deve anche essere umile, pronto a stare vicino alla gente, col sorriso per tutti. Questi sono i valori del carnevale”.