Andrea Kimi Antonelli è magico: Riflessioni post gara F1 Monaco 2026

Winner on a podium spraying champagne, with a FIA Formula 1 World Championship backdrop and LV logos visible.

Ho mal di testa. Un anno fa aprivo il mio resoconto del GP di Monaco con queste stesse parole e allo stesso modo mi sentivo due anni fa mentre urlavo assieme a Carlo Vanzini “a casa tua Charles!”. Questa è Montecarlo, la gara più assurdamente stupenda e stupendamente assurda che ci possa essere in calendario, quella gara che vinci al sabato ma che puoi lo stesso perdere malissimo alla domenica, quella gara che non premia chi si infila nei pertugi più assurdi – o meglio, anche – bensì chi riesce a sopravvivere alle sue curve assassine.

A Monaco si parte aspettandosi una pennichella generale (memori dell’anno scorso) e si arriva col cervello in palla e increduli di ciò che si ha visto. Una cosa sola è certa: Andrea Kimi Antonelli è magico.

News delle settimane:

Charles, fantino per sempre: Charles Leclerc rinnova la su fede incondizionata nel Cavallino rampante firmando un nuovo contratto pluriennale. Dopo sette anni di gioie e di dolori (al 99% causati da dei tombini di monoposto), qualunque altro pilota avrebbe cordialmente salutato Ferrari con un ditino medio. Charles no, Charles ama Ferrari più di Ferrari stessa. Come minimo meriterebbe una statua all’ingresso della fabbrica, ma credo che un Mondialino sarebbe più opportuno. È così difficile Maranello? Spoiler: sì.

Brighella a Brisighella: Andrea Kimi Antonelli è stato insignito del prestigioso Trofeo Bandini, premio annuale che viene assegnato ad una figura di spicco nel panorama della massima Formula nel borghetto di Brisighella, paese natìo del pilota Lorenzo Bandini. AKA è partito da Imola, per poi passare a Faenza a bordo di una Mercedes AMG GT3 del Team Antonelli Motorsport – ovviamente scortata poiché auto da corsa su strada pubblica – ed arrivare in piazza a Brisighella, accolto da una folla oceanica che la Nazionale di calcio può solo sognare.

Veleno: dopo essersene sentite dire per i beati per anni in particolare da Jacques Villeneuve sul fatto che dovrebbe ritirarsi, a Lewis Hamilton si chiude la vena e risponde ridacchiando ad una domanda su Gilles Villeneuve: “Personalmente non lo conoscevo molto, a dire il vero […] tutto ciò che sapevo con certezza era che lui era un grande pilota, uno che teneva davvero il fiato sospeso, capace di bilanciare perfettamente la vettura in movimento, il che era davvero impressionante da vedere. E ovviamente molto meglio di suo figlio”. Tradotto: anche ai più calmi prima o poi fumano i copertoni. Quindi non bucateglieli.

Venerdì 5, prove libere: potenza elettrica ridotta e aerodinamica attiva bandita nel Principato. Per sfruttare il massimo della deportanza, al posto di ali più o meno macarena, vedremo delle mini sovrastrutture alari sopra le ali posteriori, dall’apporto estetico quantomeno risibile ma, se ci sono, vuol dire che ci possono essere. In FP1 spicca il rosso, col padrone di casa Leclerc e i vicini Hamilton e Verstappen a farla da padrone, così come in FP2 col primo e secondo invertiti. In FP3 al sabato, dopo i proclami di poca competitività a Montecarlo, ecco che una Mercedes si imbuca alla festa. Ovviamente, è Antonelli.

Sabato 6, Kim Kardashian e qualche occasionale inquadratura delle qualifiche. Q1: dopo un botto nelle libere 3, Ollie Bearman riesce comunque ad entrare in sessione. C’è tanto traffico, servono due giri di preparazione prima di lanciarsi. Leclerc spinge da subito mentre George Russell scoda tantissimo e Gabi Bortoleto rompe la sospensione anteriore destra sfiorando il muro della chicane. Q2: le Red Bull impensieriscono, con Verstappen primo e un vispo Isack Hadjar terzo. Russell scoda ancora.

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Q3: ultimi tentativi da cuore in gola, Antonelli segna la pole e Verstappen è secondo per un millesimo. Poi Leclerc alza l’asticella ma Verstappen bacchetta tutti. Leclerc si rilancia ma prende una barriera e scende quarto col cuore spezzato. Fine? Certo che no, Andrea Kimi Antonelli prende di nuovo la pole position e può aggiungere “più giovane poleman in F1 a Monaco” alla lista dei record. Ora però deve – deve – partire bene.

Griglia di partenza: Antonelli, Verstappen, Hamilton, Leclerc, Hadjar, Russell, Piastri, Norris, Gasly, Lawson, Albon, Sainz, Hülkenberg, Colapinto, Lindblad, Bortoleto, Ocon, Pérez, Bearman, Bottas, Alonso e Stroll.

Momentino Formulario: Badoer è tornato sul gradino più alto del podio. No, non Luca bensì suo figlio, Brando Badoer, che gusta la sua prima vittoria in F3 sul podio più glamour del mondo. In F2 trionfa a sorpresa Nikola Tsolov, attualmente l’avversario più temibile per il leader, il nostro Gabriele Minì.

Domenica 7, giornata di gara: la partenza qui è il momento in cui si decide almeno il 90% dell’andamento della gara. Il restante 10% è l’imprevedibilità che colpisce, in questo caso Verstappen a cui muore la macchina senza motivo, mentre Antonelli vola via subito e Leclerc schiva per un centimetro la Red Bull ferma. Max riparte in fondo già arresosi: “Voglio dire… cosa dovrei fare?”, “Portala a casa e basta, Max” risponde Lambiase e, in effetti, la porta a casa nel senso che entra ai box e si ritira.

Dopo sette giri, Antonelli ha già salutato tutti per avere un minimo di margine, talmente minimo che al nono giro – su 78 – è già ai doppiati, quindi alza il piede di ben 2,5 millimetri. Al diciannovesimo giro Hadjar comincia ad accusare problemi al cambio mentre Russell, anch’egli disperato, gli è alle costole ma non riesce ad infilarsi da nessuna parte. Al trentesimo giro anche Bearman abbandona la nave dopo un weekend da dimenticare mentre, al giro 34, inizia la follia che ha contraddistinto il weekend, ovvero l’autovelox impazzito della Pit Lane che, per ora, ai box becca solo Hamilton oltre il limite (5 secondi di penalità). A proposito di box, Antonelli dopo 36 giri sta segnando giri veloci a mitraglia ancora sulle prime gomme. Va bene Kimi, l’abbiamo capito che vuoi umiliare tutti!

Sia Russell che Antonelli cambiano le gomme e anche il britannico incontra l’ira dell’autovelox e, già che ci siamo, pure Franco Colapinto e Pierre Gasly. E giù di 5 secondi! Al giro 45 accade l’incredibile: un sorpasso, nello specifico è Norris che rallenta di colpo nel tunnel e Russell passa. Problemi per il papaya che si ritira. Antonelli ritorna inquadrato solo per mostrare che è arrivato a Russell e lo ha pure doppiato. Ah sì e ha fatto pure un altro giro veloce. Serve qualcosa per fermarlo (non è vero, andrebbe benissimo così), qualcosa che arriva in forma di Lance Stroll a muro all’ultima curva. Come ti cancello quaranta secondi di vantaggio. Russell, Antonelli, Hamilton e Leclerc entrano per i rispettivi doppi pit stop, in cui Lewis sconta i 5 secondi di prima.

Giro 65, via la Safety Car, Antonelli riparte bene e… manca una Ferrari all’appello. L’orrore: Leclerc è finito a muro nello stesso punto di Stroll, si sentono santi invocati dall’Italia e dalla rabbia e tristezza delle parole del padrone di casa si capisce che la causa è stata tutto tranne che un suo errore. Bandiera rossa, ci si deve fermare. Passata mezz’ora si riparte non con una rolling start, bensì dalla griglia, un incubo per chi teme che Antonelli possa non partire bene stavolta e invece folgora di nuovo tutti. E allora sapete che c’è? Che è il migliore, punto. Pierre Gasly sorpassa Hadjar ma deve ancora scontare i 5 secondi di prima. Nico Hülkenberg colpisce Carlos Sainz che si gira al Portier e si ritira, mentre continua l’incubo di Russell con un drive-through (non ha scontato correttamente i suoi 5 secondi).

Gli ultimi quattro giri di Antonelli sono tutti veloci, riesce persino a infilarci la scodatina strizza-cosiddetti negli ultimissimi metri come a Shanghai. La quinta vien da sé e Andrea Kimi Antonelli viene meritatamente incoronato principe di Monaco dopo un weekend di distillato e non edulcorato Domino Ergo Sum. A lui seguono Lewis Hamilton, raggiante e Pierre Gasl… ah no? No, volevo dire Isack Hadjar. Eh già, Pierre ha tagliato prima il traguardo ma i 5 secondi sul groppone lo hanno fatto scendere settimo. Non l’ha presa bene. L’ha presa bene però Fernando Alonso, miracolato nella confusione generale e salito decimo.

Ordine d’arrivo: Antonelli, Hamilton, Hadjar, Piastri, Lawson, Lindblad, Gasly, Albon, Ocon, Alonso, Bortoleto, Russell, Hülkenberg, Colapinto e Pérez. Ritirati Sainz, Leclerc, Stroll, Norris, Bearman, Stroll e Verstappen.

Menzioni d’onore:

1 – Antonelli: cinque di fila a diciannove anni. Potrei dargli a questo punto del divino, del ragazzo d’oro dei record, del pilota che rende davvero onore a quel 12 esibito fieramente sul musetto (come Senna). Potrei ma so che né lui, né primo papà Marco né tantomeno secondo papà Toto vorrebbero, quindi mi limito a ringraziarli tutti, Andrea perché è un fenomeno e i suoi padri perché l’hanno cresciuto, personalmente e sportivamente, in maniera da manuale. Si festeggia un giorno, o in discoteca o sul divano a fulminare zanzare che sia, ma poi via tutto, la testa è già a Barcellona a studiare il prossimo dominio. 12 e lode.

2 – Hamilton: vedi tu, il giovanotto più vecchio di Kimi e Isack messi insieme! Adesso è secondo e non solo sul podio ma pure in campionato. Non ha sbagliato niente e, se Kimi avesse toppato le partenze, il primo posto era suo. Ad Hammer è tornata la luce negli occhi. Glielo lasciamo anche a lui sognare il Titolo (che sarebbe l’ottavo)? Massì dai.

3 – Hadjar: c’è una regola per cui se Norris si ritira e un pilota – in questo caso Antonelli, l’anno scorso fu Piastri – fa un Grande Slam, Isack finisce a podio. Citazioni alla Luca Carboni a parte, Monaco quest’anno riecheggia Zandvoort 2025 per “Boxer” Isack, con la differenza che la sua macchina proprio pareva non voler collaborare con lui, quindi doppiamente bravo. Fortunato? Anche ma serve sempre.

4 – Alonso: non potevo limitarmi al semplice “nontiscordardimé”. Non solo è arrivato a fine gara, che già sarebbe da sbornia per Aston Martin, ma tra un casino e l’altro ha portato a casa un punto. Non è molto… ma in realtà è tantissimo.

Premio “nontiscordardimé”:

Racing Bulls, perché ultimamente erano un po’ in calo.

Pillole del disonore/sfiga:

1 – Leclerc. Sono varie le possibili cause del suo ultimo velenoso incidente: il cratere formatosi sulla strada che si è sventrata da sola in curva 18 (in cui ci è finito anche Stroll), i freni che hanno deciso di “abbandonare la chat” – presumibilmente anche Charles passerà da Brembo ai dischi di Carbon Industry come Lewis – fatto sta che un finale così è una pugnalata alla schiena collettiva, specialmente a contratto appena rinnovato. Posso abbracciarlo?

2 – Russell: dategli del Gaviscon sennò mi sviene per il mal di stomaco. Sei gare fa urlava “Mi piace questa macchina e mi piace questo motore”, parole andate malamente perse nella stiva di un aereo. Ha infierito pure la mancata penalità scontata e lì la cavolata l’ha fatta la squadra, al ché a George non resta che tentare di notare i track limits altrui per sperare di cavarsela. Questo non vuol dire che non ritornerà ma forse è meglio spostare l’attenzione sull’altro box nero-argento.

3 – Verstappen: “Sai che c’è? Oggi sciopero” disse la RB22 nel giorno in cui doveva lavorare di più, anche perché se c’era un opponente perfetto per la Mercedes di Antonelli fino a sabato, quello era Max. Sfiga colossale.

4 – Gasly: velocità media in pit lane troppo alta e pure durante la Safety Car. I dieci secondi più sofferti della sua carriera.

5 – FIA: anche un po’ meno sensibili i velox la prossima volta eh…

Festa finita, anche noi come Antonelli già dobbiamo pensare alla prossima gara in salsa catalana a Barcellona che arriverà tra una settimana esatta. Avanti tutta, ci si becca in pista!

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Nicola Franchini
Nato nel 2004 e Palazzolese doc, si è diplomato al liceo linguistico Medi di Villafranca nel luglio 2023. Frequenta attualmente il corso di Scienze della Comunicazione all'Università di Verona ed ha iniziato a collaborare con il Baco da Seta nel novembre 2023 come corrispondente per Palazzolo. Cresciuto secondo il culto dell'automobile, negli anni ha collezionato centinaia di modellini e riviste del settore dell'automotive e visto tutti gli episodi del celebre programma britannico "Top Gear". Ascoltatore sin da neonato dell'emittente radiofonica che trasmette "musica di gran classe", nel tempo libero si diletta ad ascoltare (per ore) la musica, suonare (per altrettante ore) la chitarra e nuotare (fin dai tempi dell'asilo).