Anche quest’anno celebriamo una giornata che non dovrebbe esistere

Domani è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, una ricorrenza istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 17 dicembre del 1999 attraverso la risoluzione 54/134. Questa data fu scelta in memoria delle tre sorelle Mirabal (Patria, Minerva e Maria Teresa) attiviste politiche Domenicane, uccise il 25 novembre del 1960 per ordine del dittatore Rafael Leònidas Trujillo.

Le tre coraggiose sorelle si impegnarono nella lotta contro la dittatura. Il loro nome in codice era “Farfalle”. Costituirono un gruppo politico clandestino che prese forma espandendosi in tutto il paese e combatteva la dittatura. Venne scoperto nel gennaio del 1960 e tutti i membri furono incarcerati comprese le sorelle Mirabal con i rispettivi mariti.

Qualche mese dopo le tre sorelle vennero liberate, ma i loro coniugi restarono reclusi. Quel giorno le tre sorelle mentre si recavano a far visita ai propri mariti in prigione, furono bloccate dagli agenti del Servizio di informazione militare. Furono massacrate a colpi di bastone e gettate in un precipizio a bordo della loro auto, per simulare un incidente.

La Giornata di oggi segna l’inizio dei Sedici giorni di attivismo contro la violenza basata sul genere, che hanno lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica e spingere ad agire per il cambiamento. I sedici giorni di attivismo si estendono fino alla Giornata dei diritti umani del 10 dicembre.

Ed anche quest’anno celebriamo una giornata che non dovrebbe esistere. Una giornata per sensibilizzare ciascuno su un problema spesso taciuto e ricordare le vittime di maltrattamenti, abusi e femminicidi. Gli ultimi dati del Viminale mettono in evidenza che la maggior parte delle vittime trovano la morte per mano dei propri compagni, mariti, fidanzati o ex.

I recenti fatti di cronaca ne confermano la tragica verità con la morte della giovane Giulia Cecchettin, un’altra vita spezzata che aumenta il già troppo alto numero di donne uccise da inizio anno, ben 105.

Cosa si intende per “Violenza contro le donne”? Qualsiasi atto di violenza di genere che si traduca o possa provocare danni o sofferenze fisiche, sessuali o psicologiche alle donne, comprese le minacce di tali atti, la costrizione o privazione della libertà.

La giornata Internazionale per l’Eliminazione della violenza contro le Donne non solo rende omaggio alle vittime, ma incoraggia azioni concrete per combattere e prevenire la violenza contro le donne. Sensibilizzare ed educare per avere consapevolezza è fondamentale per cambiare atteggiamenti e comportamenti.

Sostenere le vittime che hanno subito violenze dando supporto e assistenza incoraggiandole a parlare e cercare aiuto. Spingere i governi a mettere in pratica politiche efficaci contro la violenza di genere con leggi più severe e programmi di prevenzione.

Riconoscere il problema è il primo passo per crearne una soluzione. Attraverso la collaborazione di tutti e l’impegno individuale, è possibile promuovere un mondo in cui ogni donna possa vivere libera dalla paura e dalla violenza. “Non sono un uccello; e non c’è rete che possa intrappolarmi: sono una creatura umana libera, con una libera volontà” (Charlotte Brontë).

Lorella Zanini
Nata nel 1975 residente da sempre a Lugagnano, ultima figlia di una famiglia “rumorosa” composta da 5 fratelli, forse per questo mi trovo a mio agio dove c’è compagnia e allegria. Assistente e segretaria in uno studio odontoiatrico da oltre 25 anni. Amo tutti gli animali e detesto chi li maltratta. Adoro leggere, ascoltare musica e andare ai concerti. Sono dinamica e mi piace provare ogni genere di sport, dal paracadutismo allo yoga che pratico da anni. Ho un debole per le persone che si mettono in discussione.