Ascolta questo articolo

Quest’anno drammatico si chiude con la notizia che non avremmo mai voluto dover dare. Il Covid-19, che negli ultimi tempi ha raggiunto livelli di contagiosità elevatissimi, è entrato nella casa di riposo di Lugagnano (nella foto).

Quella che per tutta la prima ondata era stata una roccaforte sicura, anche in virtù della decisione lungimirante di blindare la struttura fin dal 6 marzo, si è trovata improvvisamente a fare i conti con la vulnerabilità purtroppo già vissuta da molte altre case di riposo della provincia: il virus, ormai altamente diffuso, è riuscito ad insinuarsi anche in un luogo in cui l’attenzione è sempre stata, e continua ad essere, altissima.

I protocolli prevedono che gli operatori vengano sottoposti a screening rapido ogni quattro giorni, mentre gli ospiti ogni venti. Il 15 dicembre due operatori sono risultati positivi al test rapido, e per scrupolo si è quindi proceduto ad effettuare il tampone anche agli ospiti (che erano già stati sottoposti a screening il 9 dicembre e avrebbero avuto il successivo il 28), risultati in quel frangente tutti negativi.

Dopo un confronto fra il medico della struttura e il Sisp (Servizio di Igiene e Sanità Pubblica) dell’Ulss, si è deciso di ripetere i tamponi a distanza di dieci giorni, considerando il tempo di incubazione del virus.

Lo screening effettuato il 20 sul personale ha dato per tutti esito negativo, mentre i tamponi rapidi del 24, effettuati su ospiti ed operatori, hanno evidenziato dei casi di positività.

Gli anziani risultati positivi sono stati quindi isolati, così come i loro contatti stretti che in quel momento erano negativi, e si è proceduto con il tampone molecolare di conferma, di cui si stanno ancora attendendo i risultati.

Spiega il sindaco Gianluigi Mazzi:Nelle aree rimaste ‘verdi’, dove cioè non ci sono ospiti positivi, sono state adottate da parte degli operatori precauzioni più stringenti, attraverso l’utilizzo di quei dispositivi di protezione solitamente richiesti solo per le aree ‘rosse’. Inoltre, dal 24 dicembre, come misura cautelativa disposta dalla dottoressa della struttura, i tamponi vengono effettuati tutti i giorni”.

Si è purtroppo verificato un decesso: è morta infatti una signora di 93 anni con patologie pregresse.

La drammaticità di quest’anno porta quindi tragicamente a registrare un’altra vita spenta a causa di questo virus che sta colpendo in maniera particolarmente pesante persone anziane e fragili. Questo decesso è per ora il fatto più grave provocato dall’imprevista incursione del Covid nella casa di riposo di Lugagnano.

Al momento, la situazione degli altri anziani risultati positivi non appare allarmante: dall’ultimo aggiornamento di stamattina risulta una sola persona sintomatica, mentre nove non hanno sintomi. Ci sono poi un negativo isolato in quanto contatto stretto, e un negativo isolato in quanto manifesta sintomi riconducibili al virus.

Ma, appunto, la struttura è ancora in attesa di conoscere, per tutti gli ospiti, l’esito dei tamponi molecolari effettuati a seguito dello screening rapido del 24 dicembre.

Ci sono inoltre due operatrici risultate positive al molecolare, e due operatrici e un’infermiera risultate positive al rapido, in attesa del referto del molecolare; c’è infine un’operatrice negativa ma in malattia a causa di sintomi riconducibili.

La casa di riposo, che era stata riaperta alle visite a luglio dopo quattro mesi di chiusura, era poi stata nuovamente chiusa con l’arrivo della seconda ondata. Da mesi ormai non può accedere nessun parente o visitatore esterno.

“Se finora siamo sempre riusciti ad evitare casi di positività fra gli ospiti – afferma Mazzi – è proprio perché i protocolli sono sempre stati applicati al meglio. Purtroppo, serve attenzione ma anche fortuna: questa seconda ondata ha una contagiosità elevatissima, il virus non è mai stato così diffuso come in questo momento, quindi può succedere che anche un operatore attento e vigile, che ha come è normale che sia una vita al di fuori, risulti suo malgrado portatore del virus. Insomma, sono certo che non ci sia stato alcun calo di attenzione, ma che questa situazione sia dovuta all’alta contagiosità del virus con cui ci troviamo a fare i conti in questa seconda ondata e, permettetemi di dirlo, anche ad un po’ di sfortuna”.

E aggiunge: “Sono vicino a chi opera all’interno della struttura, in questo momento particolarmente complicato, agli ospiti della casa di riposo e anche ai loro familiari. Un pensiero particolare di vicinanza va alla famiglia dell’anziana deceduta”.

I familiari dei positivi erano stati avvisati già il 24, mentre il sindaco, massima autorità sanitaria locale, fa sapere di essere stato informato della situazione solo ieri.

“Quando ho saputo – dice Mazzi – mi è preso un grande sconforto, anche perché la notizia è arrivata inaspettata. Oggi, dopo aver parlato con la struttura, sono un po’ più tranquillo: so che sono organizzati per affrontare la situazione e, per il momento, gli ospiti positivi non hanno sintomi preoccupanti. Spero che non vi siano conseguenze ulteriori e che la capacità organizzativa ma anche un po’ di fortuna ci permettano di superare questo primo grande ‘attacco’, che mi auguro sia anche l’ultimo”.