Anche il mondo associazionistico di Sona partecipa ad un Corso Antincendio Rischio Alto, per far crescere professionalità e qualità

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“Con le nuove regole sulla sicurezza degli eventi si decreta la fine di tutto. Non si può più fare niente! E’ la morte di sagre, feste, eventi!”. Quante volte ci sarà capitato di sentire questa frase negli ultimi mesi, soprattutto dal Giugno 2017 in poi dopo i gravi fatti di Piazza San Carlo a Torino in occasione della finale di Champions League e con la successiva divulgazione dell’ormai celeberrimo Decreto Gabrielli. Spesso potremmo dire, quasi ogni giorno.

Che fare: mollare tutto, mandare tutti a quel paese o cercare di non trovare delle soluzioni? In molti hanno scelto la strada di fare un passo indietro, altri hanno deciso di non mollare l’osso e di capirne un po’ di più, per poi scoprire che tutto si può fare dopo aver capito cosa c’è da fare.

E nel capire ciò si è anche preso coscienza del fatto che tali nuove fantomatiche nuove regole esistono dal 1996 e che fino ad oggi sono state semplicemente disattese. Quindi tutti , più o meno, eravamo in difetto rispetto alle regole e alle leggi in materia di Safety e Security. 

E che centra con tutto ciò il progetto #solidarietaprofontedelcampo nato per sostenere la Comunità di Fonte del Campo , una piccola frazione del Comune di Accumoli colpita dai terremoti del 2016? Apparentemente poco se non il fatto che i due argomenti solo strettamente legati da questioni di protezione, sicurezza ed incolumità dei cittadini. Il legame concreto è la coalizzazione di idee, iniziative, passione e collaborazione nata attorno a questo progetto, che coinvolge da quasi due anni cinque Comunità. Promosso dalla Proloco di Sona (e quindi dalla Comunità di Sona) si è poi esteso, nelle sue molteplici evoluzioni, anche alle Comunità di Sommacampagna, Castelnuovo del Garda, Povegliano Veronese e San Pietro in Cariano.

Questa collaborazione estesa ha portato a ragionare da squadra. Importante l’obiettivo finale, ma altrettanto importante il percorso fatto assieme per arrivare all’obiettivo. E si è capito che lavorare assieme ha più pro che contro. Ecco quindi nascere un progetto nel progetto ed ecco il punto di contatto con la Safety e la Security degli eventi, nomi così temuti nell’immaginario collettivo.

Tra le fine di marzo e la fine di aprile 2018 si tiene un corso per Addetti Antincendio Rischio Alto con idoneità tecnica presso i Vigili del Fuoco che vedrà coinvolte 24 persone provenienti da Associazioni appartenenti alle cinque Comunità coinvolte nel progetto #solidarietaprofontedelcampo. L’idea è nata dalla sinergia tra la Proloco di Sona e la Proloco di Povegliano Veronese.

Per Sona saranno presenti due rappresentanti del Gruppo Carnevale lo Tzigano.

Gli addetti antincendio sono presenze essenziali nei piani di emergenza degli eventi che si svolgono sul nostro territorio. Sono obbligatori ed esistono parametri ben precisi per stabilirne sia le competenze sia il numero impiegato nei singoli eventi. Farlo assieme facendo massa critica ha permesso di ottimizzare tempi e soprattutto costi. Questi ultimi  rappresentano probabilmente lo spauracchio più grande di chi organizza eventi. Forse anche di più delle stesse responsabilità giuridiche e amministrative che ci si sì assumono.

Ma la bestia è meno brutta di quel che sembra e si è scoperto che i costi della formazione sono assolutamente affrontabili anche in relazione al vantaggio che poi si ha nell’avere gli addetti antincendio fatti-in-casa e disponibili quando serve. Tali investimenti saranno poi ammortati sia dai minori costi in capo al singolo evento sia dai rimborsi minimali e calmierati che verranno richiesti per i servizi prestati a terzi.

Il prezzo concordato con il fornitore della formazione, forti del potere contrattuale, ha ridotto di circa la metà il costo del corso rispetto alle normali tariffe di mercato.  L’approccio pragmatico sollevando lo sguardo da terra liberandosi dalle consuetudini porta sempre qualcosa di buono. Ma è soprattutto il non incaponirsi nel fare tutto da soli per lasciare invece spazio alla cooperazione che da i risultati più eclatanti.

La vicenda di Fonte del Campo, nella sua drammaticità,  ha unito queste comunità in un storia di vita da ricordare. Ma soprattutto sta lasciando in eredità una consapevolezza che qualcosa, nel nostro modo di vivere la Comunità, deve cambiare.