Anche a Sona la “pandemia sociale” sta mettendo in ginocchio sempre più famiglie

Si parla di “pandemia sociale”, così com’è stata definita da Papa Francesco durante un’omelia mattutina il 23 aprile scorso. E’ un’altra pandemia, non riguarda direttamente la trasmissione di un virus, ma ne paga le conseguenze.

La definizione abbraccia molte famiglie e singoli individui che, a causa dell’emergenza sanitaria pesantemente in atto, hanno visto ridursi o azzerarsi il reddito mensile, spingendoli in uno stato di necessità. Persone che non avevano mai chiesto aiuto: nuovi poveri, che fino a poco prima dello scoppio della pandemia si destreggiavano per non finire nella soglia di povertà, facendo sacrifici e ponderando ogni singola spesa, anche quelle necessarie.

Si tratta di un contraccolpo che non ha risparmiato nemmeno il nostro territorio. Sona, così come molti altri comuni d’Italia, ha visto aumentare il numero dei poveri costretti a pagare le conseguenze del lockdown e della crisi economica da esso derivata, facendo sì che nel giro di qualche settimana, l’emergenza sanitaria evolvesse in emergenza economica.

Ancora più poveri quindi che, per effetto di questa crisi e della conseguente perdita di opportunità di lavoro, si vedono costretti a chiedere aiuto anche per mangiare. Lo dimostrano i dati forniti dall’Emporio della Solidarietà di Sona-Sommacampagna, registrando un sensibile aumento delle richieste di aiuti alimentari nell’arco di pochi mesi.

Se prima dello scoppio della pandemia si contavano 88 famiglie registrate in ambo i Comuni, nel mese di marzo il numero è salito a 120, per arrivare a 140 nel mese di aprile, per un totale di 500 persone.

Di questi, la maggior parte sono nuclei familiari e si concentrano nel territorio di Sona, dove si è registrato un aumento di trenta fruitori, mentre nel Comune di Sommacampagna se ne registrano diciotto in più.

Tra i richiedenti, vi sono sia i lavoratori autonomi, che a causa del lookdown hanno dovuto chiudere la loro attività perché impossibilitati a sostenere le ingenti spese a carico di quest’ultimi, sia persone che hanno perso il loro lavoro dipendente o che, dopo un’estenuante attesa per la cassa integrazione, non sono riusciti a sostenere le uscite.

Ma anche lavoratori precari, a tempo determinato, impiegati part-time o presso una cooperativa, senza risparmi da parte su cui contare; lavoratori nell’ambito del turismo, della ristorazione, dei trasporti e delle pulizie.

“E’ stato un periodo difficile anche per noi volontari impegnati nell’Emporio della Solidarietàspiega al Baco la dottoressa Emanuela Schiera, responsabile dell’Emporioabbiamo dovuto riorganizzare tutto il sistema di catalogazione dei nuovi richiedenti, registrando telefonicamente le richieste ritenute idonee, il tutto entro massimo 48 ore, questo grazie alla fitta collaborazione con i servizi sociali del territorio. Ma non solo, indispensabile è stato l’aiuto che le associazioni e le aziende locali hanno saputo darci, attraverso la fornitura di beni di prima necessità, senza dimenticare il contributo economico giunto da parte di singoli donatori”. 

Ed il futuro non è certo dei più rosei. L’autunno, più di quanto si poteva immaginare, si sta rivelando molto difficile anche dal punto di vista economico, in quanto molte sono ancora le incertezze e pochi gli aiuti su cui poter davvero contare.

Tra i vari settori dell’economia il settore che è riuscito a mostrare un trend positivo è stata l’agricoltura: pochi i licenziamenti, così come la richiesta di cassa integrazione. Ma questo non basta di certo ad azzerare il disagio sociale ben visibile negli altri settori economici. “Ci aspettiamo che il numero delle richieste di beni alimentari aumenti in queste settimane – fa presente la dottoressa Schiera – e questo indipendentemente da un possibile ritorno di un lookdown totale”.

Per venire incontro alle esigenze dei fruitori l’Emporio è aperto nei giorni di martedì e mercoledì dalle ore 9 alle ore 12, e nei giorni di mercoledì e giovedì dalle ore 15 alle ore 18. L’ingresso è consentito solo a quindici persone nell’arco della giornata, e si può accedere dopo dieci minuti dall’entrata del cliente precedente. E’ possibile effettuare la prenotazione pure on-line e recarsi al negozio anche il giorno successivo alla prenotazione, portando con sé il biglietto con il numero e l’ora di prenotazione.