Ampliamento del Cimitero di Sona: il TAR da ragione al Comune, si può procedere con i lavori

La questione delle dimensioni del Cimitero di Sona, ormai del tutto inadeguato ad accogliere nuove salme, è problema che da molto tempo pesa sulla comunità del capoluogo.

Negli ultimi mesi, per tentare di tamponare momentaneamente la situazione il Comune aveva deciso di procedere con riesumazioni ed estumulazioni ad un ritmo molto più sostenuto rispetto al passato.

Le leggi in materia di concessioni, effettivamente, sono cambiate nel corso degli anni, e oggi la durata prevista dalla normativa è di 10 anni per le sepolture a terra e di 35 per quelle in loculo. Nonostante ciò, la prassi prevede tuttora che i defunti permangano per diversi decenni nel luogo della prima sepoltura; ed è proprio il fatto di dover accelerare di molto i tempi rispetto alla prassi (nei casi più critici parliamo di defunti sepolti solo 17-18 anni fa) a suscitare perplessità e malumori nella popolazione di Sona.

La problematica dello spazio nel Cimitero di Sona nasce ancora negli anni ’70. “Già gli Amministratori di allora, che avrebbero dovuto realizzare l’ampliamento, incontrarono l’opposizione della famiglia proprietaria delle terre limitrofe, che non era disposta a farsi da parte – ci spiegava l’Assessore Merzi qualche mese fa -. Il Comune provò ad andare avanti con un esproprio, ma la famiglia fece ricorso e lo vinse. Negli anni successivi nessuno si è più interessato in maniera seria della questione. Oggi però siamo arrivati ad un punto in cui non è più possibile aspettare: sta volta siamo decisi, abbiamo intrapreso una nuova procedura di esproprio e anche se i tempi si stanno allungando perché i proprietari non vogliono cedere, siamo convinti di poter avere successo. Parallelamente, abbiamo già inserito l’ampliamento nel piano triennale delle opere ed il progetto è già deliberato”.

L’importante novità di questi giorni arriva proprio dal procedimento di esproprio in corso. La famiglia confinante il cimitero di Sona aveva, infatti, presentato un ricorso contro la deliberazione del Consiglio comunale di Sona del 21 marzo scorso di approvazione del progetto definitivo di ampliamento del camposanto. I motivi di ricorso erano vari, tra i quali una presunta contrarietà ai vincoli imposti dal PAT.

Nella foto il progetto di ampliamento del cimitero di Sona. Sopra, l’interno del Cimitero

La sezione seconda del Tribunale Amministrativo del Veneto con sentenza n. 490 pubblicata il 18 aprile, accoglie le tesi presentate dal Comune di Sona, difeso dall’Avvocato Rinaldo Sartori, e apre le porte all’ampliamento del cimitero.

La decisione del TAR ha, infatti, rigettato tutti i primi tre motivi di impugnazione contro la delibera di approvazione del progetto definitivo di ampliamento del cimitero di Sona e relativa dichiarazione di pubblica utilità. Questi motivi tendevano a far cadere l’intera impalcatura della deliberazione relativa all’allargamento dell’area cimiteriale.

Questo cosa significa? L’effetto è che la procedura espropriativa relativa a ciò che interessa all’Amministrazione comunale, ovvero dotare il cimitero di nuove aree di sepoltura, è stata considerata legittima perché i motivi riguardanti tale argomento sono stati pienamente rigettati. L’allargamento necessario alla creazione del nuovo campo di inumazione è stato, pertanto, salvato dalla sentenza del Tribunale Amministrativo. 

E’ stato, invece, accolto il quarto motivo di ricorso della famiglia confinante, che però comporta un annullamento solo parziale, perché è relativo alla individuazione della sola area di parcheggio di servizio al cimitero, che è stata aggiunta alla fine nel piano particellare allegato alla delibera di approvazione del progetto definitivo solo in via previsionale e per errore tecnico, ma di cui in effetti non si prevede la realizzazione nell’immediato, come risulta dal progetto. Il Comune probabilmente inserirà quindi il parcheggio in future progettualità.

L’ampliamento del cimitero, tanto atteso e che ha un costo previsto di 574mila euro, può invece andare avanti. Salva sempre la possibilità, trattandosi di una sentenza di primo grado, che i confinanti ricorrano al Consiglio di Stato.

Mario Salvetti

About Mario Salvetti

Nato nel 1969, risiede da sempre a Lugagnano. Sposato con Stefania, ha due figli. Molti gli anni di volontariato sul territorio e con AIBI. Nella primavera del 2000 è tra i fondatori del Baco, di cui è Direttore Responsabile. E' giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Veneto.

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