Amministrative a Sona: I programmi della politica non possono dimenticare il sociale

Tempo fa avevo espresso qualche considerazione circa la necessità di modificare in modo sostanziale la programmazione socio/politica di una amministrazione locale. Nelle mie considerazioni c’era il capovolgimento dell’impegno del volontariato del terzo settore non più solo come esecutore di un servizio alla comunità ma come elemento di coprogettazione del programma della amministrazione locale.

Ora si stanno avvicinando le elezioni amministrative a Sona e quindi anche la necessità per i gruppi politici di fare scelte di programmi e persone che propongano una visione di paese che rispecchi sia le idee degli elettori ma, soprattutto, uno sviluppo armonico della comunità.  

Purtroppo, incontriamo spesso gruppi che fanno riferimento ad altri gruppi che improvvisano contenuti un po’ strampalati e spesso indicano come programma la costruzione di “muretti” magari con mattoni faccia vista per tentare di colpire la pancia degli elettori.

Pochi che propongano un programma sociale che offra alla comunità la voglia di stare insieme dopo anni di allontanamento, e a volte di isolamento, dalle relazioni sociali. Siamo in presenza di una comunità parcellizzata con tanti gruppi ma non si vede un’offerta politica per un programma di avvicinamento fra generazioni.

Anzi, si percepisce sempre più un allontanamento fra categorie sociali: Il gruppo dei giovani, il gruppo degli anziani e così via. Penso che sarebbe cosa buona per la politica tentare di creare le condizioni perché la comunità venga agevolata nella creazione di gruppi con una maggiore integrazione sociale: un “circolo per la vita” in cui giovani e meno giovani si possono incontrare e il vecchio che racconta, il giovane che anima con la sua irruenza, il genitore che spesso è solo e che trova coraggio da questi momenti insieme a tante età della vita.

So bene che questi desideri non sono di facile concretizzazione e so bene che un’amministrazione comunale si trova spesso disarmata su queste problematiche. Cercare, comunque, di interpretare e di dare qualche risposta alla integrazione generazionale può riuscire a emozionare il vecchio e il giovane, la mamma e il papà, il disoccupato e il giovane in carriera, perché è l’insieme della comunità che genera armonia e recupero del disagio.

La politica dovrebbe creare proposte operative ma che diano anche entusiasmo per un impegno diretto nell’amministrazione del bene pubblico: costruire una scuola non deve far brillare gli occhi solo ai giovani ma anche a genitori e nonni che magari pensano a quella scuola per attività formative proprie.

Parliamo spesso di formazione lungo tutto l’arco della vita ma poi ci si dimentica che la scuola è di tutti. E così vale per la viabilità per ragazzini e per gli anziani e per tutti gli altri programmi di intervento di un’amministrazione comunale.

Se la politica sa coinvolgere nella costruzione di un programma sociale forse crea quelle emozioni che fanno venire voglia di partecipare. Non sono le sigle, spesso incomprensibili, a creare voglia di cittadinanza attiva.

Per conoscere tutto sul prossimo voto a Sona consulta la sezione speciale del nostro sito dedicata alle elezioni amministrative 2023.

Renato Farina
Nato a Sona nel 1951 e ivi residente, sposato con due figlie, è stato Assessore dal 1985 al 1990 nel partito di De Gasperi e Consigliere Comunale dal 2003 al 2013 in liste civiche. Ha lavorato nel campo della formazione professionale ed ora come libero professionista nel settore della sicurezza (D.Lgs. 81/88). E’ da sempre impegnato come volontario nel mondo delle cooperative sociali e in altre associazioni di solidarietà Veronesi.