Amianto nel nostro Comune

Qualche mese ci siamo occupati del problema amianto sul nostro territorio, illustrando un’iniziativa dell’amministrazione comunale. La prima fase ha visto il Settore Ecologia terminare la mappatura di oltre un centinaio di immobili con coperture in amianto presenti sul nostro territorio. Con la seconda fase, il Comune chiederà ai proprietari degli immobili censiti, il programma di controllo e manutenzione obbligatorio per legge.

 

L’esposizione all’amianto aumenta il rischio cancerogeno, le fibre invisibili ad occhio nudo, penetrano nei polmoni provocando la diminuzione delle capacità respiratorie. Lo Stato Italiano per questo motivo, ne ha vietato dal 1992 l’estrazione, la lavorazione e il commercio. Per sensibilizzare la popolazione sulla pericolosità di questo materiale il 30 aprile scorso il Comune di Sona, ha promosso un momento di confronto con la popolazione.

 

L’incontro in sala consiliare, ha visto la partecipazione di Luca Biasi del Settore Ecologia, l’assemblea animata da circa 20 cittadini, ha visto la partecipazione del geom. Walter Malagoli dell’Amia di Verona.


L’Amia, azienda che si occupa della raccolta dei rifiuti a Verona, da pochi anni si è specializzata nella rimozione dell’amianto, ottenendo le autorizzazioni dell’Ulss, dotandosi di personale specializzato e delle attrezzature per intervenire in sicurezza.
Il problema consiste, ha illustrato il geom. Malagoli, nella presenza d’amianto in molti fabbricati costruiti in passato ed ancora presenti nelle diverse realtà sia industriali sia civili. Le eccellenti proprietà di resistenza dell’amianto ne hanno favorito, a partire dagli anni 60, il massiccio impiego nell’edilizia.

 

L’uso più diffuso è stato certamente quello dell’impasto dell’amianto con cemento, comunemente detto eternit, le lastre ondulate utilizzate come copertura di molte tettoie o capannoni, sono molto pericolose, ha sottolineato il geom. Malagoli, non hanno la resistenza per sostenere il peso di una persona. Alcuni gravi incidenti si sono registrati nel veronese per cadute dall’alto causate dal cedimento delle lastre.

Le tecniche d’intervento per la bonifica dell’amianto sono sostanzialmente tre: incapsulamento, confinamento e rimozione. I primi due interventi, tendono solo ad isolare l’amianto rispetto all’ambiente circostante, il problema però permane. L’amianto è lasciato nella propria sede ed occorre monitorare nel tempo lo stato di conservazione.

 

E’ preferibile intervenire con la rimozione, che elimina ogni fonte di esposizione, per realizzarla occorre però intervenire in sicurezza per l’uomo e l’ambiente. I lavoratori che eseguono le bonifiche seguono corsi di aggiornamento. La rimozione deve seguire particolari cautele; è vietato ad esempio l’uso di attrezzi meccanici, il lavoro è eseguito con attrezzi manuali (martelli, scalpelli), per evitare di disperdere in atmosfera la pericolosa polvere d’amianto.

 

Una norma regionale impone la rimozione della copertura in amianto solo nel caso in cui il materiale sia danneggiato per più del 10% della superficie. La pericolosità dell’amianto si valuta in base allo stato di conservazione del materiale, se è buono non c’è pericolo di rilascio di polveri in atmosfera.

 

L’ incontro è terminato con alcune importanti raccomandazioni: evitare di maneggiare l’amianto vista la pericolosità del materiale, avvalersi di ditte autorizzate per la bonifica, è molto pericoloso camminare sulle lastre di eternit, un improvviso cedimento potrebbe causare cadute dall’alto.

 

La serata è poi proseguita con l’intervento del dott. Giambattista Montanari dell’Ulss 22, che ha parlato dei rischi per l’uomo e l’ambiente, legati all’uso di prodotti fitosanitari. Sono composti chimici di largo uso in agricoltura per controllare gli infestanti, in funzione della tossicità dei principi attivi si distinguono in prodotti molto tossici, tossici e nocivi. Le prime due categorie presentano un rischio di intossicazione per inalazione, ingestione e contatto con la pelle.