Altri indagati per la Nord Bitumi

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Altri quattro indagati, un nuovo processo e un’ulteriore vaglio del tribunale per i cattivi odori, provocati dalla Nord Bitumi nella zona di Sona e dintorni, coinvolgendo almeno diecimila residenti.

 

Dopo il pagamento dell’oblazione da parte di Massimo Pongiluppi nel dicembre scorso, ci sarà un nuovo processo contro i vertici della società che produce guaine e altri prodotti bituminosi in località Valle nel paese alle porte di Verona. Sul tavolo del giudice, si ritroveranno le stesse accuse, formulate a carico del rappresentante legale già multato. Lo stesso Massimo Pongiluppi a marzo dovrà varcare di nuovo la soglia di un’aula di tribunale per rispondere dell’inquinamento, provocato nell’atmosfera successivamente al 14 luglio 2008. Per lo smog verificatosi fino a quella data, ha già pagato l’oblazione.

 

Durante le indagini a suo carico, gli inquirenti si sono accorti che ci sono stati altri responsabili della società di Sona, succedutisi al ruolo di rappresentante legale durante il periodo dell’inquinamento. E così il pm Pier Umberto Vallerin ha aperto un nuovo fascicolo a loro carico con l’accusa di getto pericoloso di cose nell’atmosfera tra Sona e dintorni tra il 2007 e il 2008. I quattro devono rispondere anche di aver modificato gli impianti di emissione di gas e fumi senza l’autorizzazione delle autorità competenti.

Si potrebbe riaprire così una finestra per l’ottantina di parti civile, costituitesi in giudizio già nel processo contro Massimo Pongiluppi tra i quali spiccano il nome del sindaco di Sona, Gualtiero Mazzi e di Michele Bertucco presidente di Legambiente, assistito dall’avvocato Luca Tirapelle.

 

In realtà, sarà ben difficile che i 4 dirigenti della Nord Bitumi si faranno processare. Con ogni probabilità, ripercorreranno i passi di Pongiluppi e pagheranno l’oblazione che, lo ricordiamo, è una causa che estingue il reato e non una sentenza di assoluzione. Con questa scelta, tutte le parti civili rimarranno a bocca asciutta senza alcuna possibilità di vedersi risarcire per lo smog respirato a causa dei fumi provenienti dall’azienda di Sona.

 

Nella motivazione della sentenza a carico di Pongiluppi di dicembre, il giudice Paola Vacca aveva motivato l’ammissione all’oblazione, rifacendosi agli studi fatti da esperti del politecnico di Milano, reclutati dalla Nord Bitumi. In quelle ricerche, è risultato che le emissioni inquinanti, lamentate dai residenti nel periodo del processo a carico di Pongiluppi e non nella fase delle indagini, non erano riconducibili alla società di Sona.

 

(Da “L’Arena” del 24 gennaio 2010)