All’Istituto Sanmicheli l’arte si fa moda: nasce la Mostra del Pentamestre

  

All’Istututo Sanmicheli si respira aria d’arte! E no, non stiamo parlando delle solite lezioni con la testa sui libri, ma di un progetto che ha messo in moto cervelli, mani e soprattutto tantissima fantasia. Si chiama “Mostra del Pentamestre delle Arti Applicate”, ed è un vero e proprio laboratorio vivente, ideato dal professor Zicchinella, che ha trasformato le aule in atelier di moda e idee sostenibili.

Il progetto parte da un’idea affascinante: collegare la storia dell’arte alla moda. Ogni studente ha scelto un movimento artistico e lo ha riletto in chiave fashion. Alcuni hanno analizzato l’Art Nouveau e l’Art Déco, creando figurini e gioielli ispirati a queste correnti eleganti e raffinate. Ma non solo: la quinta M si è lanciata nel futurismo, disegnando giacche futuriste dai colori vivaci e forme dinamiche, in perfetto stile “velocità e modernità”.

“Un’opera d’arte che diventa una giacca? Esatto. Un quadro che si indossa, una tela che prende vita”, ci spiega il prof. Zicchinella. Tutti i progetti sono stati realizzati con materiali di riciclo. Vecchi gioielli di bigiotteria, stoffe avanzate, accessori inutilizzati: tutto è stato trasformato in qualcosa di nuovo e originale, grazie a mani attente e menti brillanti. “L’obiettivo era doppio: farvi interpretare uno stile artistico e, allo stesso tempo, sensibilizzare sull’ecosostenibilità e sul consumo solidale, contro lo spreco e la moda usa-e-getta”, aggiunge il professore Zicchinella.

Anche la nostra dirigente scolastica Sara Agostini ha seguito con entusiasmo il progetto. Quando le abbiamo chiesto cosa ne pensasse, ci ha risposto senza esitazioni: “Questa è la vera scuola. Si fa scuola così: in modo pratico, in laboratorio, usando le mani e creando. Solo così si imparano davvero le cose e si costruiscono competenze”. Le abbiamo anche proposto l’idea di trasformare questa mostra in un appuntamento fisso, magari aperto al pubblico. E sapete cosa ha detto? “È una bellissima idea quella di fare una mostra ogni anno.”

Ma c’è di più. Secondo la dirigente, uno degli aspetti più belli del progetto è che ha coinvolto tutti gli indirizzi della scuola. Non solo moda, ma anche socio-sanitario, commerciale e persino i triennali. “È stato un gioco di squadra. È vero, l’indirizzo moda è molto creativo, ma anche al commerciale bisogna puntare sullo sviluppo della creatività: farvi fare, costruire, progettare, creare siti web, fotografie… insomma, darvi spazio per esprimervi” afferma la dirigente.

Quello che ci portiamo a casa da questo progetto non è solo una sfilata, dei gioielli fatti a mano o qualche figurino. È qualcosa di più grande: la consapevolezza che la scuola può e deve essere viva, concreta, e capace di parlare il linguaggio dei ragazzi. In un periodo dove tutto sembra veloce e usa-e-getta, fermarsi a creare con le proprie mani, riflettere su ciò che si indossa, unire arte e moda con rispetto per l’ambiente… beh, è una vera rivoluzione.

Intervista realizzata da Horia Aboussaad e Victor Okunbor.

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