Alla scoperta del territorio di San Giorgio in Salici: la quinta elementare di Sona tra contrade e torbiere preistoriche

Bellissima iniziativa quella della classe quinta di Sona di organizzare un’uscita sul territorio. Un’iniziativa a cui hanno partecipato gli alunni con le loro maestre, insieme ai genitori, a conclusione del loro ciclo di scuola primaria.

E’ stata scelta la frazione di San Giorgio in Salici perché offre maggior numero di itinerari fra i campi del suo vasto territorio agricolo. Il percorso, non molto lungo, è stato preparato tenendo presente la bellezza offerta dal paesaggio, raccontare la storia del luogo, insieme alla fatica di dover camminare su strade di campagna.

E’ la mattinata dello scorso 2 giugno quando i partecipanti si sono raccolti presso gli impianti sportivi di San Giorgio, tutti ben disposti per la partenza. La prima tappa del tour è stata la Contrada Gaburri, con un giro intorno al nucleo più antico del borgo. E’ seguita la sosta sul posto per illustrare la località, mostrando anche una mappa del luogo risalente al 1759 (nell’immagine qui sotto), raccontando l’origine della contrada, antico insediamento dell’età romana.

A guidare il gruppo sono stati Maria Grazia Quagini e Valentino Venturini, storici del Baco e componenti della commissione storica del Comune di Sona, che hanno raccontato il territorio, accompagnando i racconti con l’illustrazione di reperti.

Il gruppo ha poi proseguito verso la località Turco, attraversando il boschetto, fino al Casino Orti Manara, luogo di pace e di silenzio agreste. Più avanti nel percorso, la tappa sul colle alla panchina gigante è stata d’obbligo e qui l’assessore Maurizio Moletta, presente all’uscita, ha invitato tutti i ragazzi a guardare il territorio attraverso il suo cannocchiale.

I ragazzini hanno osservato, meravigliati, il panorama delle colline più lontane circondate dal profilo delle Prealpi, e la striscia d’acqua del Lago di Garda. Su questa radura una maestra ha ricordato che la giornata, il 2 giugno, è la festa della Repubblica Italiana proponendo di cantare insieme l’Inno Nazionale. I veri protagonisti della festa infatti sono i cittadini.

L’ultima tappa è stata la visita alle “peschiere”, è così nominata la torbiera di San Rocco, dove i bacini sono due e in quello più piccolo, nei tempi addietro veniva allevato e poi pescato il pesce da fornire alla mensa dei proprietari. Sono stati illustrate le origini geomorfologiche delle colline moreniche dell’anfiteatro gardesano, il perché della presenza dei massi erratici provenienti dai massicci alpini e il formarsi delle zone umide e paludose negli avvallamenti.

Ha destato curiosità il racconto della vita dell’uomo preistorico attorno a questi piccoli bacini, soprattutto quando sono stati mostrati dei reperti in selce trovati in zona e dei frammenti di vasellame dell’epoca.

Anche la formazione della torba, qui abbondante, il duro lavoro per cavarla ed il suo utilizzo quale succedaneo del carbone in tempi di carestia ha destato molto interesse sia fra i ragazzi che fra i genitori. In questa torbiera era stato fatto un ampio prelievo di questo materiale tanto da creare una conca artificiale attorno al bacino originale.

Tutto il gruppo è tornato poi agli impianti sportivi per consumare il pranzo insieme. La bella giornata di sole ha premiato questa gioiosa passeggiata intercalata da soste speciali.

La Redazione
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