Aldo Moro, la politica a Sona e l’ultimo anno della maggioranza del sindaco Mazzi

Vi è un passaggio del pensiero di Aldo Moro di estrema attualità e che permette di riflettere anche su alcuni meccanismi che si stanno verificando nella politica del nostro Comune. Il passaggio non è di immediata comprensione – come spesso accade leggendo i pensieri del leader democristiano ucciso dalle Brigate Rosse nel 1978 – ma una volta ragionato appare di una linearità assoluta: “in democrazia la maggioranza non governa perché ha ragione, ma ha ragione di governare perché è maggioranza”.

Un concetto, quello di Aldo Moro, che andrebbe tenuto scolpito in mente da chiunque ha ricevuto un mandato elettorale ad amministrare la cosa pubblica, a qualsiasi livello. La vera capacità di governo contempla la consapevolezza di non essere depositari della verità assoluta, ma solo del fondamentale diritto a governare. E questo diritto a governare scaturisce da quello che si fa e non da ciò che si è.

Un anno ci separa dalle prossime elezioni amministrative a Sona, che già da ora si annunciano particolarmente combattute anche perché l’attuale maggioranza, come noto, non potrà ripresentare il sindaco in carica in quanto Mazzi chiude la sua esperienza con due mandati.

Quello che stiamo notando, tornando all’apertura di questo articolo, è una progressiva tendenza della maggioranza di chiudersi nel proprio recinto, probabilmente per ritrovare quella compattezza politica che da tempo appare perduta e che invece diventa necessaria proprio per l’avvicinarsi dell’appuntamento alle urne.

Ci auguriamo che rimanga aperta la linea del dialogo con tutti e che assessori e consiglieri ricordino bene che il loro ruolo è quello di servizio alla comunità nell’impegno amministrativo quotidiano, per questo sono stati eletti, lavorando per il presente ma anche per il futuro del nostro territorio. Pur consapevoli dell’eventualità che potrebbero non essere rieletti e che il testimone potrebbe passare ad altri.

Non sarebbe un bello spettacolo assistere ad un anno nel quale la narrazione che arriva dal colle di Sona sia solo quella autoreferenziale di celebrare quanto si è fatto e durante il quale investire risorse ed energie unicamente nel riparare la buca davanti a casa dell’elettore, per ricercare ed assicurarsi consensi usa e getta da portare poi ad incasso immediato il prossimo giugno.

Quello che chiediamo ai nostri amministratori è di continuare a puntare in alto, proseguire come si è fatto in questi anni nel lavorare per il futuro, senza cadere in quelle derive da politica da bottega a cui purtroppo abbiamo assistito anche a Verona nel corso della recente campagna elettorale per il nuovo sindaco. Sempre coltivando la linea del dialogo con tutti.

Se così non fosse, si perderebbe completamente quel senso della legittimità a governare della maggioranza a cui ci richiama tutti Aldo Moro e daremo solo motivi e fiato a chi, sempre più numeroso, pensa che ormai la politica sia solo preservazione del potere, ad ogni costo. Sona non lo meriterebbe.

Per conoscere tutto sul prossimo voto a Sona consulta la sezione speciale del nostro sito dedicata alle elezioni amministrative 2023.

Mario Salvetti
Nato nel 1969, risiede da sempre a Lugagnano. Sposato con Stefania, ha due figli. Molti gli anni di volontariato sul territorio e con AIBI. Nella primavera del 2000 è tra i fondatori del Baco, di cui è Direttore Responsabile. E' giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Veneto. Nel tempo libero suona (male) la batteria.